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VALTELLINA 2010 - 1 -
di Giovanni Bettini
(x)

                   Modesto intervallo di tempo - Le forze del mutamento -
                         Un primo oggetto di cambiamento - Gli effetti


MODESTO INTERVALLO DI TEMPO
Nella forte accelerazione dei cambiamenti otto anni sono tanti. Ma un interrogativo sorge spontaneo: pensare la Valtellina 2010 comporta per lo più delle capacità in futurologia, oppure è più congruo lavorare deduttivamente su una selezione di indizi?
Potremmo magari provare ad usare all'indietro la macchina del tempo, e vedere se nel 1996 - otto ani fa - erano ben configurate le premesse dello scenario 2002. Ma è il caso di scavalcare questo esercizio per adottare il criterio di riferirci a tendenze in atto, condire moderatamente con qualche spregiudicatezza visionaria, e lasciare che la creatività della commedia umana faccia il suo corso. Anche smentendoci.
In realtà si tratta di un modesto intervallo di tempo che dovrebbe essere assunto - nel caso di un impegnato spirito pubblico programmatorio - dalle Istituzioni politiche, di governo, amministrative, anche a livello locale; come sfondo indispensabile, problematico e quindi flessibile, sul quale giocare le scelte di più breve periodo.
E' una modalità che proprio non sembra caratterizzare l'arena politica di questi anni. Se lo sfaldamento degli orizzonti ideologici è stato salutare non si può dire altrettanto di un generale inaridimento politico sociale, che è andato improntandosi a crudi pragmatismi e ad avidità di potere spiccio pret-à- porter.

LE FORZE DEL MUTAMENTO
Entro la dimensione valtellinese una scusa per non praticare analisi e visioni di lungo periodo è a portata di mano: le forze del mutamento del "sistema locale" agiscono soprattutto dall'esterno, per due ragioni opposte e in sinergia:
- la nostra marginalità rispetto ai centri di emissione dei fattori di cambiamento;
- la presenza in Valtellina di risorse, di ingredienti territoriali, a un livello strategico tale da essere direttamente giocate su tavoli esterni.
Anche questo rapporto tra le pressioni esterne al cambiamento e le valenze endogene di identità e autogoverno è sottoposto ad evoluzioni temporali e potrebbe trovare posto in queste annotazioni.
Sono portato ad affermare che la "guida esogena" al cambiamento sarà fortissima. Penso a questioni che vanno dai mutamenti del clima ai modelli culturali, di stili di vita e consumi, ad acqua ,energia, turismo, ecc.

UN PRIMO OGGETTO DI CAMBIAMENTO
Possiamo approfittare del periodo estivo ed ormai feriale per scegliere un primo oggetto di cambiamento.
Un oggetto con il quale, in questo periodo dell'anno, entriamo in contatto più diretto: l'ambiente del territorio non urbanizzato, naturale e semi-naturale. Compreso quello in quota, oggetto delle nuove transumanze voluttuarie di turisti esterni e popolazione locale. Il trend già in evidenza e di probabile accentuazione è il seguente:
- Divengono più palesi il cambiamento climatico, che a livello meteorologico significa una sorta di tropicalizzazione, irregolarità rispetto alle tradizionali fasi stagionali, frequenza di fenomeni estremi.
- Prosegue la recessione dei ghiacciai e dei manti nevosi. Si accelera in alta montagna la movimentazione di seracchi, la messa a nudo di canaloni, di ammassi rocciosi, con fenomeni erosivi e disgelo di permafrost.
- Il prolungato sussistere dello zero termico oltre i quattromila metri incide sempre più sul ciclo idrologico e sul rischio, sia idraulico che geologico.
- La risalita in quota della vegetazione si accentua (larici, prateria alpina, altre formazioni boreali, ontano verde).
- Più in basso le neo-formazioni boschive si estendono. Grande parte degli alpeggi e maggenghi vanno trasformandosi in chiazze cespugliose e arbustive. Tra le villette, sgranate qua e là, i nipoti dei bisnonni che falciavano e ingrassavano saranno soprattutto dotati di decespugliatore.
- Ancora più in basso prosegue l'inghiottitura nel bosco dei terrazzamenti alti, quelli dei cereali e delle patate. Nella fascia pedemontana anche il ridimensionamento dei vigneti continua, con il corrispondente persistere di fenomeni di smottamento. Questo grande monumento storico al sole e alla caparbia miseria perde piano piano le parti meno pregevoli. In alternanza con la calata del bosco spiccheranno le enclaves ristrutturate dei vignerons dell'eccellenza produttiva e mediatica.
- Nelle stazioni turistiche e nei loro dintorni si sfalcia, si tiene più pulito il territorio, perchè sono gli stessi tour-operators - padroni del rapporto fra domanda e offerta a dirci che il cliente vuole il territorio ben pettinato. Ci dicono anche di prolungare qualche possibilità di vedere il contadino che in carne ed ossa si esibisce a mungere la mucca; ci dicono che attira molto di più di un affresco del Valorsa.

GLI EFFETTI
Questi connotati dello scenario ambientale, verso cui evolve il paesaggio delle montagne nostrane, avranno effetti su più settori economici (turismo, agricoltura, ecc.) oltre che sull'assetto socio-culturale valtellinese.
Li potremo richiamare successivamente, in qualche altra puntata di queste note, guardando - sempre a spizzichi - l'evoluzione probabile di più settori . Diciamo subito che l'obsolescenza di molta parte dell'agricoltura metterà a nudo la scarsa "valtellinesità" di prodotti che per decenni sono stati ipocritamente spacciati come nascenti da uno stretto rapporto uomo-territorio nella nostra valle.
Si apriranno interrogativi sul rapporto fra obsolescenza della nostra zootecnia e quantità di formaggio smerciato come locale. "Da dove viene il latte?" D'altro canto, anche per nuove norme sulla trasparenza della filiera produttiva e sulla tracciabilità dei prodotti, si appaleseranno le origini di quei milioni di pezzi di carne che da noi - una volta sbarcati da oltreoceano -si transustanziano in bresaola della Valtellina. (continua)
Giovanni Bettini

(x) Giovanni Bettini è docente a contratto di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale del Politecnico di Milano.
E' stato parlamentare, componente della Commissione Lavori Pubblici della Camera dei Deputati; firmatario di progetti di legge in materia di urbanistica e ambiente.
E' stato consulente del Sindaco di Napoli per la ricostruzione post-terremoto e membro della Commissione Scientifica per l'attuazione della Legge Valtellina. Componente del Comitato Scientifico di IREALP. Membro effettivo dell'Istituto Nazionale di Urbanistica. Fa parte del Comitato Scientifico Nazionale di Legambiente e della Commissione internazionale per la Protezione delle Alpi. Svolge attività pubblicistica.


GdS 8 VII 02

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