Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

In Valtellina l'idrogeno? - In Valtellina le scorie nucleari? - In Valtellina pericolo Irak? Valtellinesi "in"
di a.f.

              Idrogeno - Scorie nucleari - Pericolo - Valtellinesi (DOC) "in"

IDROGENO
Si va verso l'uso dell'idrogeno per procurarci energia, ovunque.
Il mondo, dopo annunci rivelatisi tutti bufale, é tuttora in attesa della cosiddetta "fusione fredda". Una cosa semplicissima: quattro atomi di idrogeno si uniscono e formano un atomo di elio liberando grandissima quantità di energia. Lo fa il Sole da miliardi di anni, l'han fatto per la prima volta gli USA nel 1952 con la bomba H. Il problema é la gradualità. Un bacino idrico é fondamentale per alimentare gli acquedotti, aprendo poco per volta i rubinetti. Se però la diga cede e tutto il bacino viene di colpo sono guai. La fusione é ancora a questo punto perché non si é ancora trovato il modo di mettere dei rubinetti che graduino la produzione di energia.
Nell'attesa di quel giorno X ci si sta finalmente impegnando per "motori" e per "minicentrali" portatili che funzionino a idrogeno. Ci sono celle sperimentali - il nostro convalligiano, cattedratico al Politecnico, prof. Pietro Pedeferri, ce ne parlava 30 anni fa ma qualche interessato freno allo sviluppo c'é stato... -, motori sperimentali, con auto FIAT e BMW. Questa ha addirittura aperto a Monaco il primo "distributore" di idrogeno. Si parla persino di alimentare i telefonini in questo modo con autonomia di settimane. Il Sole 24 Ore ha dato notizia di una iniziativa in Garfagnana e in Italia centrale (Valmontone) non solo di utilizzo dell'idrogeno ma anche di produzione in loco dello stesso utilizzando fonti rinnovabili e cioé solare, geotermico e idroelettrico.
Se lo fanno là perché non si dovrebbe pensare a farlo qui, in Valtellina, vista la quantità di energia elettrica disponibile?

SCORIE NUCLEARI
Anni fa abbiamo corso il rischio che la Svizzera scegliesse per lo stoccaggio delle scorie nucleari una zona immediatamente vicina alla Valchiavenna, rischio fortunatamente sventato.
Se decidessero di portare le scorie in Valtellina, quello che sta succedendo in Basilicata é quello che succederebbe qui. E non solo qui ma ovunque si intenda collocare queste scorie, perché contano molto poco i ragionamenti rassicuranti dei tecnici e molto di più i timori, giustificati, parzialmente giustificati, ingiustificati che siano. La riprova é che sollecitato dall'Europa visto il ritardo della scelta il Governo si é rivolto alle Regioni chiedendo controproposte rispetto ai 200 siti possibili indicati. Ovviamente nessuna risposta.
Abbiamo l'impressione che l'unica soluzione sia la scelta di un'isola disabitata in cui costruire un ricovero a prova di secoli e di ogni calamità naturale possibile.

PERICOLO
Nel numero del giornale che ricorda ancora i Caduti italiani non intendiamo commentare l'escalation antiamericana, e antioccidentale, in Irak, oltre che il dilagare del terrorismo nel  mondo.
Osserviamo solo che si sta verificando quello che temevamo come da nostri articoli di mesi e mesi fa e che si é innescato un processo molto pericoloso.
In Irak sono ormai quattro i versanti: la seconda fase della guerra (altro che guerriglia!) pianificata da Saddam, gli antiSaddam di ieri oggi antiamericani, i vari ceppi di fondamentalisti, l'organizzazione di Bin Laden.
Ha da essere ricordato che prima della guerra in Irak terroristi & C. non avevano spazio per la semplice ragione che il regime non ammetteva chiunque potesse in qualsiasi modo costituire un contro-potere.
Le preoccupazioni espresse da molti sul fatto che anche l'Italia possa essere colpita hanno fatto riaffiorare se non timori quantomeno preoccupazioni anche in Valtellina per la presenza delle dighe.
Un interrogativo che richiede risposte immediate, che peraltro sono del tutto confortanti in quanto proprio sotto il profilo tecnico diventano irrealisti perché inefficaci eventuali tentativi terrosristici.

VALTELLINESI (DOC) "IN"
La notizia di qualche giorno fa, per quanto riguardi una scelta interna di Partito, ha un doppio rilievo tale da richiedere la citazione.
Innanzitutto la nomina del prof. Francesco Forte, cattedratico a Torino, economista notissimo, più volte Ministro, a responsabile del settore economia di Forza Italia ha un primo rilievo per il fatto che si tratta del Partito di maggioranza e di quello che esprime non solo il Premier ma anche il Ministro dell'Economia raggruppando Finanze. Tesoro e Bilancio una volta dicasteri separati.
Un secondo rilievo é dato dal fatto che Francesco Forte é valtellinese, al pari del Ministro Tremonti.
Al di là delle valutazioni politiche, come di consueto talune di caldo consenso e talaltre di animato dissenso sulla linea portata avanti, sta il fatto che, continua una tradizione che ha visto in passato occuparsi dell'economia italiana Vanoni, Valsecchi, Tarabini, Moro.
Aggiungiamo, fuori della politica, l'intraprendenza delle nostre due banche, Credito Valtellinese e Banca Popolare di Sondrio.
Tornando a Francesco Forte appare utile pubblicare i titoli di alcuni dei suoi libri, sempre pubblicati da primarie case editrici:
- Luigi Angrisani. L'avventura di un uomo
- Statuto del contribuente. Analisi dottrinale ed evoluzione giurisprudenziale
(co-autori: Buscema Angelo - Santilli Dante)
- Scienza delle finanze
- Principi di economia pubblica
- Storia del pensiero dell'economia pubblica (1)
- Storia del pensiero dell'economia pubblica (2)
- Etica pubblica e regole del gioco. I doveri sociali in una società liberale
- Risorse e programmazione del cambiamento in Campania
- IVA, accise e grande Mercato europeo
- Il bilancio nell'economia pubblica
- Prezzi pubblici e tariffe
a.f.

GdS 18 XI 03  www.gazzettadisondrio.it
____________________________________
 


 

Torna a provincia di SO

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina