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Torna in campo la DC.
Con quali prospettive?
di Luca Alessandrini

                         Il comunicato della DC provinciale - Il significato
                            Quali le prospettive? - Il Congresso nazionale

IL COMUNICATO DELLA DC PROVINCIALE
La Democrazia Cristiana di Valtellina e Valchiavenna ha diffuso giovedì 4 u.s. il seguente comunicato:

"Mercoledì 3 dicembre la Democrazia Cristiana di Valtellina e Valchiavenna, alla vigilia del Congresso nazionale della DC che ha sede nello storico Palazzo di Piazza del Gesù, ha fatto il punto in un incontro di carattere provinciale, presenti anche amministratori e amici che hanno ricoperto in passato importanti incarichi istituzionali e politici di tutte le zone della provincia.

- E’ stata ribadita la fedeltà ai valori che furono alla base della nascita della DC e del suo determinante contributo alla ricostruzione e allo sviluppo del Paese, nonché, per quanto ci riguarda, ad un significativo, grande, sviluppo della provincia.

- E’ stata esaminata l’attuale situazione provinciale, in particolare i problemi aperti con relative prospettive, individuando alcune linee che un apposito gruppo di lavoro approfondirà nelle prossime settimane per tradurle, in tempo breve, in un documento programmatico in cui verranno analiticamente affrontati i problemi della provincia nei diversi settori.

- E’ stata confermata, sul piano politico, una linea autonoma di centro pur nel rispetto di tutte le altre posizioni coerentemente con i valori professati, fra cui quello fondamentale del vivere democratico con il libero confronto delle idee. Confronto che, nei problemi cardine della nostra gente, deve tendere alla sintesi per avere negli scenari sovraprovinciali la massima autorevolezza.

- E’ stata definita la linea da seguire in occasione delle prossime elezioni amministrative, con posizioni autonoma di centro per le elezioni provinciali e articolata per quelle comunali secondo il ruolo sempre avuto dalla DC come Partito delle Autonomie Locali. Una linea che, attuando il principio della politica come servizio, non mira a posizioni di potere ma guarda ai contenuti privilegiando il metodo della partecipazione più ampia possibile di valtellinesi e valchiavennaschi al governo della nostra provincia. Al riguardo nel prossimo incontro, a breve, verranno esaminate e discusse le proposte programmatiche, le scelte delle persone, le linee operative.

La Democrazia Cristiana di Valtellina e Valchiavenna rivolge un appello ai tanti democratici cristiani, ma anche ad altri che condividono i principi enunciati, di contribuire alla realizzazione di un disegno organico di sviluppo della provincia, senza nostalgie né fughe in avanti, senza mire di potere né tempi predefiniti, ma con il comune impegno di rendere un servizio alla nostra gente.
Per eventuali contatti: dcsondrio@email.it ".

IL SIGNIFICATO
Sulla stampa il capoverso è stato considerato l’annuncio della presentazione di un proprio candidato per la Presidenza della Provincia e di una lista autonoma. Probabilmente è una lettura giusta perché altrimenti non si spiegherebbe la posizione diversa nelle comunali. Il termine usato nel documento lascia infatti intendere una grande libertà di movimento nei Comuni, rispetto alla scelta del centro e in autonomia per le provinciali.
La DC è così la prima forza politica che prende posizione a quattro-cinque mesi dalle elezioni.
Nessuna reazione ufficiale nel mondo politico. Quelle ufficiose vanno dallo scetticismo di alcuni alla presa in considerazione da parte di altri, quelli che ritengono che se non ci fosse alle spalle qualcosa non ci sarebbe stata una presa di posizione così netta.
Fa pensare il passaggio ove si puntualizza che non vengono ricercate posizioni di potere. Sbagliamo a interpretarlo come il rifiuto preventivo ad accordi con gli altri schieramenti che normalmente prevedono una presenza negli organi di governo?

QUALI LE PROSPETTIVE?
Ma quali sono allora le prospettive di questa DC che proprio in questi giorni sta celebrando a Roma il suo Congresso nazionale?
“Ci basterebbe un consigliere provinciale” si è lasciato sfuggire, sempre ufficiosamente, uno degli esponenti di questa “rinata” Democrazia Cristiana, perché l’obiettivo è importante e nessuno pensa che debba essere raggiunto domattina. “Ci sono idee e uomini. Il consenso bisogna meritarselo. Lo sappiamo e sappiamo anche cosa si deve fare per questo. Stiamo lavorando sodo e non abbiamo fretta. La fretta è nemica del bene”. Ma i nomi? “Ce ne sono e di intercambiabili per capacità e competenza, tali da dare garanzie di affidabilità agli elettori”. E i rapporti con gli altri Partiti? “Massimo rispetto per tutti. Non siamo né saremo contro nessuno. Ci interessa solo come viene affrontato questo o quel problema”.
Ma non è antistorica una posizione di centro quando si vota con il maggioritario? “Diciamo che è scomoda per chi tende al potere. Per chi fonda la sua azione politica sui valori e dunque con impegno di servizio stare al centro significa anticipare il futuro. C’è grande voglia di centro dopo aver visto che il maggioritario porta allo scontro permanente tra due federazioni di Partiti, ciascuna delle due sovente in difficoltà nel trovare intese interne”.
Fine della conversazione. Il rimando è fra poche settimane con il programma “che non sarà solo il programma per l’Amministrazione Provinciale ma molto più ampio”.
E’ la prima volta che non riusciamo a vedere il bandolo della matassa.
Siamo fuori dagli schemi abituali. Può essere un rischio. Può essere una chanche importante. Può cambiare niente. Può cambiare parecchio se molti democratici cristiani ritiratisi dalla vita politica seguono l’esempio di chi sta ridando vita alla DC.
Diamo l’appuntamento ai lettori fra qualche settimana per poterne capire di più.

IL CONGRESSO NAZIONALE
Intanto abbiamo ricevuto da Roma, con preghiera di pubblicazione, il comunicato conclusivo relativo al Congresso nazionale. Il testo:
"Il XIX Congresso nazionale della Democrazia Cristiana, svoltosi a Roma nei giorni scorsi, ha eletto pressochè all’unanimità (con il 95 per cento dei voti a scrutinio segreto) il dott. Giuseppe Pizza, di Roma, nuovo Segretario politico nazionale della D.C. - Pizza succede al cervignanese Angelo Sandri che ha retto la Segreteria nazionale della D.C. dal giugno del 2002, fino alla celebrazione del Congresso.
E’ anche stato eletto il nuovo Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana composto da 160 consiglieri nazionali.
Quattro le liste di candidati al Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana che sono state presentate.
La lista numero 1, con capolista il Roberto Pepe (Napoli), ha eletto 96 consiglieri nazionali D.C. - La lista numero 2, con capolista Angelo Sandri (Udine), ha eletto 25 consiglieri nazionali D.C. - La lista numero 3, con capolista l’On. Santi Nicita (Siracusa), ha eletto 22 consiglieri nazionali D.C. - La lista numero 4, con capolista l’On. Mariano Coco (Catania), ha eletto 17 consiglieri nazionali D.C.
Il nuovo Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana si prevede possa essere convocato a Roma nei primi giorni del 2004 (si iapotizzano le giornate del 10 ed 11 gennaio) per adempiere alle varie incombenze ed in primis alla elezione della nuova Direzione nazionale della D.C.

Giuseppe Pizza è nato a Sant’Eufemia di Aspromonte (Reggio Calabria) il 21 dicembe 1947, ma da vari anni ormai vive e lavora a Roma.
Pizza ha alle sue spalle una lunga ed intensa vita politica, svoltasi sempre all’interno della Democrazia Cristiana. Nell’ambito della D.C. infatti ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio, tra cui quello di Delegato nazionale del Movimento giovanile della Democrazia Cristiana, negli anni che vanno dal 1970 al 1975. A quell’incarico subentrò, dopo il 1975, l’attuale Segretario nazionale dell’UDC Marco Follini.
Giuseppe Pizza ha ricoperto inoltre numerosi altri rilevanti incarichi di partito ai massimi livelli ed in particolare è stato componente della Direzione nazionale della Democrazia Cristiana e componente della Giunta esecutiva nazionale della D.C. con le Segreterie politiche rette dall’On. Arnaldo Forlani prima e dal Sen. Amintore Fanfani poi. Giornalista, iscritto nell’elenco pubblicisti, ha diretto numerose riviste del partito tra cui “Italia cronache”, settimanale della Democrazia Cristiana che pubblicava all’epoca all’incirca 70.000 copie.
Ha fatto parte anche del Comitato italiano giovanile per le relazioni internazionali, organismo che raggruppa esponenti dei Movimenti giovanili di tutti i partiti dell’arco costituzionale.
Ultimamente Giuseppe Pizza ha ricoperto l’incarico di Presidente nazionale della Democrazia Cristiana, con la Segreteria politica retta dal cervignanese Angelo Sandri, contribuendo notevolmente al rilancio del partito ed alla sua riorganizzazione su tutto il territorio nazionale.

Nell’iniziare il suo nuovo e prestigioso mandato di Segretario politico nazionaled ella Democrazia Cristiana Giuseppe Pizza ha voluto ringraziare i delegati al XIX Congresso nazionale della D.C. per la fiducia - pressochè unanime - riposta nella sua persona, assicurando altresì il suo massimo impegno per poter ridare alla Democrazia Cristiana il ruolo che le spetta nello scenario politico italiano ed internazionale.
La Democrazia Cristiana - ha dichiarato il nuovo Segretario nazionale della D.C. - intende continuare e rafforzare la sua presenza politica nella società italiana.
La volontà di migliaia di iscritti democratici cristiani, il cui numero è in forte e costante aumento, non può essere così clamorosamente vilipesa, ignorando e calpestando un diritto costituzionalmente garantito qual è quello della partecipazione alla vita politica militando nel partito in cui un qualsiasi cittadino crede e intende riconoscersi. E’ una battaglia di civiltà e di democrazia che vogliamo combattere fino in fondo!".

Fin qui il comunicato. Ci si chiede quale sarà la linea che la nuova dirigenza seguirà.
Luca Alessandrini


GdS 8 XII 03  www.gazzettadisondrio.it
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