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Che tristezza, per il riformismo (quello vero) italiano, per chi sperava nella nascita di una vera forza socialdemocratica, laburista, in senso europeo!
di Nemo Canetta

L'amico Canetta scrive "(non me ne voglia Direttore, ma questa non è una coalizione riformista ma massimalista!)". Nulla da dire perché é giusto che il giornale ospiti le idee di tutti per un sano confronto. Nell'articolo precedente Canetta, con notra nota, ha esaminato il problema Bertinotti. Torna anche qui, con qualche aggiunta perché c'é qualcun altro che rischia di far presentare al voto la coalizione ulivista più come sinistra-centro che come centro-sinistra. Un solo cenno all'Irak (snticipando un articolo del prossimo numero nel quale dimostreremo come ottimismo e trionfalismo dopo l'esito del voto dovrebbero essere temperati da una prudenza che il risultato dovrebbe suggerire) per ribadire - noi che siamo stati ferocemente contrari alla guerra così come combinata e non per ragion politica ma sulla posizione che era quella del Sommo Pontefice - che il ritiro unilaterale dei soldati sarebbe profondamente sbagliato. Ma Zapatero l'ha attuato... Già, ma con il gravissimo attentato alla vigilia delle elezioni, con gli errori del Governo e con la sua vittoria in gran parte frutto della posizione contraria all'impegno militare in Irak. I soldati debbono restare fin che non vine una soluzione internazionalmente garantita. NdD.

Carissimo Direttore, cari Amici,
Ho appena udito le prime battute, su Porta a Porta, dell'ennesimo, pressoché inutile, confronte destra/sinistra sull'Irak.
Ciò che trovo realmente deprimente, da parte del centro-sinistra moderato, riformista (e sempre più marginale) è sentir dire che NON ci sono differenze sul ritiro, rispetto alla sinistra estrema.
Ma la sinistra integralista, ora pare pure i DS, sono per il ritiro subito, Rutelli per il ritiro graduale e sotto l'egida ONU.
Non è la stessa cosa, né operativamente, né politicamente.
Nel primo caso: tutti a casa e gli irakeni si decapitino pure tra loro, nel secondo ci vuole tempo, coordinamento internazionale, comando unificato e gli irakeni che vogliono ordine e democrazia avranno (poche temo) speranze.
Lo ripeto, le due cose sono assolutamente inconciliabili ma Franceschini e Vendola, in nome dell'uniti si vince, dicono di no, che non vi sono differenze.
Come italiano che - un domani - potrei essere governato da tale centro-sinistra , anche se non me lo auguro (non me ne voglia Direttore, ma questa non è una coalizione riformista ma massimalista!), come italiano, dicevo, mi chiedo: ma se fossero al governo, che farebbero? Tutti a casa, gambe in spalla, stile Zapatero, oppure sentiamo l'ONU, discutiamo e, nel frattempo, ci restiamo?
Lo ripeto, tutto ciò non mi convince per nulla e - lo spero vivamente - non convince tanti italiani che, magari riformisti, non vogliono cadere nelle mani di Rifondazione Comunista ed accoliti.
Del resto qualche segno già si vede: un giudice, a Milano, manda assolti un branco di terroristi internazionali. Sono guerriglieri, dice, non terroristi.
Ma sono di un organizzazione che l'ONU, non gli USA, hanno dichiarano terrorista internazionale, che fa assassini politici, recluta kamikase!
E no, per il giudice di Milano sono "solo" guerriglieri.
Che nella magistratura qualcosa non funzionasse sono in molti, a dirlo; che in quella di Milano (non tutta fortunatamente) le infiltrazioni di ultra massimalisti ci fossero non è certo una novità.
Tuttavia mi pare che qui si esageri: oramai non basta neppure il giudizio dell'ONU, ci stiamo preparando ad un bel futuro, con un governo terzomondista-massimalista-veteroxista (ammantato con qualche pennellata di nuovo) con Prodi al governo e Bertinotti a fare da GUIDA.
Che tristezza, per il riformismo (quello vero) italiano, per chi sperava nella nascita di una vera forza socialdemocratica, laburista, in senso europeo!
Con l'usuale stima.
Nemo Canetta

GdS 30 I 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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