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 BIM: 15 miliardi che sono lì ad ammuffire
di Alberto Frizziero

La paralisi del BIM - Il problema del Comune di Sondrio - Quadro legislativo Kafkiano - La soluzione pragmatica - Due scelte per i rappresentanti del Comune di Sondrio - Conclusivamente

Appare abbastanza anomalo che si ricorra alla formula "Riceviamo e pubblichiamo" per uno scritto del Direttore del giornale. E' invece questione di correttezza in quanto pur trattandosi della stessa persona é diversa la veste di chi scrive. Il testo che diamo ai lettori, in quanto indubbiamente di interesse generale e destinato a tutti i mass-media oltre che ai soggetti in indirizzo, non é stato scritto nella veste di direttore del giornale. Viene ospitato, cos' come ospiteremo eventuali scritti di chi sull'argomento la pensa in maniera diversa o addirittura opposta.
La Redazione
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La paralisi del BIM
Nota per il Sindaco di Sondrio e, p.c., per i Presidenti del BIM e delle cinque Comunità Montane della provincia

Apprendo in data odierna, 308° giorno dell’anno, che non sussistono ancora le condizioni per la convocazione dell’assemblea del BIM che avrebbe dovuto da tempo e che dovrà:
1) nominare i nuovi organi – e questo mi interessa meno –
2) approvare il bilancio di previsione (absit injuria verbis!) 2002.
A suo tempo mi era stata chiesta la disponibilità per rappresentare, con altri tre colleghi, il Comune di Sondrio nell’assemblea del BIM proprio con riferimento all’esistenza del problema “Comune di Sondrio-BIM- Comunità Montane”, legato alle scelte di bilancio, e alla mia esperienza passata di Presidente dell’Ente.
Avevo accettato non certo per chissà quale ambizione ma proprio per l’esistenza di questo problema (e di un paio di altri che potrebbero – a mio avviso dovrebbero – rientrare nell’attività del BIM.

IL PROBLEMA DEL COMUNE DI SONDRIO
Il secondo (bilancio) é il punto che mi interessa di più in quanto ad esso è legato il problema del Comune di Sondrio, uno dei 79 che fanno parte del bacino imbrifero dell’Adda, uno dei 78 che fanno parte del Consorzio BIM, mentre da poco tempo è escluso, ope legis, dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio al contrario degli altri 77 soci del Consorzio che continuano a far parte delle rispettive Comunità Montane, gli Enti che devono dare le indicazioni per l’utilizzo dei fondi BIM.
La delibera del C.E. del BIM.
Il Comitato Esecutivo del BIM ha approvato in data 8 luglio 2002 una deliberazione inconsistente sul piano giuridico, da intendersi, - sotto un certo aspetto comprensibilmente dato lo stato di evidente imbarazzo della Presidenza del BIM che ha riconosciuto il buon diritto del Comune di Sondrio senza però riuscire ad avere l’assenso necessario - come mera manifestazione d’intenti, assumendo a base il verbale dell’incontro del 21.6.2002 con i Presidente delle CC.MM. e il Comune di Sondrio con una conclusione peraltro tautologica.
Risulta infatti evidente che, guardando solo all’oggi, la migliore soluzione a giudizio delle CC.MM. era ed è il mantenimento dello status quo che evita loro per il momento l’aggravio derivante dall’aggiunta di un soggetto e di un soggetto importante vista la rilevante incidenza della potenza nominale concessa afferente gli impianti di produzione esistenti sul territorio sondriese.
In realtà questa scelta sposta al futuro il problema, anche se è facile immaginare che col tempo le difficoltà si potranno aggravare. Ne è specchio la posizione assunta da altre Comunità che in buona sostanza hanno sostenuto che lo spazio (leggasi risorse) da reperirsi per il Comune di Sondrio venga trovato restringendo quello della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, questa ovviamente non d’accordo. Si tratta di una posizione, per inciso, che appare pesante per la Comunità di Sondrio.
L’appostazione nel bilancio di previsioni di entrate deve fondarsi su una ragionevole presunzione di realizzabilità. Iscrivere una cifra sulla base di una delibera giuridicamente evanescente, con l’aggravante che in un suo atto costitutivo, il verbale ufficiale citato, viene adombrata la possibilità di una consistente riduzione pari all’importo, se dovuto, da destinare al Comune di Sondrio, e utilizzare il relativo capitolo, appare quantomeno rischioso, forse anche materia d’interesse della stessa Magistratura contabile (Corte dei Conti).
Cosa certamente non da auspicare, anzi da evitare assolutamente.
Cosa però che ulteriormente rafforza la tesi della necessità della ricerca di una soluzione, anche temporanea, di carattere pragmatico.
Assemblea incerta, bilancio impugnabile
Oggi non si intravvede ancora quando l’assemblea potrà essere convocata.
Dati i vincoli statutari se anche nei prossimi giorni vi fossero finalmente le nomine mancanti andremmo, se va bene, a dicembre in un contesto normativo che definire kafkiano è ancora poco.
E quando assemblea vi sarà si troverà sul tavolo un bilancio che non risolve, neppure temporaneamente, il problema del capoluogo.
Facile prevedere che vi sarà un’ulteriore impugnazione, inevitabile. Chiunque infatti vi sia ad amministrare il Comune di Sondrio, vista la posizione negativa assunta sulla possibilità di una trattativa, l’impugnazione è da considerarsi una sorta di atto dovuto per gli amministratori.
Non è cosa secondaria. Probabilissima la sospensiva con blocco di ingenti risorse.
Altra cosa che dunque avrebbe dovuto e comunque tuttora dovrebbe rafforzare la tesi della necessità della ricerca di una soluzione, anche temporanea, di carattere pragmatico esclusa però dalle Comunità Montane, quantomeno dai loro Presidenti che si suppone abbiano investito del problema i rispettivi organi istituzionali portandone le conclusioni nel citato incontro del 21.6
Non è servita neppure la nota 11.12.2000 di chiarimento della Regione Lombardia, peraltro richiesta non dal Comune di Sondrio ma dallo stesso BIM l’8.11.2000, che sanciva il diritto del Comune di Sondrio ad essere inserito fra i beneficiari del fondo comune.
Difendo i Sindaci
Tornando al ritardo del completamento dell’assemblea doverosa una precisazione.
Vi sono state critiche nei confronti dei Sindaci che non procedevano alle nomine di loro diretta competenza (alcuni le devono ancora fare oggi).
I Sindaci sono persone responsabili. Conoscono benissimo il problema. Hanno ricevuto solleciti. Pensare a una loro incuria o superficialità è pura cosa senza senso ed è giusto difenderli.
Se non hanno proceduto e lo hanno fatto tardivamente o addirittura non procedono sicuramente avranno loro motivazioni, non formali e non secondarie. Io non le conosco, ma sicuramente ci saranno state e ci saranno.
A questo punto è il sistema politico-istituzionale (Forze politiche, Istituzioni ma anche rappresentanze della cosiddetta società civile visto che lasciare somme consistenti ad ammuffire in banca è un danno per l’intera collettività) che avrebbe dovuto e dovrebbe preoccuparsi di appurare, mettendo in campo anche gli opportuni antidoti per uscire da questa clamorosa impasse. E gli antidoti c’erano e ci sono sol che vi sia la volontà politica per metterli in atto.
Questo naturalmente per la parte che riguarda la paralisi di un Ente paradossalmente proprio nell’anno che sono state accolte le rivendicazioni per un aumento significativo dei sovracanoni!

QUADRO LEGISLATIVO KAFKIANO
In termini specifici il buco legislativo per l’esclusione del capoluogo dalla Comunità Montana.
Il sovracanone ha carattere di indennizzo e il beneficiario è il Comune nel quale hanno sede gli impianti. Ove la maggioranza qualificata dei Comuni del bacino imbrifero avesse compiuto la scelta solidaristica il Consorzio sarebbe divenuto obbligatorio, come è stato per il nostro BIM (Sorico escluso, con liquidazione annuale di un tantum pragmaticamente concordato). Da ricordare anche che la legge 925/1980 aveva concesso la possibilità di scioglimento con passaggio alle CC.MM. dei sovracanoni. Non a caso pressoché generale fu la posizione contraria.
Vien sempre fatto riferimento alla legge regionale 23/1973 che prescrisse la destinazione del fondo comune del BIM al finanziamento di interventi e opere indicati dalle CC.MM. e compresi nei loro piani e nei loro programmi annuali, anche con l’interpretazione del ruolo del BIM come semplice esattore.
Posizione priva di ogni fondamento.
Ci si dimentica che è prescritto che le CC.MM. inviino al BIM il proprio programma e che a questo punto tocca al BIM predisporre i programmi operativi (non lo si fa ma lo si dovrebbe fare: di una legge non si dovrebbe prendere la parte che piace e dimenticare quella che non piace…).
In ogni caso interpretazione c’è già stata, la più autorevole, anzi autorevole in senso assoluto dato che l’ha espressa la Corte Costituzionale nella sua sentenza 212/1976. In particolare al punto 6) la Consulta sancisce che non si tratta di operare spostamento di funzioni dai BIM alle CC.MM. e di sottrarre ai BIM alcuno dei loro compiti istituzionali.
Il demandare alla Magistratura, come risulta dalle deliberazione del C.E. del BIM, ma soprattutto dal verbale annesso, la delibazione del problema-Sondrio, anziché darvi soluzione pragmatica sia pure di carattere transitorio in attesa di una riconsiderazione legislativa del problema, significa anche adeguarsi al quadro legislativo vigente comprensivo della interpretazione della Consulta.
Il parere favorevole al diritto del Comune di Sondrio da parte della Regione è stato rifiutato, oltre che per la ragione che “non risolve i dubbi”, in quanto “non interpretazione autentica”.
Implicito in questa ultima posizione che ove lo fosse verrebbe accettato. Ma allora va attuato anche quanto ha stabilito la Corte Costituzionale….
In termini generali il buco legislativo per la soppressione dei Co.Re.Co.
Fosse esistito ancora il Comitato Regionale di Controllo questi avrebbe diffidato i Comuni a nominare i loro rappresentanti, assegnando un congruo tempo (15 giorni ad esempio). Ove non si fosse ottemperato, il Co.Re.Co. avrebbe nominato un commissario ad acta per provvedere. Tempo un mese l’Assemblea sarebbe stata completata e il bilancio di previsione 2002 sarebbe stato approvato molti mesi fa.
Oggi siamo al colmo che la diffida l’ha dovuta fare il Difensore Civico, passo importante certo, ma senza sviluppi, perché il Difensore Civico non ha i poteri illustrati per i Co.Re.Co.

