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INCENERITORE DEI RIFIUTI IN VALLE. SI CAMBIA IDEA?
di Luca Alessandrini
Effetto-dichiarazione - Ora tre opzioni -

EFFETTO-DICHIARAZIONE
Grande risalto ha avuto la dichiarazione dell'assessore all'ambiente della Provincia, dr. Antonio Rudini sulle prospettive in tema di smaltimento dei rifiuti.
Ormai era dato per certo che la scelta dell'inceneritore era stata fatta.
Il Presidente della Provincia, avv. Eugenio Tarabini, aveva dichiarato di rifarsi alle indicazioni tecniche dell'incaricato della redazione del Piano Provinciale Rifiuti, in un primo momento a lui restituito proprio perché lo integrasse con l'indicazione del da farsi per lo smaltimento. La SECAM aveva però ufficialmente annunciato che il progetto era in fase avanzata ma che era stata anche definita la localizzazione, si pensa d'intesa con la Provincia.
Era stato indicato anche l'ammontare dell'investimento necessario per la realizzazione dell'impianto destinato a bruciare i rifiuti e a produrre energia elettrica con distribuzione del calore prodotto mediante teleriscaldamento.
Unico dato mancante il costo dello smaltimento per i Comuni e quindi per i cittadini.

ORA TRE OPZIONI
Ora, a sorpresa, emerge che la Provincia non ha affatto scelto per cui restano sul tavolo le tre opzioni: l'inceneritore, la produzione di combustibile da rifiuto, lo smaltimento fuori provincia.
l Lo smaltimento fuori provincia, previsto dalla Regione, non sembrava incontrare molti favori da parte della Provincia.
l Il combustibile da rifiuto é una via incerta, a detta di molti sulla base di esperienze già fatte altrove.
l L'inceneritore ha un grosso ostacolo nella limitata quantità di rifiuti conferibili dai Comuni della Valtellina.
L'economicità richiede grandi quantitativi, mentre in provincia al massimo si potrà contare su 40.000 tonnellate annue.
Per cominciare ad avere una certa economicità, dicono gli esperti, bisognerà importare una pari quantità da fuori provincia. Da dove? Occorre assicurare un afflusso costante nel tempo, e quindi non accordi di breve periodo. In Lombardia la capacità complessiva degli inceneritori é tale da poter assorbire tranquillamente i rifiuti prodotti in regione. Per avere i rifiuti con accordi di lungo periodo bisogna praticare costi concorrenziali
In secondo luogo i costi legati all'investimento.
Ci si avvicina ai 100 miliardi di vecchie lire, 50 milioni di €uro. Qualsiasi studente di ragioneria é in grado di fare i conti su quanto incide l'ammortamento, suddiviso per le parti civili e quelle impiantistiche che hanno periodi diversi di ammortamento.
Se non c'é afflusso di rifiuti esterni il solo costo annuale dell'ammortamento porterebbe a superare il costo attuale di smaltimento.
E' vero che il business legato alla realizzazione dell'impianto in provincia ha sicuramente molto fascino e capacità persuasiva, ma é altrettanto vero che, come dicono molti, se il costo di smaltimento per i cittadini fosse superiore alle 200 lire al Kg, si tratterebbe di un boomerang gigantesco per chi avesse assunto tale decisione.

DICANOLA LORO  I COMUNI
Probabilmente la Provincia se ne é accorta ed ha, sia pure con ritardo, fatto la cosa più logica: ha chiesto ai Comuni che si pronuncino loro.
Una mossa tattica o una effettiva scelta?
Non ha importanza la motivazione. Importa cosa debbono decidere i Comuni, che pure non hanno a disposizione strumenti adeguati di valutazione, salvo forse il Comune di Sondrio per l'esperienza che ha nel settore la sua Azienda Munixcipalizzata.
I Comuni hanno però sul tavolo la proposta Frizziero, direttore del nostro giornale, già Presidente della SECAM, proposta più volte illustrata.
Non sappiamo se é valida, se é ancora valida, se é scarsamente valida. Pensiamo che valga la pena di accertarlo in quanto se si rivelasse fondata si tratterebbe di un grande risparmio per i valtellinesi.

LA PROPOSTA IN SINTESI
Ci permettiamo di sintetizzarla, con la riserva che se non riferiamo esattamente provvederà il direttore a correggere, visto che lui la proposta la conosce...
La Regione, anni fa, nel suo Piano ha previsto che i rifiuti tal quale venissero smaltiti nell'inceneritore di Valmadrera. Proprio il nostro direttore, da Presidente SECAM, ha scoperto che i funzionari regionali avevano sbagliato i calcoli. L'impianto di Valmadrera, anche dopo il potenziamento, non é in grado di smaltire i rifiuti della provincia di Sondrio. Al più qualche migliaio di tonnellate.
Chi ha messo Sondrio in difficoltà é la Regione, che già allora aveva constatato che la ridotta quantità di rifiuti prodotti in provincia non ne consentiva un economico smaltimento locale.
Compete dunque alla Regione individuare la soluzione alternativa che tecnicamente c'é, anzi c'era già da tempo.
A Valmadrera dovrebbe andare la quantità che quell'impianto é in grado di ricevere. Il resto vada in un'altra provincia confinante, a Brescia ove un moderno e grande impianto é tecnicamente in grado di smaltire molto, molto di più rispetto alle circa 300.000 tonn. annue, che sarebbero incrementate, con Sondrio, di un modesto 10%.
Tocca alla Regione che ha competenze e autorità per scegliere, nel suo Piano, inserire questa doppia destinazione, Valmadrera e Brescia, visto l'errore fatto inserendo solo Valmadrera.
Se la Regione non volesse seguire questa strada ci sarebbe un'alternativa: finanzi gran parte dell'investimento per l'inceneritore in Valle per rendere il costo dello smaltimento per i valtellinesi analogo a quello di lecchesi e bresciani. Un costo che sarebbe molto inferiore a quello che in Valtellina si é costretti a pagare già oggi, con ulteriore notevole aumento previsto per il prossimo anno..
E' vero che questa soluzione non piace alla Provincia, ma di fronte all'interesse dei valtellinesi cambiare idea sarebbe atto di saggezza.
Luca Alessandrini

Una nota doverosa per quanto mi riguarda personalmente.
Capisco che possa essere difficile scegliere la strada suggerita nell'articolo, in particolare proprio perché seguita dalla SECAM quando ero io a guidarla e non assecondata. Ho però già avuto modo di dire pubblicamente che bisogna guardare in faccia solo l'interesse della nostra gente. Se si sta nelle 180/190 lire al kg per lo smaltimento qualsiasi soluzione - inceneritore, CDR, "siluri", smaltimento altrove, business privato ecc. -  va bene. Il resto non conta.
Se non si sta entro questi limiti, col rischio di una forte dilatazione del costo, la via a suo tempo indicata e qui riproposta resta l'unica. Ci pensino i 78 Sindaci che sono poi quelli che debbono rispondere ai loro amministrati dell'eventuale caro-bollette.
(Alberto Frizziero).

GdS 8 IV 02

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