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 Statale 38: e intanto SINO A SONDRIO TRAFFICO ALTERNATO
di Alberto Frizziero

La "pressa" - Statale 38 a traffico alternato - Provvedimento shock - Difficoltà strutturali - Sensibilizzazione degli automobilisti - I nuovi controlli radar - Necessari due interventi - Palliativi


LA "PRESSA"
Ancora sulla Statale 38, che da Piantedo a Sernio, salvo il Tartano, ripercorre ancora il tracciato di quasi due secoli fa dell'ing. Donegani.
Prima che arrivasse la ferrovia le comunicazioni erano assicurate dalla diligenza il cui incedere non era affatto quello dei films del Far West in cui si vedono appunto le diligenze viaggiare trainate da cavalli impegnati in un galoppo sfrenato. Fosse stato così avrebbero retto ben poco, si sarebbero sfiancati e poi, cosa molto importante, non avrebbero avuto vita lunga.
Com'erano le cose é sintetizzato in una espressione del bisnonno dell'ing. Vitali, Vicepresidente del Credito Valtellinese. La ferrovia non c'era ancora e per venire a Sondrio si doveva usare, appunto, la diligenza. Ebbene, giunto alla stazione di posta di Morbegno, egli scese dicendo "Mi g'ho pressa, vo' a pe'". Arrivava prima con caval di San Francesco...
Non diciamo di essere a tanto, ma certo si é che nei momenti di punta siamo vicini a una situazione del genere!

Statale 38 a traffico alternato
Un’ordinanza datata 1.4.2003 fissa l’obbligo di traffico alternato sulla Statale 38 nel tratto Piantedo-Sondrio. Le colonne discendenti dovranno attestarsi sul rettilineo della Selvetta a partire dal cartello segnaletico “Ardendo” che indica l’ingresso nel territorio comunale. Le colonne ascendenti dovranno attestarsi sul rettilineo che porta a Delebio a partire dal cartello segnaletico “Delebio” che indica l’ingresso nel territorio comunale.
In linea di massima le colonne, aperte da un mezzo delle Forze dell’Ordine (Stradale o CC o GdF), si avvieranno ogni mezz’ora. S’intende che ove la colonna in un senso sia esaurita verrà dato il via a quella in senso opposto. Al termine di ciascuna delle due colonne, a congrua distanza, vi sarà un mezzo di servizio con grandi lampeggianti, del tipo in funzione sulle autostrade nel caso di incidenti o di nebbia, onde avvisare per tempo chi arriva, evitando quindi il rischio di tamponamenti.
Il provvedimento entrerà immediatamente in funzione in ogni circostanza in cui il traffico supererà la soglia minima di scorrimento.

Provvedimento shock
Non c’è dubbio che si tratta di provvedimento-shock, ma la situazione è ormai al limite della sostenibilità. Si pensi che nei giorni scorsi c’è voluta un’ora per raggiungere Morbegno da Colico, per percorrere quindi una quindicina di Km nell’unica, di fatto, strada di collegamento della vastissima provincia di Sondrio con il resto dell’Italia.
In poche parole per fare la quarantina di Km da Colico a Sondrio ci si può impiegare più del tempo necessario per raggiungere da Milano Aosta o Genova!
Provvedimento shock. Fortunatamente la data, 1 aprile 2003, ci dice che le cose non stanno così, anche se potrebbero anche essere credibili vista la situazione. Primo aprile, ma non, purtroppo uno scherzo, bensì una provocazione, a fin di bene naturalmente.

dIFFICOLTA' STRUTTURALI
Da Piantedo a Sondrio, quasi una quarantina di Km, ci sono difficoltà strutturali. In sintesi:
-  Gli attraversamenti dei centri abitati. Abbiamo circa un Km a Delebio, quindi Cosio (Regoledo), la lunga traversa interna di Morbegno in pieno centro, Ardenno per breve tratto, Berbenno (San Pietro), Castione-zona commerciale.
-    Le semaforizzazioni a Delebio, Cosio e Morbegno.
-   I passaggi a livello da Ardenno a Sondrio ove SS. 38 e ferrovia sono affianxate, quindi con sosta sulla strada a sbarre chiuse. I principali sono ben cinque in 18 Km.
-   Le frequentissime immissioni laterali che pongono problemi di fluidità del traffico ma anche di sicurezza dato che se talora è già difficile immettersi sulla Statale semplicemente girando a destra, inserendosi quindi nel flusso di veicoli più vicino, diventa improbo, specie per guidatori che non hanno consuetudine con i rallyes, immettersi nell’altra direzione di marcia, tagliando quindi il primo flusso e inserendosi nel secondo.

