Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

ITALIA SOTTO TIRO - OCCORRE UNITA'
    Identità - Ora é il momento dell'orgoglio nazionale - Il Capo dello Stato -     Il Presidente del Consiglio - Reazioni univoche - La serie continua - Reagire solidalmente - La questione di prestigio - Prestigio personale dei protagonisti - Ci mancano persone di prestigio internazionale - Paese solidale

IDENTITA’
In tempi di globalizzazione acquistano ancor di più valore le singole identità.
Fra queste l’identità nazionale. Di linguaggio, di cultura, di tradizioni, di storia, di valori..
Si plaude quando il tricolore svetta. Può essere nello sport, per la Ferrari o per la Nazionale di calcio. Può essere quando a un italiano viene assegnato un Nobel o un Oscar. Può essere quando, fluendo sul Canal Grande a Venezia, o davanti alle vestigia archeologiche, o in mille altri posti testimonianze di civiltà, ci prende la consapevolezza di quale patrimonio possediamo, non solo d’arte e d’architettura ma anche, e soprattutto, nei nostri cromosomi. Può essere anche che quando, in tante vicende della vita quotidiana, emerge la caratteristica di fondo dell’italiano: l’umanità.
Spirito o Amor Patrio, orgoglio nazionale, altro ancora?

ORA E’ IL MOMENTO DELL’ORGOGLIO NAZIONALE
Ora è il momento dell’orgoglio nazionale.

IL CAPO DELLO STATO
Il Presidente della Repubblica, con linguaggio inconsueto – ma sacrosantamente giusto – ha ricordato all’Europa e al mondo 60 anni di storia di un’Italia europeista. Padre di quest’idea De Gasperi con Adenauer e Schumann. Dopo di loro un’ininterrotta sequenza di comportamenti coerenti dell’Italia. Gli altri: qualche tentennamento tedesco, vistosi strappi francesi: solite posizioni inglesi, spesso caratterizzate da quello spirito che ha originato la famosa battuta: “Nebbia sulla Manica: il continente è isolato”, spirito che permane tuttora in settori non marginali di quella opinione pubblica. In molti degli altri partners, specie quelli del nord, tanti dubbi e posizioni poco europeiste anche se poi hanno dovuto fare di necessità (economica soprattutto) virtù.
Non a caso l’uscita del Presidente della Repubblica, per giunta da oltre Mediterraneo, in quel di Tunisi, durante una visita ufficiale. Parole, forma, tono molto appropriati e molto secchi, suggello autorevole ad altre prese di posizione di questi giorni, prima fra tutte quella del Presidente del Consiglio on. Berlusconi.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Contro gli attacchi, virulenti, della maggiore stampa tedesca nei confronti del Presidente della Commissione Europea Prodi, l’on. Berlusconi non ha usato mezzi termini.
Ha difeso energicamente Prodi ma è andato più in là parlando di una lobby anti-italiana.

REAZIONI UNIVOCHE
In Italia reazioni univoche contro gli attacchi, rinnovati in quanto riedizione di precedenti, al Presidente Prodi. Qualche distinguo dall’Ulivo che non ha condiviso la scelta dell’on. Berlusconi di mettere sullo stesso piano gli attacchi al nostro Governo con quelli all’on. Prodi.
Riteniamo giusto dire che non è il momento delle divisioni, neppure di quelle interpretative.
Ulivo e Casa delle Libertà si fronteggino anche duramente sui problemi di casa nostra, ma sul versante esterno compattezza, anzi, come detto dianzi “orgoglio nazionale”, sulla scia della presa di posizione del Capo dello Stato.

LA SERIE CONTINUA
La serie infatti continua fin da prima, da quando cioè il Polo era all’opposizione e l’Ulivo al Governo. Vediamo i momenti più significativi:
1) Manovre reiterate per portare la Germania nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU come membro permanente. I vincitori della seconda guerra mondiale ci sono già, fra essi USA, Gran Bretagna, Francia. Dura battaglia dietro le quinte per evitare la soluzione che suonerebbe di fatto come esclusione dell’Italia dal giro che conta. Le manovre vengono rintuzzate ma quando c’è da nominare i membri temporanei all’Italia vengono preferite con un diluvio di voti la Norvegia e l’Irlanda – vedasi l’articolo “ONU: ah sì”, pubblicato su questo giornale -.
2) Subito dopo nomina dell’Alto Commissario ONU per i profughi. Doppia candidatura italiana fra cui Emma Bonino, già efficiente Commissario Europeo in Kosovo. Niente da fare.
3) 11 settembre. Il Presidente Bush avvisa i leaders di Gran Bretagna, Francia, Germania. Per l’Italia provvede il Vicepresidente, così come per una serie di altri Paesi. Subito dopo rapporto privilegiato, ufficialmente perché i tre Paesi “sono più impegnati”, discorso accettabile solo per la Gran Bretagna per la partnership militare costante (vedi periodici e persistenti bombardamenti in Irak, non condivisibili ed un errore che l’11 settembre ha evidenziato ulteriormente).
4) Vertice europeo. Prima del vertice incontro a tre, dei soliti tre. Spiegazione ufficiale analoga a prima con la definizione di “riunione tecnica”. Dev’essere la prima volta nella storia che tre Capi di Governo si mettono a occuparsi di “cose tecniche”!
5) Pagella del Ministro degli Esteri, e Vicepresidente del Consiglio del Belgio, Paese di turno per la Presidenza europea, Louis Michel. Voto zero al Presidente del Consiglio italiano, zero come ai talebani. Su questa “pifferata” il giornale ha pubblicato, ed è tuttora leggibile, un commento adeguato.
6) Attacchi significativamente contemporanei, quelli di questi giorni, della maggiore stampa tedesca al Presidente Prodi. Non sono i primi, anzi.
7) …aspettiamo la prossima puntata.

