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Elettrobombaroli in provincia
di Alberto Frizziero

La lettera al quotidiano "La provincia di Sondrio" - Fatto e antefatto - Dichiarazione improvvida - Il vero problema

LA LETTERA AL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA DI SONDRIO"
Riportiamo la lettera inviata al quotidiano "La provincia di Sondrio" e pubblicata quasi integralmente.
La riportiamo e per dare la possibilità di una lettura integrale, e per chi non avesse avuto la possibilità di leggere il citato quotidiano ma anche per fissare alcuni punti importanti, da riprendere fra qualche tempo.
La lettera:
"Spett. Redazione La Provincia di Sondrio
Martedì scorso ho espresso sul Corriere della Sera il mio scetticismo sull’esistenza di elettrobombaroli locali facendo riferimento al fatto che l’omertà, salvo per “gli scambi commerciali atipici propri delle zone di confine” non è nel costume della nostra gente. Teniamo conto inoltre che i circa 23000 valchiavennaschi sono distribuiti in 13 Comuni e in una trentina di abitati, tutti a misura d’uomo visto che il secondo Comune della Valle, Samolaco, non arriva a 3000 abitanti e al migliaio di famiglie, e non addensati bensì distribuiti in quattro centri principali.
I messaggi arrivati a “La Provincia” – non Vi dice nulla perché è stato scelto il Vostro giornale?... – sembrano smentirmi categoricamente. Ribadisco invece i miei dubbi sulla “valchiavennesità” degli elettrobombaroli - molto boriosi nelle loro declamazioni, altro elemento utile - sia pure con una riserva possibile, che sia una questione di nicchia, vedasi l’assassinio della suora.
Io sono l’unico in provincia ad esser stato chiamato di fronte ai giudici per aver difeso gli interessi, non miei, ma dei valtellinesi in materia idroelettrica. Credo, e non solo per questo, di avere quindi titolo a dire la mia. Nei giorni scorsi ha perso in materia una splendida occasione di stare zitto Tarabini e quindi, casomai fosse così pure per me, posso permettermelo anch’io.
- Comincio a dire pertanto, per usare il linguaggio corrente, che questi elettrobombaroli sono dei bambi. Con le bombe non si fa molta strada, e nemmeno si aiuta la propria causa.
Gli elettrodotti si eliminano seguendo la via che ho indicato io fin dal 1992 quando sono riuscito a far deliberare dall’ENEL a Roma le 30 pagine sulla “razionalizzazione”, che sarebbe andata avanti se fossi rimasto al posto che occupavo.
I piccoli salti avrebbero potuto essere affrontati come a sui tempo Garbellini e il sottoscritto avevano indicato. Non si voluto darci credito? Si è arrivati alla soluzione attuale.
- Proseguo dicendo che, mettendoci nell’ottica che questi bambi di elettrobombaroli siano veramente dei valchiavennaschi, esperti di esplosivi, mi sembrerebbe giusto che i 13 Sindaci della Valle, e forse addirittura i 13 Consigli Comunali, si trovassero e insieme lanciassero un appello alla gente della Valle della Mera perché ogni valchiavennasco apra al massimo le orecchie, alzi le antenne, colga ogni battito di ciglia in materia. Poi se non sa a chi dire qualcosa che ha captato ai limiti vada dal parroco e lo dica a lui.
- Concludo ricordando, così en passant, che c’è un Piano Territoriale in formazione, sia pure con molte correzioni da apportare alla insufficiente proposta presentata. Qualsiasi scelta concernente il territorio, acque ed elettrodotti compresi, hanno la sede adeguata ove essere inserite.
Alberto Frizziero"