LA SOLUZIONE PRAGMATICA
Utilizzare l’aumento dei sovracanoni
Il sovracanone è passato da 8,91 €uro a 13,00 per kWh di potenza nominale concessa. Un aumento di oltre il 45%, e cioé di 4.738.001.376 lire passando da 10.259.826.305 a 14997827681 vecchie lire
Occasione d’oro per risolvere pragmaticamente il problema del Comune di Sondrio non toccando le quote pertinenti a ciascuna C.M., anzi incrementandole ma non in proporzione all’aumento dei sovracanoni appunto per fare spazio alla quota per il Comune di Sondrio, quale che sia la soluzione operativa prescelta (analogia con Sorico o analogia con le 5 CC.MM., di fatto assimilando Sondrio a una sesta C.M.).
Non facendo in questo modo una sentenza – o un provvedimento legislativo, improbabile in tempi brevi ma ugualmente possibile introducendo un articolo in una legge-omnibus – che sopravvenisse dopo il riparto meccanico sulla base del fondo comune aumentato, inevitabilmente determinerebbe scompensi e grossi problemi di ridefinizione dei riparti. Se mossa intelligente del BIM è stata la scelta di un fondo fi riserva – peraltro allo stato di intenzione perché materia che toccherà all’Assemblea di delibare – va specificato che posto che abbia capienza per il riconosciuto diritto del Comune di Sondrio, esso risolve il problema contingente della disponibilità finanziaria ma non quello della ridefinizione dei riparti di cui si sono avute chiare avvisaglie nell’incontro del 21.6.2002, il cui verbale è annesso e costituisce parte integrante della citata delibera 10/2002 del C.E. del BIM.
I precedenti in materia
Questa impossibilità di convocare l’assemblea del BIM per mancata nomina di parte dei componenti, accompagnata da molta indifferenza, è un brutto segno di crisi acuta del sistema politico-amministrativo provinciale, al minimo di impotenza nel governare gli eventi.
Non era così al tempo della cosiddetta Prima Repubblica, alla quale, come peraltro tanti in provincia, siano essi oggi in uno schieramento, in un altro o a casa propria come il sottoscritto, io idealmente e orgogliosamente appartengo.
Una Prima Repubblica nella quale poteva anche succedere, al contrario di quanto è emerso avvenire altrove, di tenere in grandissimo conto il pubblico denaro al punto di fare risparmiare, grazie all’azione proprio del BIM che allora presiedevo e con l’aiuto di pochissimi autorevoli personaggi, quasi 1000 miliardi. Fu evitato così il prosciugamento di circa la metà della dotazione della Legge Valtellina (si sa, le notizie buone non fanno notizia, molto più appetibile per il nuovo stile dei mass-media odierni un avviso di garanzia.,..).
Allora nonostante contrapposizioni politiche anche dure, il senso dello Stato, delle Istituzioni non è mai venuto meno e nei momenti importanti le soluzioni si trovavano.
E’ stato così anche per il problema del riparto dei fondi BIM. Quando fu deciso, non ci fu, come si dice, una rinuncia delle altre CC.MM. a favore di quella di Morbegno perché meno dotata. Questa era stata una richiesta del Morbegnese. La scelta fu solidaristica ma non sulla base di vil pecunia bensì – era mia la proposta e quindi lo so bene – sulla base di altro ragionamento, di solidarietà sostanziale. Tale proposta si basava sul fatto incontestabile che il Morbegnese aveva ed ha i danni per l’impianto di Selvetta-Monastero, forse il peggiore della provincia, senza avere i relativi indennizzi in quanto tale impianto, in ragione della quota, non paga sovracanoni.
La quota assegnata a Morbegno nacque pertanto sulla base di conteggi che feci io per tener conto di quest’impianto, esistente per danni e inesistente alla cassa,.e così fu approvata.
Per far fronte ci fu la solidarietà delle altre CC.MM., maggiore quella dell’Alta Valle che stava avendo grossi investimenti pubblici per i mondiali in programma nel 1985.
Successivamente, durante la mia Presidenza, il bormiese pose energicamente il suo problema che risolsi lasciando inalterate le percentuali delle altre CC.MM. e dando il 2% in più alla C.M. dell’Alta Valle, con un totale pertanto che superava il 100%, arrivando al 102! Come? Prelevando tale 2% dai fondi propri dell’Ente. Soluzione sicuramente singolare e di fantasia, ma pragmaticamente risolutrice anche dei contrasti istituzionali che stavano nascendo.