REAGIRE SOLIDALMENTE
Al tempo degli Staterelli italiani capitava spesso, con la sola eccezione di Venezia, che uno di questi per avere il sopravvento sul vicino chiamasse a dargli man forte lo straniero.
Non vinceva nessuno.
Perdevano tutti, chi di più e chi di meno perché di fatto, chi più e chi meno, finivano ad essere vassalli .
Dobbiamo reagire solidalmente, non solo per orgoglio nazionale ma anche perché abbiamo il pedigrée europeo più ricco,. Per le questioni interne c’è tutto lo spazio dialettico.
Non ci possiamo permettere il lusso di dividerci sul Presidente Prodi e sul Governo Berlusconi.
A noi importa la tutela di chi ci rappresenta, in Europa e a Roma, e il discorso vale chiunque sia a Bruxelles e chiunque sia a Palazzo Chigi.
L’unità del Paese può anche non aiutare a cambiare le posizioni anti-italiane. Sicuramente però la mancanza di unità porta benzina sul fuoco e fieno nella cascina dei nostri detrattori che non sparano a casa, che un obiettivo ce l’hanno. Un obiettivo non positivo per l’Italia.
L’unità del Paese può portare ad iniziative di ogni tipo, comprese quelle in sede di Parlamento Europeo, di Partito Popolare Europeo, di Internazionale socialista e quant’altri.

LA QUESTIONE DI PRESTIGIO:
Detto tutto questo va anche esaminato un aspetto che nelle relazioni internazionali conta assai, e cioè il prestigio personale dei protagonisti. Assumiamo due esempi come giustificativi di quest’aspetto.

SIGONELLA – MEDIO ORIENTE
Anno 1985, Presidente del Consiglio Craxi, Vice Forlani, Ministro degli Esteri Andreotti.
Giorno 10 ottobre. Commandos palestinesi si impadroniscono della nostra nave da crociera Achille Lauro con 454 passeggeri., molti americani. In USA si pensa a un intervento dei marines. L’Italia si oppone e tratta (ma sono pronti gli incursori della Marina: se azione militare deve esserci, vien detto agli USA, questa compete a noi visto che la nave è italiana). La trattativa condotta da Andreotti imprevedibilmente, (per gli altri), ha successo e il giorno 9 c’è la resa. Nave e passeggeri liberati, commandos affidati a uno stretto collaboratore di Arafat, Mohammed Abu Abbas e varicati su un aereo per il rientro in Medio Oriente. Potrebbe essere un’operazione trionfale, ma qualcuno dei palestinesi ha ucciso un americano invalido. L’aereo che, secondo i patti, trasporta i palestinesi e lo stesso che ha fatto da intermediario e da garante, viene costretto dagli aerei USA ad atterrare nella base NATO di Sigonella, nei pressi di Catania.
Gli Stati Uniti vogliono la consegna. Craxi, sostenuto da Forlani e Andreotti, rifiuta: l’Italia non è una colonia. Si corre il rischio di risolvere il problema con le armi fra soldati USA e carabinieri italiani schierati, armi in pugno, intorno all’aereo. L’Italia l’ha spunta, decollo e rientro regolare. La situazione con gli USA è tesissima. Il PRI, filoisraeliano, esce dal Governo ed è la crisi.
Crisi o non crisi, il 24 c’è la Conferenza dei 7 Paesi più importanti. Craxi decide di non andare per protesta contro l’atteggiamento americano. Interviene direttamente il Presidente Reagan che fa marcia indietro, riconosce lo sbaglio, invita direttamente il nostro Presidente del Consiglio e la questione è chiusa. Il comunicato ufficiale si chiude con le parole “amici come prima”. Il prestigio dell’Italia nel mondo sale considerevolmente. Alleati stretti sì degli USA – nessuno lo discute - ma non vassalli.
Estate 1989. E’ costituito da qualche giorno il Governo Andreotti. Crisi, tanto per cambiare, in Medio Oriente. Questa volta però l’Occidente non ha più canali di comunicazione agibili con il mondo arabo. La situazione è pericolosa, si rischia lo scontro, l’incertezza sul futuro è totale. Andreotti, Ministro degli Esteri fino a qualche giorno prima, è ora a Palazzo Chigi e alla farnesina c’è Gianni De Michelis che sta facendo i primi passi come Ministro degli Esteri. Ed è il Presidente del Consiglio, con la sua solita e sdrammatizzante tranquillità “curiale” a comunicare la mattina di avere parlato tre quarti d’ora con il siriano Assad, il leader arabo più tenace. Non ci sono ostacoli insormontabili, si trattra di sedersi a un tavolo per discutere i problemi esistenti… Nel linguaggio delle relazioni internazionali è come dire che un canale si è riaperto, merito della credibilità dell’Italia per la sempre fruttuosamente seguita politica di dialogo con tutti ed in particolare con il mondo arabo e della credibilità personale di Andreotti.