FATTO e ANTEFATTO
Prima la bomba su un traliccio, poi la bpmba su un altro con tanto di rivendicazione. Ad Antonia Marsetti che lo intervista per il quotidiano "La Provincia di Sondrio" il Presidente Tarabini risponde: «Lei mi chiede un giudizio su questi attentati. Posso dirle solo che per me sono "significativi"». Di cosa, presidente? «Di una reale esigenza che la gente sente...Le ragioni contenute nelle rivendicazioni inviate dai "terroristi" sono quelle che sento ogni volta che mi capita di incontrare gruppi di persone che vivono sulla propria pelle certe situazioni: dai pescatori che lamentano lo stato in cui versano i nostri fiumi, ai comitati che si battono per evitare che vengano costruite centraline sui torrenti...» Quindi lei giustifica... «No, lei fraintende. Io non approvo questi metodi. Questa violenza. Dico solo che i motivi non sono da sottovalutare... (tal quale dal quotidiano citato).

DICHIARAZIONE IMPROVVIDA
Il sen. Tarabini probabilmente portato alla intransigenza in questa materia anche per averla trattato spesso e da decenni, come legale di Comuni e del BIM, ha fatto saltare per aria un po’ tutti quando, riferendosi agli elettrobombaroli della Valchiavenna ha detto in buona sostanza di dissentire dai modi ma di condividere le ragioni alla base delle, diciamo fragorose, rivendicazioni, come si vedrà avanti.
Se noi prendiamo posizione non la prendiamo in ragione di chi ha detto o fatto una certa cosa e della sua collocazione politica ma solo in base a cosa ha detto o fatto.
A noi interessano i contenuti e dunque per noi è bravo chi li tratta nel modo migliore, qualunque sia la tessera che ha in tasca. Siccome questo è il nostro cristallino modo di agire è anche giusto che, quando a nostra volta diciamo o facciamo qualcosa, ne illustriamo ragioni e motivazioni.
Vediamo allora perché Tarabini “nei giorni scorsi ha perso in materia una splendida occasione di stare zitto”, come da nostra pubblica dichiarazione.

1) Per prima cosa bisogna accertare:
a) se le ragioni degli elettrobombaroli sono effettivamente quelle indicate nei loro messaggi
b) se per caso le rivendicazioni non siano strumentali
c) se per caso non ci sia dietro qualcosa d’altro.

In secondo luogo, ammesso che sia vero quanto al punto a), vediamo la dichiarazione non dal punto di vista del Presidente della Provincia ma da quello degli elettrobombaroli, nei due casi:
2) l’elettrobombarolo commenta: “Visto? Anche il Presidente della Provincia ci dà ragione. E’ evidente che non può che criticare i metodi ma la sostanza è che ci approva.
3) l’elettrobombarolo commenta: “Visto? Anche il Presidente della Provincia ci dà ragione. E visto che la causa è giusta il fine giustifica i mezzi. Conferma dunque della posizione indicata nel nostro volantino (le bombe non sono un bel sistema ma bisogna metterle perché qualcuno faccia qualcosa sul problema idroelettrico in provincia)".

IL VERO PROBLEMA
Il Presidente Tarabini non aveva e non ha alcuna possibilità di stabilire come stiano le cose per il primo punto. Certamente anche al di là delle volontà del Presidente i punti 2 e 3 dimostrano come in ogni caso la sua dichiarazione abbia portato benzina sul fuoco..
La nostra valutazione sull’occasione che ha perso è quindi puramente consequenziale.
Detto questo il problema non è però quello della pur improvvida dichiarazione. Non è neppure la “cheddite” e il volantino che l’accompagna, scritto non certo da “un bambo” e invece magari scritto da un "finto-bambo", da un finto illetterato. Che si tratti di un "finto-bambo" lo dimostra del resto il fatto che incassa in silenzio l'accusa di "bambi" letta sul quotidiano. L'errore che commette é la troppa sicurezza unita al mimetismo. E all'ansia di protagonismo.
Il problema vero é che si alimenti una spirale fondamentalmente sbagliata al punto da diventare controproducente ai fini degli interessi della nostra gente.
Alberto Frizziero

GdS 20 IV 04 - www.gazzettadisondrio.it
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