DUE SCELTE PER I RAPPRESENTANTI DEL COMUNE DI SONDRIO
Tutto questo premesso ai rappresentanti del Comune di Sondrio, chiunque siano e comunque si situino politicamente, nella situazione di oggi non restano che due scelte in sede di assemblea: o il voto contrario a un bilancio che lasci irrisolto il problema-Sondrio, oppure l’abbandono dell’aula al momento del voto.
Una scelta che probabilmente opportunità vuole che venga concordata con i legali patrocinanti presso il Tribunale delle Acque.
Come rappresentanti del Comune di Sondrio siamo a suo tempo intervenuti il 12.7.2002 sul Presidente del BIM (fornendo il 22.7 la nota, e relativa tempestiva risposta del Presidente del BIM, alle 5 Comunità Montane), anche con proposte alternative.
Tutto è però rimasto fermo per via dell’asserita impotenza istituzionale.
A complemento ricordo che, a titolo personale, atteso che notizie di stampa individuavano la ragione del ritardo in problemi politici di assetto inquadrati in un contesto più ampio, restando sempre sul versante istituzionale avevo anche avanzato la proposta, se le cose stavano veramente così, di un prolungamento dell’attuale Presidenza – formalmente, è ovvio, con investitura da parte dell’assemblea ma con mandato a termine – sino alla primavera prossima. Questo pur di consentire l’uscita dalla crisi attuale a proposito della quale verbalmente si ascoltano deprecazioni di questa situazione da persone di varia collocazione politica senza però che vi siano state iniziative istituzionali adeguate.

CONCLUSIVAMENTE
Conclusivamente:
1) Lo straordinario ritardo di avvio del nuovo mandato del BIM con la convocazione dell’assemblea immobilizza ingenti risorse con danni diretti, per la perdita di valore, e indiretti per la mancata realizzazione di opere ed interventi;
2) La scelta dello status quo e quindi di attendere gli eventi per quanto attiene al “problema-Sondrio” penalizza il Comune-capoluogo in relazione ai suoi diritti, riconosciuti dalla Regione (che nel regolare la materia colmando il vuoto legislativo ovviamente si atterrà alla valutazione già ufficialmente espressa);
3) La scelta dello status quo e quindi di attesa degli eventi rischia di penalizzare le stesse Comunità Montane per le ragioni prima addotte, in particolare ove il Tribunale delle Acque disponga la sospensiva della citata delibera del BIM, e, ancor più grave, della futura delibera di approvazione del bilancio;
4) La situazione kafkiana così determinatasi in ogni caso pesa sui cittadini di Valtellina e Valchiavenna;
5) La paralisi che si protrae nel tempo risulta aggravata da una pressoché generale indifferenza istituzionale e anche politica. Mi pare che su questo terreno dovrebbe essere volontà e impegno comune di tutte le forze politiche l’operare per far funzionare le Istituzioni

UNA CONCLUSIONE PERSONALE
A questo punto la ragione per cui avevo accettato la rappresentanza del Comune di Sondrio sta venendo meno perché non se ne può discutere mancando la sede per farlo, rappresentanti in un’assemblea-fantasma.
In secondo luogo coloro con i quali, ovviamente, si tratterebbe di discutere si sono orientati diversamente, verso l’attesa del giudizio della Magistratura.
Mi pare conseguentemente, anche in ragione delle funzioni in passato svolte, in particolare quale ex Presidente del BIM ed anche ex Sindaco, dovere mettere a disposizione il mandato ricevuto dal Comune di Sondrio attesa la situazione determinatasi, la prima nelle Istituzioni provinciali dalla Liberazione ad oggi.
(Alberto Frizziero)
Sondrio 3.11.2002
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GdS 8 XI 02 - www.gazzettadisondrio.it

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