Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

REGOLE DELLA POLITICA,
SALVAGUARDIA DELLA DIGNITA' PERSONALE
 
di Red

Il presente articolo, come pure quello sui servizi pubblici del cons. Bordoni, erano in scaletta nel numero precedente ma per un disguido di redazione non sono entrati. In buona compagnia in quanto stessa sorte é toccata ad un ampio articolo del direttore sempre sui servizi pubblici. Mentre questo verrà pubblicato in seguito gli altri due compaiono su questo numero. NdR.

Le regole della politica influenzano la vita delle aziende di proprietà pubblica, totale o predominante. Non può esserci corrispondenza tra scadenze dei mandati societario e dell'amministrazione, o delle amministrazioni, cui compete la nomina dei Consigli di Amministrazione per via delle differenti durate: tre anni e cinque anni.
Applicando lo spoyl system, che porta al cambio dei rappresentanti (persino del Segretario Comunale! NdD) allorché il risultato elettorale determina un cambiamento di amministrazione, ne viene, là ove non si trovano intese consensuali, sempre più spesso un cambio dei consigli di amministrazione anche se le regole societarie prevederebbero la permanenza in carica sino a compiuto triennio. La revoca é infatti ammessa solo "per giusta causa" e non lo costituisce un risultato elettorale.
Del pari esiste un problema di salvaguardia della dignità personale degli amministratori il cui cambio anzitempo potrebbe essere variamente commentato dalla pubblica opinione. Non tutti seguono da vicino le vicende politiche per cui qualcuno potrebbe pensare ad un "licenziamento per scarso rendimento".
Questa dicotomia si é presentata per la prima volta nel caso di Sondrio.
Non é per la verità la prima volta, sia pure in una situazione e circostanze diverse: bocciatura del bilancio di una spa, probabilmente la prima volta che succede da sempre in provincia di Sondrio, e quindi calpestando brutalmente onorabilità personale e dignità delle persone. Queste sono rimaste intatte solo per il comportamento degli interessati, nessuno dei quali (salvo uno che non si é mosso dal suo posto) attaccato alle cosiddette "poltrone" che non avrebbe esitato a restituire prima dell'assemblea societaria se fosse stata anche solo ventilata l'opportunità da parte dell'Ente pubblico azionista di riferimento, detentore del 15% delle azioni.
Un comportamento che fortunatamente per gli stessi aveva suscitato un larghissimo moto di autorevoli solidarietà nella cosiddetta società civile.
Non é però possibile dimenticare il rischio corso da tali amministratori di un'ingiusta onta disonorevole per loro e per le loro famiglie visto che i rarissimi casi di bocciatura del bilancio di società di capitale sono motivati da conduzioni assolutamente disastrose o truffaldine... Al di là dunque del caso specifico ragione di riflessione generale.
La giovane età scusa l'estensore dell'articolo, - che per tradizione di direzione e come in casi analoghi non viene corretto -, non al corrente di questa vicenda.
Nota del Direttore.


Il caso di Sondrio: "Fuori dall'ASM ma a testa alta"
Il caso di Sondrio, per quanto riguarda l'ASM spa, società mista ma con maggioranza in mano al Comune, é stato oggetto di una conferenza stampa dell'ex Presidente Piero Carnini e degli ex consiglieri Fausto Caslini e Vito Scarinzi, presente l'ex Presidente del Collegio Sindacale dr. Pellegrino.
L'espressione "Fuori dall'ASM ma a testa alta", ripresa in un grande titolo dal giornale più diffuso della provincia, sintetizza il succo della conferenza stampa tenutasi dopo le dimissioni degli amministratori dell'ASM spa.

Due i filoni conduttori nella lunga introduzione dell'ex Presidente e negli interventi dei suoi colleghi: la rivendicazione del buon lavoro fatto e degli ottimi risultati ottenuti, e la ricostruzione "storica" della vicenda dall'insediamento della nuova Amministrazione Comunale sino alla presentazione delle dimissioni.
- la rivendicazione del buon lavoro fatto: molto dati, molte cifre a sostegno con gli utili, l'acquisizione del gas, della parte di rete elettrica già ENEL,
un lunghissimo elenco di investimenti nei diversi settori in cui opera la società. Capitolo a sé la trasformazione da Municipalizzata in SpA con il più che soddisfacente collocamento sul mercato di una quota rilevante di azioni.
- la ricostruzione "storica": l'ex Presidente ha calendarizzato la vicenda sottolineando contatti e incontri ma soprattutto, quello che conta, come hanno sottolineato il consiglieri Caslini e Scarinzi, la posizione tenuta dopo il risultato elettorale.
"Siamo stati pienamente d'accordo" hanno precisato "fin dall'inizio, prima nel dare alla nuova Amministrazione la disponibilità a rimettere il mandato e nella posizione successiva. Non c'era una posizione diversa, consiglieri dimissionari e Presidente che non intendeva dimettersi. Lo ha recentemente riconosciuto anche il Sindaco". Va detto per rispetto della verità che la stampa aveva diffuso questa posizione che - precisa Carnini - "mi aveva presentato ingiustamente con la colla attaccato alla poltrona suscitando commenti per nulla piacevoli nella gente". E ancora: "avremmo potuto, Codice alla mano, starcene al nostro posto, salvo una revoca che però sarebbe costata parecchio alle casse della società e quindi del Comune. La nostra posizione, per la salvaguardia della nostra dignità, era diversa. Avevamo dato la disponibilità a dimetterci ma alla condizione che ci venisse riconosciuto il buon lavoro fatto, del resto ampiamente documentato".
E qui la frase, condivisa: "fuori sì dall'ASM ma a testa alta".
E così, "arrivata la lettera del Sindaco in cui veniva dato ufficialmente questo riconoscimento, senza indugio abbiamo presentato le dimissioni. Fosse arrivata prima le avremmo date prima".
Un'aggiunta di Carnini: "e se di fronte alle cose sbagliate che venivano pubblicate ho mantenuto il silenzio sino ad ora, a dimissioni presentate, é solo perché il Presidente della società, di una società che ha 900 soci privati fra cui alcuni di grande importanza, aveva il dovere primario, da Presidente responsabile, di tutelare innanzitutto la società". E a conclusione: "mi sono incontrato nei giorni scorsi con il Presidente designato Giarba. Un incontro molto cordiale".
Red

GdS (28 X) 8 XI 03  www.gazzettadisondrio.it
__________________________________________


 

Torna a provincia di SO

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina