Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Lettera aperta alla Provincia
sulle acque

di Franco Rabbiosi

 Riceviamo e pubblichiamo:

Il Gruppo Valmalenco ha inviato al Presidente della Provincia On. Fiorello Provera
-una lettera di richiesta incontro; -una lettera aperta nella quale si analizza la situazione attuale in merito alle concessioni idroelettriche e si chiedono delle risposte urgenti;

Sul quotidiano “La Provincia” del 13 novembre ’04 abbiamo letto il comunicato stampa dell’Assessore alle Acque Flavio Pirondini nel quale esprime l’appoggio dell’Amministrazione Provinciale al Comitato della Valmasino mobilitato contro le richieste di captazione dell’alta Valmasino.
Ci piacerebbe che a tali dichiarazioni, pienamente condivisibili anche dal Gruppo Valmalenco, corrispondessero atti e prese di posizione chiare nelle opportune sedi istituzionali dove la Provincia è chiamata a giocare un ruolo fondamentale, allargando all’intero territorio analoga attenzione.
In questi giorni, infatti, assistiamo ad un notevole incremento delle notizie attinenti ad atti amministrativi in merito alle concessioni idroelettriche. Sappiamo che dall’entrata in vigore del decreto 387 (il decreto che praticamente introduce nuove procedure e tempistiche per lo snellimento delle richieste) e a seguito del recente svincolo delle grandi derivazioni, si è dato grande impulso al riavvio di annose istruttorie per molto tempo “dormienti”.
Fino ad ora avevamo alcuni punti fermi su cui nutrivamo pochi dubbi: ad esempio le opposizioni formali che la Provincia aveva fatto a suo tempo contro la costruzione di alcuni impianti, primo fra tutti quello denominato IMI-FABI in Valmalenco sul torrente Mallero, che trovava l’accordo all’opposizione del Comune di Chiesa Valmalenco e della Comunità Montana di Sondrio (Il Presidente Tornadù manterrà la stessa linea? Ci piacerebbe conoscere il suo pensiero in proposito).
Da quando la Provincia ha cambiato amministrazione (giugno ’04) nulla più si è saputo di atti concreti da parte di questo ente in relazione al dibattuto tema dei piccoli salti, né tanto meno si possono trarre informazioni dalla delibera di programma votata alcuni mesi fa.
Aggiungiamo che non si hanno novità in merito all’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che, si sa, è molto restrittivo rispetto alla tutela delle risorse idriche.
E’ stato abbandonato al suo destino?
Nel frattempo le istruttorie provinciali di concessione per i piccoli salti proseguono indisturbate (il 2 dicembre p.v. ci sarà la visita sopralluogo per la concessione di Predarossa in Valmasino) e sappiamo che è in dirittura d’arrivo il decreto di VIA sull’IMI-FABI dalla Regione Lombardia.
Mettiamo nel conto anche le tre quasi segrete domande scoperte in Valmasino dove c’è stato quasi assoluto silenzio da parte degli enti.

Vediamo che aria tira attorno alle due sopraccitate domande:
- Predarossa: con nostro assoluto stupore e pronti ad essere smentiti non abbiamo trovato alcuna opposizione formale al progetto da parte della Provincia a parte quanto espresso dall’Assessore alle Acque nel comunicato stampa sopra menzionato. E’ vero, manca ancora un po’ di tempo, ciò nonostante chiediamo al Presidente Provera come intende procedere la Provincia in merito: SI OPPORRA’?
- IMI-FABI: Aumentano le pressioni sul Comune di Chiesa Valmalenco che con la Comunità Montana pare l’unico ad essere apertamente contrario a questo progetto. Da nostre informazioni la Provincia starebbe abbandonando la posizione di opposizione al progetto che ha tenuto da molti anni.
Come Gruppo Valmalenco rileviamo che si tratta di una grande derivazione camuffata da piccola derivazione, che insiste in vicinanza di un’area di frana attiva con gravi problemi di sicurezza (monitorata peraltro dalla Regione Lombardia).

Presidente, alcune considerazioni ci nascono spontanee:
L’effetto del decreto "387" rischia d’essere devastante nei confronti delle autonomie decisionali dei comuni che, per quanto ci riguarda, devono rimanere i soli a decidere sul proprio territorio.
Esso impone tempi strettissimi per le istruttorie ed introduce una conferenza di servizi dove si rilasceranno tutti i pareri necessari, fatti salvi gli iter autonomi per l’acquisizione del VIA e del rilascio della concessione. Questo iter appare paradossale e sembra assomigliare ad una “cascata di domino”: i pareri negativi dati in itinere vengono in qualche modo annullati ad ogni passaggio decisionale con l’effetto di ridurre all’impotenza le opposizioni comunali.
La delega al potere locale in merito alle concessioni sui piccoli salti ha smascherato la vulnerabilità di un presunto autonomismo che riteneva, fino a poco tempo fa, di salvaguardare gli ultimi lembi di ambiente naturale in Valtellina. Questo tipo di “autonomismo” ha in qualche caso limitato, con forti opposizioni, il proliferare di concessioni, ma non è riuscito a determinare un vero cambiamento di rotta in relazione alla tutela della acque e del territorio.

