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Mondiali di sci alpino e pubblico
di Alberto Frizziero

Nota diffusa agli organi di informazione e pubblicata da diversi:

Agli organi di informazione – Loro sedi
In relazione alle polemiche sorte per la carenza di pubblico, con larghi vuoti sulle tribune, fra l’altro addebitata al costo dell’ingresso, vale la pena di ricordare quanto avvenne nei precedenti mondiali del 1985.
Allora nella Prefettura di Milano ci fu una riunione con i Prefetti di Milano, Como e Sondrio e tutte le Amministrazioni dello Stato interessate. Inoltre il Presidente della Regione Guazzetti e il sottoscritto, allora Sindaco di Sondrio. In buona sostanza una riunione a tema: il blocco dei veicoli pesanti da Lecco in su per tutta la durata dei mondiali. Violentissima l’opposizione di chi scrive e del Prefetto di Sondrio, dr. Piccolo, opposizione fondata sulla previsione di una trascurabile affluenza di pubblico , escluse le domeniche. Si parlava allora di un pubblico potenziale di 300 milioni di persone in TV, ma era previsto un afflusso considerevole solo nella giornata conclusiva dedicata alla discesa libera (diventate due, in quasi contemporanea: a S. Caterina le donne alle 10.30 e a Bormio gli uomini alle 12). Il Prefetto di Milano era furibondo, al punto che alle successiva riunione io non fui invitato. D’intesa con il Prefetto, e con il Direttore dell’Unione Artigiani Squarcia con il quale avevamo concordato un fermo minimo dei veicoli pesanti, partecipai lo stesso al secondo incontro, avendo subito, il sottoscritto e il Prefetto, appoggio dal generale De Angelis della Polizia Stradale e via via da altri. La spuntammo con Il Prefetto di Milano rosso in faccia. Ma avevamo ragione noi: il Presidente della Regione Guzzetti , nella giornata conclusiva, lo ammise.

Non è cambiato niente.
Le gare le si vedono splendidamente in TV.
Nella discesa libera citata, dopo aver visto quel puntino velocissimo che scendeva per primo, Zurbriggen, rimasto poi il primo fino in fondo, gli altri ce li siamo visti sul tabellone luminoso sulla destra, e guardando dal vivo solo a traguardo superato.
Nessuna sorpresa dunque se ci sono vuoti sulle tribune, salvo probabilmente nel week-end. Né crediamo molto al discorso dei prezzi. Chi parte da Milano, o Lecco o altri posti lontani, arrivato sul posto non è che rinuncia per qualche €uro in più. Magari brontolerà ma l’ingresso lo paga.
Del resto chi dovrebbe affollare le tribune? Quelli che normalmente lavorano tutti i giorni e che dovrebbero forse prendere le ferie per partecipare alle gare, o i ragazzi che sono a scuola?
Chi scrive ha ripetutamente detto e scritto –anche quando si parlava di Statale 38 - che non c’era affatto da aspettarsi folle di turisti, ma da auspicare che siano in tanti a seguire gli eventi in TV perché l’investimento è quello. Non mi sorprende constatare, anche questa volta, di non avere avuto torto. Cordialità
Alberto Frizziero

GdS 10 II 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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