PRESTIGIO PERSONALE DEI PROTAGONISTI
Abbiamo ricordato i due episodi per sottolineare come nelle relazioni internazionali abbia un grande ruolo il prestigio personale dei protagonisti.
Non c’è ombra di dubbio che per prestigio e abilità personale l’on. Andreotti sia stato il nostro rappresentante più a suo agio, più riconosciuto e quindi di maggior peso sulla scena internazionale (L’inverosimile e canagliesca storiella del bacio di Riina non aveva, e non ha avuto, rilievo processuale: era destinata a crollare, ma contava e ha contato l’effetto annuncio, e conseguente perdita di credibilità del personaggio, sullo scenario mondiale. Una efficace macchinazione, non solo farina di casa nostra… Quando la parola tocherà agli storici, ad archivi aperti, see vedrà la matrice, analoga a quella di Ustica).
Non c’è dubbio che la presa di posizione di Craxi ebbe rilievo internazionale con balzo di prestigio non solo per l’Italia ma anche personale per lui. Ricordiamo infatti come successivamente egli ebbe dall’ONU l’incarico di sovrintendere al problema della riduzione del debito dei Paesi poveri ma come, addirittura, fu vicino ad essere nominato Segretario Generale dell’ONU, se in zona Cesarini non fosse intervenuta una soluzione di compromesso con una scelta per quell’incarico di chi non ha lasciato neppure il ricordo del suo nome tanto evanescente fu la sua attività.

CI MANCANO PERSONE DI PRESTIGIO INTERNAZIONALR
Non c’è solo “la lobby antitaliana” come dice l’on. Berlusconi, o comunque una certa ostilità che lo stesso Governo dell’Ulivo aveva riscontrato a più riprese. C’è anche un altro aspetto.
Oggi purtroppo ci mancano personaggi di elevato prestigio internazionale come possono essere stati, con i prima citati, Fanfani che presiedette l’Assemblea dell’ONU ed Emilio Colombo, fra l’altro anche Presidente della Commissione Europea.
L’on. Berlusconi nel 1994, al suo apparire sulla scena internazionale, fu bloccato al G7 di Napoli da quell’avviso di garanzia, Premio Nobel per la “tempestività”.
Prodi, che era arrivato ad essere Capo del Governo preceduto da stima per le qualità di manager (l’IRI che aveva presieduto non era una holding solo confinata tra le Alpi e il Lilibeo), non ebbe il tempo.
D’Alema aveva dimostrato indubbiamente stoffa nella difficile situazione della guerra con Milosevic, ma, poco dopo il suo esordio andò a casa pure lui. Amato, dottor sottile, è sicuramente stimato anche al di fuori dei confini, tanto da essere candidato alla Presidenza della Commissione per le Riforme europee, ma non certo al livello degli altri citati avanti.
Ci poteva essere Ciampi, ma di lui c’è stato bisogno al Quirinale. L’on. Berlusconi è stato in parte nuovamente fermato al G8 dalla maxi-contestazione di cui, guarda caso, oggi nessuno più parla. Per il Ministro Ruggiero, persona serissima e competente, vale però, come per l’ex Ministro Dini, il discorso fatto per Amato. Con Chirac, Blair e compagni ci sarebbe voluto alla Farmesina un Andreotti, ma dava fastidio……
Ci mancano dunque personaggi di elevato prestigio internazionale, e questo pesa.

PAESE SOLIDALE
A maggior ragione dunque, per evitare che la serie prima descritta continui occorre un Paese solidale che ricordi, con la sua unità, a quei Paesi che vogliono fare i primi della classe che alcuni dei guai che il mondo dopo l’11 settembre sta scontando sono in parte figli di comportamenti proprio da primi della classe. Comportamenti di chi, non avendo nei propri cromosomi una storia millenaria, e la cultura conseguente, come hanno gli italiani, pensa sia possibile risolvere i problemi guardando gli altri dall’alto di una cattedra, che poi magari, come è successo per l’ineffabile Ministro belga Louis Michel citato, si rivela un seggiolone.
Red
GdS 1 XI 01


OC-GdS5: Attenzione alle persone anziane. C'è anche qualcuno che attraversa all'improvviso, magari dopo aver guardato verso di noi e visto che l'auto arrivava.

Torna a Italia e Mondo

Torna all'indice generale

Torna alla prima pagina