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Sanità: bis (scontato) in Provincia
di Luca Alessandrini

                   Avvenimento! - La coerenza del Presidente Tarabini
                                                  Le risposte - E adesso?


AVVENIMENTO!
In Provincia l'avvenimento dell'anno é la conferenza-stampa del Presidente Tarabini. Avvenimento, al di là di quanto é emerso di cui parleremo dopo, dal momento che si tratta della seconda (!) dall'inizio del suo mandato, tenuto conto che da Palazzo Muzio non escono neppure comunicati-stampa.
Siamo brutta gente noi giornalisti, sono cattivi strumenti i giornali.
Siccome quel che avviene in Provincia riguarda tutti i valtellinesi, giornalisti e giornali devono anche occuparsene. Non resta che la partecipazione alle sedute dei Consigli Provinciali o qualche notizia captata qui e là, spesso da consiglieri dell'opposizione. Fedelissimi del Presidente sussurrano che é sbagliato fare così, ma altri dicono che anche nel passato ha avuto sempre questo atteggiamento per cui non é da pensare che gli arrivi la folgorazione sulla via di Damasco ora che sta percorrendo gli anni settanta della sua vita.

LA COERENZA DEL PRESIDENTE TARABINI
La posizione assunta sulla questione della Sanità, oggetto della conferenza stampa é coerente. Chi lo conosce bene dice infatti che il sen. Tarabini non ha mai cambiato idea una volta nella sua vita. "Lui non sbaglia mai", dicono, e se per caso l'errore diventa evidente, allora é qualcun altro che casomai ha sbagliato.
Quelli che dicono queste cose alla vigilia della conferenza stampa, conoscendolo bene, avevano dato per scontato l'esito. Eravamo scettici ma ma abbiamo dovuto ricrederci perché puntualmente così é stato.
In sintesi i puntini sugli "i" posti dal Presidente della Provincia:
- Si é fatto un gran polverone soprattutto ad opera del centro-sinistra ma basato sul nulla perché non c'é differenza fra il "documento Tarabini" della vigilia, condiviso da tutte le forze politiche, sociali, economiche, e quello approvato dal Consiglio Provinciale venerdì 5 luglio.
- La Casa della Libertà é unanime su quel documento (alla obiezione di un collega che non é proprio così visti i vari pronunciamenti fra cui anche quello del consigliere regionale Bordoni che ha pubblicamente dichiarato che a Milano non sosterrà la posizione votata a maggioranza dal Consiglio Provinciale, Tarabini ha replicato citando l'unanimità verificatasi nella maggioranza al momento del voto in Consiglio).
- Sondalo é un problema che deve essere la Regione a risolvere mentre Morbegno e Chiavenna sono tutelati dalla posizione assunta.
- In ogni caso non si é dimenticato Sondalo visto che lui stesso personalmente ha contattato i vertici dell'INAIL (se il riferimento é ai massimi vertici bisogna usare l'ex, vista l'inchiesta che li ha spazzati via) per caldeggiare l'acquisto da parte di tale Istituto di un paglione per ospitare cerebro-lesi e simili.
- Bocciata sul nascere la proposta del capogruppo dell'opposizione, l'ex Presidente Dioli, di tornare sul tavolo della discussione assicurando impegno e voto del centro-sinistra sulla base dell'iniziale "documento Tarabini".


LE RISPOSTE
Le risposte non si sono fatte attendere. Riportiamone gli umori.
"Se i due documenti sono veramente uguali, allora torniamo sul primo, quello che aveva avuto il consenso di tutti". Presentare a Milano una provincia unita in tutte le sue componenti avrebbe un valore.
Il fatto é, volere o volare, che i due documenti non sono affatto uguali.
Il Presidente Tarabini che di suo pugno un'ora prima del Consiglio aveva apportato le ultime modifiche al suo documento con il consenso dell'opposizione, lo sa bene. E' scontato che non può ammetterlo perché sarebbe l'autocertificazione di aver dovuto subire la decisione dei capigruppo, non digerita neppure da alcuni consiglieri che per ragion politica hanno dovuto subire la situazione, nel significativo silenzio in Consiglio dei capigruppi di Forza Italia e dei Popolari Retici che hanno lasciato, in un problema così importante, che fossero altri ad intervenire.
Quanto all'unanimità nella e della Casa delle Libertà, scontato che il Presidente Tarabini facesse riferimento al voto. La durissima critica del consigliere regionale Bordoni, la presa di distanza, con i Sindaci del Tiranese, del dr. Oscar Giudice, Sindaco, Presidente della C.M. di Tirano oltre che consigliere provinciale che aveva votato il documento per ragion politica, quella pure dura della cons. provinciale Idilia Antonioli, Sindaco di valfurva e Presidente del Comitato del Parco dello Stelvio, assente al Consiglio, i malumori di altri consiglieri, anche se pubblicamente non espressi, scontato che non lo riguardino. "Compete ad altri".
Per Sondalo il Presidente Tarabini ha ragione nel dire che si tratta di un problema che ci é stato catapultato addosso. Sono passati però trent'anni da allora.
Se deve pensarci la Regione, si dice ancora, si sa come andrà a finire, visto che a Milano ha la voglia di continuare a tirare fuori tutti i miliardi che servono ogni anno...

E ADESSO?
E adesso?
Il consigliere Bordoni ha dichiarato "Se metà del mondo ha capito diversamente da quello che c'era scritto nel documento é il caso che il Presidente faccia un passo in avanti. Le modalità e le opportunità sono tutte da decidere ma credo che potrebbe valerne la pena".
I soliti che conoscono bene Tarabini sono dell'avviso che sia più facile trovare un ago in un pagliaio che smuoverlo dalla posizione assunta, anche perché un ritorno in Consiglio Provinciale potrebbe comportare lacerazioni nella maggioranza.
Resta, dice qualcuno politicamente neutrale che ha a cuore il problema, una sola sede: la Conferenza dei Sindaci, organo ufficiale che ha il diritto-dovere di pronunciarsi. Va evitato il rischio di politicizzazione, evitando contrapposizioni visto che tale Conferenza é presieduta dal Sindaco di Sondrio, uomo di punta del centro-sinistra.
Occorre che si la prepari con tripla attenzione, acuta persino sulle sfumature, con un gruppo di Sindaci, rappresentativi anche politicamente e autorevoli che svolga il lavoro preparatorio d'intesa con i consiglieri regionali ed acquisite le posizioni - precedenti al 5 luglio - di parti sociali e categorie economiche, per trovare quell'intesa che é mancata. Non, per stare alle parole del Presidente Tarabini, per avere un'unanimità sul generico, ma per trovare la convergenza di cui parla Bordoni sulla sostanza.
Questa, dopo il tuffo nelle ferie, la via da seguire.
Luca Alessandrini

Senza entrare nel merito, la pausa di riflessione ci vuole. Oltre a tutto potrebbe esserci anche una rilevante semplificazione dei problemi. Seconda anticipazione che facciamo, senza dettagliare perché ogni cosa a suo tempo (NdD).


GdS 28 VII 02
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