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E’ il momento del Centro
di Mario Segni

DIBATTITO

Credo che nessuno mi possa contestare un piccolissimo merito: sono stato uno dei pochi a intuire la fragilità del berlusconismo, a capire che avrebbe provocato disastri. Quattro anni fa Gianni Agnelli diceva a tutti che sarebbe durato vent’anni. Io ragiono in termini più semplici. Non credo che un’iniziativa, un partito, un movimento sia realmente forte se non ha una tensione morale, una carica ideale. Sarà anche vero, come dice Mastella, che con la morale non si fa politica. Ma a me hanno sempre insegnato che la politica senza morale vale poco, o forse è meglio non farla. Alla base del berlusconismo c’era un fatto che ne decretava sin dall’inizio il fallimento: il partito azienda, la confusione tra gli interessi privati e quelli pubblici. Lo dissi a Berlusconi nel lontano 1993 quando mi annunciò la sua volontà di entrare in politica. Non mi credette, naturalmente, ma gli italiani, dopo un po’, hanno capito che se uno fa prima di tutto gli interessi pro pri non fa quelli del paese.
Ma dire “l’avevo detto” non serve a niente. E ti assicuro che non sono felice di avere avuto ragione, perché i disastri di questi anni li stiamo pagando tutti. E quindi questa è l’ultima volta che ti parlo del passato. Dobbiamo pensare al futuro. E quello che stiamo facendo in queste settimane, e su cui oggi abbiamo fatto una conferenza stampa e domani faremo una prima riunione riservata è rivolto al futuro, solo al futuro. Parte da una considerazione semplice: questo centro destra ha fallito e sta crollando, la sinistra vincerà ma non ci darà un Tony Blair, perché la sua rissosità e la sua inconcludenza indicano già i problemi del futuro. Bisogna costruire il centro, cioè un’alternativa alla sinistra seria, liberale e moderata, non estremistica, parolaia e con il piombo nelle ali del conflitto di interessi. Bisogna ricostruire il centro degasperiano, la alleanza tra cattolici e laici che ha dato all’Italia i migliori governi d ella storia repubblicana.
Alcune delle idee di fondo su cui questa alleanza dovrà muoversi stanno venendo fuori. La prima è quella di dare all’Italia un messaggio di ordine, di disciplina, di ritorno allo stato serio e di diritto. Basta con la vergogna delle leggi ad personam, la legge è una cosa seria e va rispettata, non c’è stato di diritto se i governanti dicono tutti i giorni che le leggi sono inutili e i giudici sono dei matti. La seconda è quella dell’Europa, che deve tornare ad essere la nostra stella polare. La terza è quella di mandare al diavolo la lega, se è necessario, perché non si può permettere la vergogna dei loro gesti né la cultura xenofoba che stanno portando in Italia. La quarta è che il dramma italiano è quello di una classe media che sprofonda verso la povertà, e la politica deve pensare a questa, piuttosto che alla fascia dei ricchi.
Stiamo quindi iniziando un nuovo cammino. E bada bene, è un cammino che de ve unire, non deve dividere ancora. Siamo già troppo divisi in partiti e partitini; non occorre crearne un altro. Bisogna invece unificare tutti quelli pensano ad un centro che deve essere del tutto distinto dalla Casa delle Libertà. In questo va detto che quelli che hanno fondato la nuova DC hanno fatto un passo nella strada giusta.
Abbiamo rivolto un invito pubblico a Casini, a Follini e a Tabacci. Dite le nostre stesse cose, avete il nostro steso obiettivo, e allora agite di conseguenza. Se si vuole creare una cosa nuova non si può continuare a stare in questa maggioranza che sta affondando l’Italia. Uscite, rompete, e lavoreremo assieme. Ho persino suggerito a Casini di dimettersi da Presidente della Camera e guidare il futuro centro: non lo potrebbe fare da presidente, carica che obbliga alla imparzialità.
Non so se Casini mi darà retta. Quello che so è che sta giungendo per tutti il momento delle responsabilità. Non si può andare alle elezioni a riproporre agli italiani altri cinque anni di governo Berlusconi. Intanto la prima cosa è riunire tutti quelli che la pensano così, e sono molti. Se hai le nostre stesse speranze, conto sul tuo aiuto.
Mario Segni

GdS 30 VII 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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