Ora, con la nuova amministrazione provinciale guidata da Fiorello Provera, dai dati in nostro possesso, c’è pieno accordo per la costruzione di nuovi impianti idroelettrici e per depotenziare il Piano Territoriale introducendo le fantomatiche “riserve” ove sarà possibile costruire impianti idroelettrici (dove Sig. Presidente?).

Oggi la delega sul tema delle concessioni idroelettriche agli enti locali è completa. Ne avremmo fatto volentieri a meno di questa autonomia, che ci aiuta solo a distruggere con le nostre mani il nostro territorio, se il risultato è quello di avere a che fare con Enti addirittura omertosi sui procedimenti in corso (vedi Valmasino) o che non prendono posizioni chiare.
E quel che è peggio è che non potremo neppure addossare tutte le colpe alla Regione Lombardia!

Ad esempio l’ultimo accordo del luglio ’04 tra Provincia e Eurogen in Valchiavenna (ex Enel), ricade in questa logica di scambio e non è affatto una conquista. Di fatto si concede più potenza di concessione (quindi più prelievi di acqua) in cambio di soldi, senza aumentare i rilasci in alveo.
Di sicuro si ha solo un ritorno economico per le casse provinciali, e un impoverimento degli ambienti fluviali.

Da parte nostra ribadiamo l’assoluto carattere speculativo che sta attorno al “business” piccoli salti e che è stupido abbruttire il nostro territorio per questo motivo. Sempre più il business idroelettrico appare come momento “politico” e non “tecnico” di confronto. Secondo noi il parere tecnico, salvo casi eccezionali, è sempre assoggettato ad un parere politico e quest’ultimo è legato alla programmazione territoriale che la Provincia si è data.
La nostra Provincia è priva di una programmazione ambientale; di questo abbiamo bisogno e questo chiediamo.

Alcune personalità dell’Alta Valle (articolo di Centro Valle del 10 luglio 2004) hanno sollevato sulla stampa locale il presunto conflitto d’interessi del Vicepresidente della Provincia De Gianni in quanto legato a gruppi operanti nel settore idroelettrico. Ricordiamo che il VicePresidente De Gianni ricopre la carica di Presidente dell’ISE, Società che costruisce, gestisce, richiede autorizzazioni idroelettriche (nessuna incompatibilità Sig Presidente?). Ciò spiega l’attuale atteggiamento della sua giunta sul tema idroelelttrico, Presidente Provera?. - ma se l'ISE ci pare che non si occupi più di queste cose... NdR -.

Tutte le forze politiche provinciali dovrebbero confrontarsi su questo tema, ma soprattutto dovrebbero stimolare un dibattito chiaro sul problema idroelettrico in generale per arrivare alla definizione di una programmazione a medio termine di questo settore chiara ed esaustiva, anche suggerendo una legislazione ad hoc, e perché no una moratoria in attesa del Piano Territoriale Provinciale e del Piano di Tutela delle Acque Regionale che dia una risposta finale in tal senso.
Riteniamo che, senza voler insistere sul presunto “conflitto d’interessi” occorre che il Presidente Provera spieghi e possibilmente faccia urgentemente alcune cose:
- S’impegni a dire come la pensa in merito ai temi di politica idroelettrica in generale e dei piccoli salti in particolare
- Spieghi a che punto è l’iter di approvazione del Piano Territoriale Provinciale;
- Spieghi come la Provincia sia al contempo istruttore delle pratiche e parte in causa come organismo che deve gestire, programmare e difendere il territorio valtellinese.
- Come la Provincia intenda proteggere ciò che resta del territorio valtellinese;
- Si impegni per la trasparenza degli atti amministrativi in quanto, allo stato attuale, non è possibile reperire informazioni tempestive per informare adeguatamente la popolazione.
- Tenga in debito conto le opposizioni dei Comuni.
- Tenga in debito conto le opposizioni locali.
Franco Rabbiosi

Per quanto é in nostra conoscenza le risposte sarebbero molto semplici. Come giornale non mancheremo di darle, acquisiti un paio di ulteriori punti NdR

GdS 20 XI 04 - www.gazzettadisondrio.it
________________________________
 

Torna a provincia di SO

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina