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Sanità in provincia: siamo alle cinque della sera
di Alberto Frizziero
Sei Ospedali e poi il Morelli - Le cose cambiano (1971) - Comincianoi problemi - Il punto fondamentale - Le ultime prese di posizione - Il problema in Provincia - Tremano Chiavemma e Morbegno - De Profundis a Sondalo - MA PER FORTUNA E SE...


SEI OSPEDALI E POI IL MORELLI

La sanità valtellinese era storicamente basata su sei presidi ospedalieri. Quello centrale a Sondalo e poi gli altri a Chiavenna, Morbegno, Tirano, Grosio, Bormio. A latere si aggiunsero, prima della seconda guerra mondiale, alcuni presidi specifici per la tubercolosi, che allora rappresentava un vero e proprio flagello sociale, impotente com'era la scienza medica con le terapie allora disponibili. Fra questi esemplare il Morelli di Sondalo, una delle strutture più importanti d'Europa, progettato e realizzato dall'INPS, allora INPSF dato che la quinta lettera stava per "Fascista", lettera ovviamente eliminata dopo la Liberazione, con grande modernità innovativa. E' del 1932 l'avvio della costruzione merito della quale va ad uno scienziato valtellinese, il prof. Eugenio Morelli, pneumologo e tisiologo, accademico d'Italia, e del 1940 la conclusione. Dati impressionanti: il parco con una fitta presenza di piante resinose ad alto fusto nel quale si trovano immersi i nove padiglioni, tra loro collegati con un sistema di teleferiche, é di oltre 38 ettari, e la strada interna si sviluppa per un totale di 10 Km. Tutti gli altri dati in proporzione.
C'é la guerra per cui l'avvio dell'utilizzo é rinviato al 1946, salvo nel 1944 un uso come ospedale da campo da parte dell'esercito tedesco. La gestione é affidata all'Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La TBC, favorita anche dalle deplorevoli condizioni della popolazione italiana, perfino con grande penuria di generi alimentari, imperversa e il Morelli arriva ad ospitare fino a 2400 ammalati con 1200 dipendenti. A latere intanto erano sorte strutture private, una serie di alberghi e l'economia che gravitava sul complesso ebbe un notevole impulso. Basti pensare al numero dei dipendenti, all'afflusso costante dei parenti degli ammalati, ai consumi ecc.

LE COSE CAMBIANO (1971)
Le cose cambiano all'inizio degli anni settanta (1971) quando l'INPS, subentrato nel 1955 nella gestione all'Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità Pubblica  dismette il complesso che entra nell'organizzazione ospedaliera. La dismissione dall'INPS determina un calo vistoso degli ammalati che venivano indirizzati a Sondalo da tutta Italia dall'INPS stesso, unitamente agli altri due fattori, il calo degli ammalati per effetto della difesa terapeutica e la diffusione delle cure di tipo ambulatoriale in tutto il Paese.
Cominciano i problemi.

COMINCIANO I PROBLEMI
Nei primi anni settanta il Morelli assorbe il Preventorio di Sondrio con il relativo personale (la struttura passerà poi all'Ospedale di Sondrio che la integrerà nel complesso) e l’Opera Pia Sanatori Popolari di Prasomaso (la cui struttura poi verrà venduta). Intanto funziona come Ospedale Zonale e va ovviamente in difficoltà l’Ospedale di Grosio che verrà chiuso. La DC, Partito allora di maggioranza assoluta in provincia, sconterà questa decisione perdendo nel 1975 il Comune, ma difende strenuamente, sostenendo che una stazione turistica così importante non può restare senza il presidio ospedaliero, l’Ospedale di Bormio che la sinistra e i Sindacati vorrebbero chiudere. La soluzione: il Morelli diventa Ente Ospedaliero, "di Bormio e Sondalo" e, come da loro definizione, nel quinquennio successivo, assume sempre più il carattere di “clinica medica poli-specialistica”. Da aggiungere che vi erano stati tentativi, sostanzialmente da parte della sinistra, di classificare l'Ospedale di Sondalo "Ospedale Provinciale" con episodi significativi, quale il tentativo di blocco dell'appalto della nuova ala dell'Ospedale di Sondrio. Senza non ci sarebbero state le caratteristiche per la classificazione a "provinciale". Venne da Roma inviato dal Ministro Mariotti (PSI) un ispettore per bloccare quest'appalto, ma l'allora Presidente on. Buzzetti diede disposizione di fare accomodare l'ispettore e, in altro ufficio procedette all'esame delle offerte e all'assegnazione della gara. L'ala fu costruita - e oggi a distanza di oltre un quarto di secolo é ancora modernissima per sistemazioni e servizi - e Sondrio fu, com'era logico e giusto, "Ospedale provinciale".
Da sottolineare le difficoltà di quel periodo, sotto molteplici profili. Basti pensare che sul piano economico ci furono momenti in cui i dipendenti vantavano fior di crediti arretrati!
Per completare va ricordata la classificazione nel 1984 come “Presidio Multizonale di Riabilitazione di Bormio e Sondalo" e nel 1995 come  "Azienda Ospedaliera – Ospedale “E. Morelli” di rilievo nazionale e di alta specializzazione".

IL PUNTO FONDAMENTALE
La questione del "Morelli" ha sempre girato intorno a un punto fondamentale. Fin che c'é stata la D.C., con gli alleati laici, la linea era sostanzialmente quella del mantenimento della rete di Presidi, esclusi Grosio, chiuso, e Bormio, fuso con il "Morelli", ritenendosi per Sondalo che si dovessero cercare soluzioni di livello superiore dati i limiti del bacino di utenza. Si é visto infatti che anche con la chiusura dell'Ospedale di Tirano i nodi sono rimasti.
Fra le diverse iniziative tentate in questa direzione da citare quella che avrebbe potuto costituire la vera svolta con la soluzione definitiva. L'allora Presidente Luigi Mescia aveva convinto l'on. Donat Cattin,  Ministro della Sanità, a dotare il Ministero, ormai "nudo" tutto essendo stato passato alle Regioni, di 4/5 Istituti di Ricerca. Il primo avrebbe dovuto essere Sondalo, l'unico pronto al passaggio. Il Ministro, notoriamente un decisionista e in grado di portare in fondo le sue scelte, era pronto per l'operazione, ma poneva come condizione che ci fosse su questa il consenso dei sindacati. Non ci fu, il tempo giocò a sfavore per una delle solite crisi di Governo, cambiò il titolare del Ministero, l'occasione sfumò.

SIAMO PROPRIO ALLE CINQUE DELLA SERA
Ora siamo alle cinque della sera (Garcia Lorca).
Volenti o nolenti il discorso bruto é molto semplice: i soldi, tanti, per il "Morelli" non ci sono più, anche considerando con occhio benevolo i parametri valtellinesi. Non ci sono i soldi, ci sono troppi posti-letto, ci sono troppi dipendenti.
Non se ne esce. E come prospettiva un ridimensionamento massiccio, per cui sono a rischio persino i nosocomi di Morbegno e Chiavenna, e il conflitto latente Sondrio-Sondalo é uscito allo scoperto.

LE ULTIME PRESE DI POSIZIONE
Con una certa dose di coraggio, dato che agendo così di rischia l'impopolarità, con la sua caratteristica "da ingegnere" il cons. regionale Bordoni poco più di un anno fa pose sul tavolo il problema, nudo e crudo. Fu subito, naturalmente, polemica. Successivamente i due direttori generali di Sondrio e Sondalo avanzarono le loro proposte, addirittura "rivoluzionarie" quelle del primo con costruzione ex-novo di due ospedali a Sondrio e Delebio, situazione avversatissima da Sondalo e relativi sostenitori, in primis Sindaci e (!) parroci della zona.

IL PROBLEMA IN PROVINCIA
Dopo iniziative varie finalmente il problema é approdato in Provincia, Ente di Governo. Nel recente incontro con l'ampia gamma di tutti i soggetti interessati sembrava raggiunta una sostanziale unità d'intenti intorno al problema, cosa fondamentale per poi far valere le ragioni a Milano. Nel Consiglio Provinciale del 5 luglio la situazione é mutata di colpo. La maggioranza non ha recepito il documento del Presidente della Provincia ma ne ha approvato - con la protesta dell'opposizione che ha lasciato l'aula salvo il cons. Jobizzi che é rimasto per votare contro - uno redatto dai capigruppo. Pomo centrale della discordia le alte specialità per le quali é passata l'opzione Sondrio a scapito di Sondalo.

TREMANO CHIAVENNA E MORBEGNO
DE PROFUNDIS A SONDALO

Non é dato sapere cosa succederà, oltre che a livello sindacale e nella zona interessata, nella stessa Conferenza dei Sindaci con il rischio di spaccatura politicamente trasversale e geograficamente omogenea.
Nella sostanza il rischio che si corre é quello dell'implosione del problema, già di per sé difficile da gestire ma in questo caso totalmente ingestibile. Basti pensare che é intervenuto nel dibattito il cons. Bordoni, di Forza Italia,  durissimo per quest'esito con i consiglieri del suo Partito e di quelli alleati nonché anche critico nei confronti del Presidente della Provincia, che ha definito il documento approvato in Provincia "un aborto".
Tremano Morbegno e Chiavenna.
A Sondalo si pensa al De Profundis perché con la sola riabilitazione, si dice, non si va lontano.

MA PER FORTUNA E SE...
Situazione da tanti definita nera. Stando così le cose sembra proprio che sia nera.
Ma per fortuna, e se...
Di come, in che modo e perché le cose possono realisticamente e concretamente cambiare e il clima volgere decisamente al meglio, non a parole e non alle calende greche, ci impegnamo a parlare prossimamente.
Le parole qui sopra le abbiamo pesate minuziosamente. E le abbiamo proferite con cognizione di causa.
Alberto Frizziero

GdS 8 VII 02

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