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NOTE POSITIVE PER LA SANITA' IN PROVINCIA
di Flavio Pirondini

Pubblicando questo scritto di Flavio Pirondini - cui vanno i nostri doppi auguri aggiungendo quelli per la salute agli abituali di periodo - aggiungiamo una parallela e positiva esperienza personale. In tre giorni di "soggiorno" in cardiologia, fortunatamente per un falso allarme, abbiamo fatto le stesse valutazioni. Non solo, ma analoghe le abbiamo raccolte da pazienti di quel reparto e da altri di altri reparti. Note positive a largo raggio.
Sappiamo che esistono problemi. Forse il più gravoso é questo rallentamento degli interventi operatori "per ordini superiori" che non coinvolgono dunque il livello provinciale ma che pesano non poco. Un problema da risolvere assolutamente.
Quello che é possibile fare - annotiamo - lo si sta facendo.
In un mondo in cui tutto sembra dovuto e il grazie é sempre più raro, ci va proprio di pubblicare in quest'ultimo numero del 2003 un GRAZIE DOPPIO (NdR)

               IMMAGINI DI UN FINE ANNO ALL’OSPEDALE
     Dott. C. Fojanini di SONDRIO – REPARTO CHIRURGIA
La nostra società, per i ritmi convulsi di cui è ormai totalmente permeata, è portata ad emettere giudizi su tutto e tra gli argomenti in questo scorcio d’anno sembra essere preferita la sanità. Taluni emettono giudizi, senza peraltro avere l’esatta percezione di ciò di cui trattano ed incuranti dei danni che potrebbe causare, ingenerando dubbi o rilasciando informazioni menzognere su persone e cose. E’ il mondo dei tuttologi, il mondo di chi, “dando sulla voce” ad altri, riesce a far passare un messaggio che è magari diametralmente opposto alla realtà. In queste riflessioni mi sono trovato calato anch’io per almeno due fattori: da un lato sono politicamente impegnato con una posizione ben determinata sulla sanità locale, dall’altro perchè, trovandomi momentaneamente ospite di una struttura ospedaliera, ho toccato, seppure in modo del tutto epidermico lo stato dei fatti: le reali potenzialità, qualità, pregi e difetti di questa struttura recentemente tanto bistrattata con titoli surreali (lenzuola portate da casa!). Come detto nel titolo mi limiterò ad alcune immagini di vario contenuto ed interesse per offrire la mia impressione sulla struttura ospedaliera e per tratteggiare l’aspetto che riveste maggior peso, dopo la professionalità: i rapporti umani tra degente e personale. Non è con questo che mi voglia sottrarre ad un giudizio sulla situazione della sanità nella nostra provincia ma ritengo che sia altrettanto importante sottolineare gli spetti positivi che spesso, invece non vengono tenuti in debito conto mentre assurgono a “normalità” piccoli fatti negativi che, purtroppo, esistono in ogni contesto.
Ricovero
Il primo impatto è senz’altro positivo: si va dall’accoglimento con redazione di scheda all’assegnazione della camera. Tutto in tempi rapidi in modo che il neodegente si trova immediatamente calato nella sua nuova realtà in attesa di essere avvicinato dai medici per la sequela di formalità e visite che preludono ad un intervento chirurgico.
Pulizia
Tutto il reparto ha un aspetto curato, ordinato, ovunque si ha la sensazione di massima pulizia; più tardi avrò modo di rendermi conto personalmente che si tratta di normalità, non vi è angolo che non venga spolverato accuratamente: dal letto agli arredi con un’attenzione “maniacale”. Non esagero sicuramente se affermo che simili attenzioni non si riscontrano in hotel a cinque stelle.
Aspetto generale e riflessioni
Tutto su un piano, dal blocco operatorio e post-operatorio alle camerette di degenza ad uno e due letti. Un solo neo: alcune camere non sono dotate di servizi interni; certamente la struttura risente di ristrutturazioni che non hanno potuto operare sui moduli delle camere. Sul lato est vi sono quattro camerette singole e, quindi, sino al blocco scale, il reparto femminile, ad ovest le camerette doppie, le singole, le post-operatorie, i box ed il blocco operatorio.
Da posizione orizzontale, semi-addormentato, non ritengo di avere avuto cognizioni tali per trarre indicazioni seppur minime, sul blocco operatorio, ribadisco quindi che le mie sono sensazioni epidermiche che si captano senza vedere. Ebbene, forse la paura, forse chissà cos’altro la mia sensazione su questa zona è che non sia all’altezza del personale che vi opera e che, solo l’abnegazione di primario e medici tutti, ben coadiuvati dal personale paramedico suppliscano in modo egregio alle “carenze?”. Ripeto forse la mia impressione sul blocco operatorio e post-operatorio potrebbe essere sbagliata tuttavia alcune piccole pecche di carattere tecnico, tra l’altro facilmente risolvibili, sono evidenti e fastidiose (climatizzazione ecc.). Di fronte al vano scale un lungo corridoio ai cui lati sono ubicati gli studi di primario, medici e della solerte e sensibile caposala.
Forse è vero che in certi momenti si è portati a riflessioni di carattere personale sul proprio “credo” e tante piccole cose assumono un’importanza che altrimenti non sarebbe rilevata. Personalmente sono cattolico, raramente sono però portato a riflessioni su argomenti religiosi, eppure una cosa ha attirato la mia attenzione: in ogni cameretta è affisso un piccolo crocefisso, dimensioni adatte ai locali, stile gradevole e, quel che mi ha colpito è la sua collocazione: all’ingresso di ogni camera e ad altezza d’uomo. Non più il Cristo che ti protegge dall’alto ma il Cristo con te, alla tua portata, alla tua altezza, sofferente tra i sofferenti.
Personale medico e paramedico
Rimasto per alcuni giorni nel reparto post-operatorio ho avuto modo di apprezzare la dedizione con cui queste persone, dotate di una preparazione non comune, specialmente nei rapporti interpersonali con i pazienti svolgono la loro lodevole attività. Tre nomi su tutti (sono coloro che mi hanno assistito nelle prime ore dopo l’intervento) : Monica, Cristina e Paolo. Non me ne vogliano gli altri che accomuno quanto a capacità e dedizione.
Tutto il personale medico, guidato dal capace primario Dott. Marcolli, paramedico e generico merita un pubblico encomio per le grandi capacità nel sopperire ad inevitabili mancanze, che spesso si verificano in strutture di questo tipo, attraverso sacrifici personali, il più delle volte non gratificati.
Conclusioni
Le ultime notizie sulla sanità regionale sembrano proiettare fosche nubi sul futuro della sanità locale, mi auguro sia solo un problema temporaneo di assestamento e che in seguito si voglia finalmente dare corso a quelle ristrutturazioni che dovrebbero assegnare all’Ospedale di Sondrio quella funzione di asse trainante della sanità in provincia.
Ho quasi esaurito le mie impressioni e mi sorge un dubbio: non è che abbia vissuto alcuni giorni in un’oasi felice e che questo non sia la normalità ma un eccezione? Mi auguro di no e ritengo si possano dire le stesse cose anche di altri reparti di questa struttura.
Ho detto della dedizione di tutto il personale, dedizione ed entusiasmo che sembrerebbero supportati da una base di certezza, di sicurezza per il futuro mentre dai brevi colloqui avuti con il personale medico traspare un serpeggiante pessimismo sul futuro. Mi auguro sia infondato e dovuto esclusivamente al periodo di assestamento che sta subendo la sanità. Sarebbe davvero un peccato buttare alle ortiche tanta professionalità ed abnegazione come quella riscontrata nel reparto chirurgia della struttura ospedaliera di Sondrio.
Concludo con un invito: non parliamo sempre male delle nostre strutture pubbliche, a volte ve ne sono di veramente funzionali ed è un peccato buttare tutto alle ortiche.
Flavio Pirondini

GdS 28 XII 03 - www.gazzettadisondrio.it
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