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09 09 20 LA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI ROMA SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
NLG

Si è svolta dal 9 al 10 settembre alla Farnesina, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro per le Pari opportunità e del Ministro degli Esteri la "Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne", una iniziativa della Presidenza italiana del G8. Il Presidente della Repubblica ha affermato che la violenza sulle donne, l'omofobia e la xenofobia nascono "dall'ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica", per cui è quindi fondamentale "educare l'insieme delle nostre società ai valori dell'uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso e ai valori della non discriminazione". Il Ministro degli Affari esteri ha sottolineato, che, inevitabilmente, "esiste uno stretto legame tra godimento dei diritti umani e sviluppo". I diritti umani rimangono una "priorità assoluta" del Governo italiano, ha aggiunto, ricordando che da tempo l'Italia combatte contro "una forma aberrante di violazione fisica del corpo femminile, le mutilazioni genitali": di qui l'appello alle Nazioni Unite perché le mettano definitivamente al bando. Il Ministro per le Pari Opportunità ha ribadito l'impegno del governo per l'affermazione dei diritti delle donne, sia sul piano nazionale che internazionale. "La violenza contro le donne", ha detto il Ministro, "è un crimine" che troppo spesso si accetta, quasi fosse una parte della natura umana. Noi non accettiamo questa indifferenza, o peggio, questa acquiescenza: vogliamo che tutto il mondo parli, si scandalizzi, agisca". Le conclusioni della Conferenza, di cui la Carfagna ha dato lettura al termine dei lavori, confluiscono in un appello a definire una strategia comune per sconfiggere "una inaccettabile forma di violazione e privazione dei diritti umani".
NLG

Non si capisce perché una misura largamente condivisa non viene considerata, anche solo per casi di particolare gravità in persone recidive. Ci riferiamo alla cosiddetta "castrazione chimica". Se qualche lettore ha una risposta, poco intellettuale ma molto concreta, ce la mandi. Siamo persino disposti a ricrederci se le argomentazioni fossero convincenti... (ndr)

www.gazzettadisondrio.it - 20 IX 09 - n. 26/2009, anno XII°

 
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