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Stati generali della montagna nel 2004
di Ruben Pandolfi

 

Stati generali della montagna nel 2004: il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha scelto il seminario "Montagna in Europa" organizzato lo scorso venerdì al termine della seconda assemblea degli amministratori della montagna per lanciare la proposta di un momento di confronto a fine mandato, in vista della nuova legislatura 2005-2010.
"Questa - ha spiegato - è una proposta che avanzo qui per la prima volta. Gli Stati generali potrebbero costituire un momento importante di confronto sulla montagna per pianificare insieme possibili interventi futuri".
Una seconda edizione quindi dell'incontro svoltosi nel 2001 in occasione dell'Anno Internazionale delle Montagne per coinvolgere le componenti economiche, amministrative, politiche e culturali della montagna.
"Sappiamo bene" continua Formigoni "che uno sviluppo equilibrato della montagna richiede la collaborazione politico-amministrativa di tutti i livelli: europeo, nazionale, regionale, delle autonomie e di tutti i soggetti pubblici e privati del territorio. E su questa strada ci stiamo muovendo".
"La montagna non è solo un problema di chi la abita, ma di tutti" ha detto Guido Podestà, vicepresidente del Parlamento europeo, intervenuto al seminario.
Tutti i partecipanti alla manifestazione, dal Presidente della Regione Lombardia al Presidente della Cia, Luciano Caveri, a Frank Gaskell di Euromontana, si sono trovati d'accordo nel dire che la montagna deve essere valorizzata e tutelata come bene di tutti.
"Se le montagne fossero disabitate - ha spiegato Podestà- ci sarebbero danni incalcolabili a valle causati dai disastri idrogeologici che in parte sono già accaduti". Una soluzione potrebbe giungere dalle nuove tecnologie che, come il telelavoro, offrono nuove possibilità di occupazione e abitazione anche fuori dalle città, dove ancora vive il 50% dei cittadini UE.
Dal punto di vista europeo, secondo il vicepresidente, questo interesse comune si dovrebbe tradurre in un "in una politica della montagna trasversale a tutte le politiche comunitarie", da quella agricola a quella sanitaria.
E' quindi importante che l'Unione Europea continui nella politica di coesione che le ha permesso di avvicinare tanti Paesi diversi.
Ruben Pandolfi

GdS 8 XII 03  www.gazzettadisondrio.it
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