SENSIBILIZZAZIONE DEGLI AUTOMOBILISTI
Si rende indispensabile intervenire sugli automobilisti, e comunque su tutti gli utenti della strada, perché la situazione richiede la collaborazione, con disponibilità e buona volontà, da parte di tutti. In sintesi:
- Una massiccia campagna di sensibilizzazione affinché aumentino i pochissimi conducenti incolonnati che oggi, in presenza di macchine ferme in attesa di inserirsi, in qualche caso addirittura nella apposita corsia centrale dove c’é, si fermano agevolando quindi l’inserimento, dato che poi in 100/200 metri sono in grado di raggiungere di nuovo la colonna.
- Una massiccia campagna di sensibilizzazione affinché quantomeno i locali – alcuni lo fanno già – privilegino i percorsi alternativi che pure ci sono anche se non dappertutto (per citare le principali, alcuni esempi: la Stazzona-Tirano, la panoramica, la provinciale delle Orobie, la parallela-nord oltre la ferrovia da Talamona sino a Via Forestale di Morbegno, la Valeriana, la parallela-sud alla Statale Morbegno-Cosio ecc., la parallela-sud alla Statale Delebio-Piantedo, la Trivulzia in Valchiavenna.
Presidio nei momenti di punta delle immissioni più trafficate (non c’è solo l’Iperal) e nei punti di maggior velocità. Non si può ricorrere, come fanno alcuni Comuni, agli ausiliari del traffico, ma si potrebbe utilizzare il volontariato della Protezione Civile, adeguatamente preparato con corsi appositi. Per quanto riguarda i costi, peraltro non rilevanti, potrebbe pensarci il BIM con suoi fondi, viste le finalità dell’Ente.
- Una massiccia campagna di sensibilizzazione affinché quantomeno i locali, in genere pendolari per lavoro, – alcuni lo fanno già – raggiunta la stazione di partenza con l’auto usino il treno almeno per le destinazioni principali come Sondrio, Morbegno, Tirano, Chiavenna. La frequenza dei convogli è elevata e il tempo di percorrenza è sicuramente minore.

I NUOVI CONTROLLI RADAR
In questo quadro ci sta il recente provvedimento del Prefetto che ha autorizzato l’uso dell’Autovelox, anche in automatico. Il primo è quello sul territorio comunale di Piantedo, (dal km 0+800 al 3+600) e cioè dalla curva “Veronesa” fino all’inizio del territorio di Delebio. Poi le tratte dal km 25 della SS38 al 29 nel Comune di Berbenno e dal km 31 al 40 nel territorio dei Comuni di Castione e di Sondrio.
In Alta Valle svincolo di Grosio e Strada della Rinascita dal km 76 al 99. Per In Valchiavenna, SS36, 3 km dalla galleria di Novate (dal km 101 al 104) e dal km 125 al 141.

necessari due interventi
Provvedimento giusto che però dovrebbe essere affiancato da due interventi:
1) La revisione dei limiti di velocità. Ci sono lunghi tratti nei quali, almeno in una delle due direzioni, il lite “storico” dei 50 è eccessivo, potendo essere portato a 60 o anche a 70 senza pregiudizio per la sicurezza.
2) La soluzione del problema dei veicoli lenti. Nella strada della Rinascita, ma anche nell’alta Val San Giacomo sia pure con impatto molto minore, il veicolo lento è un grave intralcio alla fluidità e alla sicurezza del traffico. Il limite minimo di velocità, previsto dal Codice ma senza una sola applicazione in provincia, a questo punto si impone. Certo, ci sono anche i veicoli pesanti, quelli che vanno piano non per loro scelta ma per impossibilità effettiva di andare più veloci. Ebbene per questi va previsto lo stop obbligatorio, ove possibile, per lasciare defluire la colonna formatasi dietro. Gli Enti locali (Provincia, Comunità Montane, CCIAA, APT) con ACI e Associazioni dei trasportatori, predispongano proposte da sottoporre a Prefetto e Forze dell’Ordine per le necessarie intese con l’ANAS.

PALLIATIVI
E’ evidente che si tratta di palliativi, perché il vero problema è la celerità della realizzazione delle infrastrutture. I tempi che si profilano per la nuova 38 sino a Sondrio sono tali da far cascare le braccia e guardare al futuro con razionale pessimismo. I tempi tecnici ci sono. Perfino il Padreterno ci ha messo sei giorni a creare il mondo.
Ciò premesso quando si andrà ad appaltare le opere si può agire sulla temporizzazione.
Era stato fatto per la Strada della Rinascita, tanto che le imprese si misero a lavorare con tre turni, 24 ore su 24 e sette giorni alla settimana. Fin quando non intervenne il blocco conseguente alle inchieste – non in Valtellina ma nel Paese – di tangentopoli, per cui nessuno firmava più niente, i pagamenti non venivano fatti e le imprese quindi incrociarono le braccia, o quasi, avevamo visto una cosa inaudita in Italia: l’avanzamento dei lavori era in anticipo sulle già ristrettissime scadenze fissate.
Si tratta di procedere nello stesso modo. E così per l’acquisizione dei terreni, altro abituale punto dolente sotto il profilo dei tempi necessari. Comuni e Comunità Montane, investiti del problema, sono in grado di accelerare enormemente queste acquisizioni, purché ovviamente si decida un equo indennizzo e non si rimandi il pagamento alle calende greche. Ma su questo é intervenuto il XComitato Cittadini Consumatori Valtellina per cui facciamo punto.

Alberto Frizziero


GdS 8 XI 02 - www.gazzettadisondrio.it

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