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Morelli: da sanatorio ad ospedale. Quando?
di Luigi Mescia

Riceviamo e pubblichiamo la nota che l'ex Presidente dell'Ospedale Morelli di Sondalo ha inviato alla rivista Class e alla stampa locale. E' da ricordare che il dr. Mescia é stato alla guida dell'Ente per una quindicina di anni, trasformando il più avanzato sanatorio italiano, arrivato ad ospitare 2200 pazienti ma che vedeva sempre meno malati per la diminuzione della TBC ed anche per la possibilità di curarla vicino a casa, in ospedale. Un periodo caratterizzato da difficoltà notevoli, in alcuni momenti drammatiche per i circa 1500 dipendenti ma superato positivamente.
Ovvio precisare che se dovessero pervenire contributi in argomento pubblicheremo senz'altro (NdR).


Spettabile Class Editori Spa
Via Marco Burigozzo, 15
20122 Milano
Alla cortese attenzione del Sig. Daniele Razzoli

Alla stampa locale

Sul n. 209 dello scorso mese di settembre è stato pubblicato un articolo con testi del Signor Daniele Razzoli dal titolo : “Qui sta Sondalo”.
Vorrei esprimere qualche valutazione non tanto sul “l’ex sanatorio (che) ora è un centro di ricerca all’avanguardia nella medicina quantistica”, ma sul fatto che è stato contrabbandato il lavoro e i risultati ottenuti in due decenni da persone che nulla hanno avuto a che fare con il Prof. Piergiorgio Spaggiari, allorquando si afferma che “Piergiorgio Spaggiari ha trasformato un immenso sanatorio degli anni trenta in un moderno ospedale dove si fanno ricerche da fantascienza”.
Con indignazione, come si conviene a chi non vuole essere ipocrita, contesto la paternità, per quanto affermato nel servizio, circa la trasformazione dell’immenso sanatorio in un moderno ospedale.
Non pensavo che, dopo aver preparato con dovizia di particolari il servizio (compreso l’elicottero, le foto notturne e la chiamata del personale) si scivolasse così in basso.
Può sembrare eccessiva questa mia reazione, ma come responsabile dell’intero complesso per molti anni, non posso dimenticare chi ha lottato, ed è proprio il caso di dire “lottato”, affinché l’immenso sanatorio divenisse un moderno ospedale.
Posso passare sopra al fatto che ci si dimentichi di avvenimenti in valle degli anni settanta, ottanta ed inizio novanta, ma non posso assistere senza reagire allo scippo propinatoci con troppa disinvoltura.
Ho aspettato più di un mese a rispondere, speravo, per la verità, che ci fosse almeno una telefonata di chiarificazione o una nota integrativa sul numero successivo di Class, quello di ottobre in questi giorni nelle edicole.
Speravo che la stampa locale, che ha dato risalto al servizio in questione, almeno quella ne approfittasse per aprire un dibattito, di precisazione sul passato (sarebbero bastate poche righe) e per discutere non tanto della sanità provinciale, ma di quella relativa ai servizi ospedalieri che interessano, in particolare, il territorio da Tirano a Livigno.
Anche i rapporti Sondalo – Sondrio avrebbero dovuto, doverosamente, essere affrontati, e ciò al di là del fatto che attualmente vi sia un’unica Azienda Ospedaliera.
Per tutti questi motivi, la presente viene inviata anche alla stampa locale, proprio per il fatto che diede risalto al servizio del Signor Daniele Razzoli.
Sono a disposizione per chiarimenti, una volta sgomberato il terreno dal tentativo di scippo, ove lo stesso Signor Daniele Razzolo, o altri, ritenga che vale la pena di approfondire il complesso fenomeno “Sondalo”.
La presente, a Vostro piacimento, potrà essere usata anche quale lettera ad Direttore. Distinti saluti.
Luigi Mescia

luigi.mescia@virgilio.it

GdS 18 X 03  www.gazzettadisondrio.it
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