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FRANCIA SPENNATA MA IL PROBLEMA MAGGIORE NON e' LE PEN!
di
Alberto Frizziero
LE PENne di Marianna - Non fare agli altri... - Il dramma non é Le Pen -


LE PENne di Marianna

LE PENne di Marianna
La Marianna, simbolo della Francia, si é vista di colpo spuntare molte penne, quante non avrebbe mai immaginato. Penne importanti inoltre, perché se improvvisa é stata la fioritura altrettanto immediati sono stati i frutti, addirittura clamorosi.
Era talmente scontato che al ballottaggio nelle elezioni Presidenziali francesi andassero il Presidente uscente Chirac e il Capo del Governo Jospin che l'unico motivo di valutazione, e di attesa, era chi dei due sarebbe stata davanti. Al più, visto che i sondaggi davano un vantaggio all'uscente, si attendeva di vedere quale sarebbe stato il margine di vantaggio con le elucubrazioni sul futuro atteggiamento delle altre posizioni in lizza, da cui sarebbe poi dipeso, quindici giorni dopo, l'esito finale.
La saggezza popolare é ricca di ammonimenti: "non vendere la pelle dell'orso prima di averlo preso", "Non fare i conti senza l'oste", "Fra i due litiganti il terzo gode" ecc. Nessuno, proprio nessuno, aveva pensato di attingere a questa saggezza popolare. Se, per avventura, qualcuno lo avesse fatto sarebbe stato preso per mentecatto.
E invece l'imprevisto é successo. Monsieur Le Pen ha messo le sue penne sulla Marianna ed ha spennato tutti, superando Jospin e quindi presentandosi al ballottaggio in qualità di sfidante.
Semplicemente clamoroso.

NON FARE AGLI ALTRI...
Rispolverando una tradizionale nazionale di spocchia, di boria, nei confronti degli italiani, ci avevano impartito lezioni di democrazia, anche pochi giorni prima delle loro elezioni. Ironia della sorte. Si pavoneggiavano, con le penne del pavone, ma non lo sapevano, non lo immaginavano, troppo intenti com'erano a squadrare dall'alto in basso l'Italia. E che fosse, questa spocchia, quella del pavone, la fotografia documentale uscita dalle urne di quelle tante penne di cui il pavone era ed é ricoperto, lo ha con inesorabile analisi certificato.
La storia d'altronde insegna (o dovrebbe insegnare).
Il 21 settembre 1792 a Parigi si radunava il nuovo potere, l'Assemblea Nazionale. Sui banchi prendeva posto una eterogenea maggioranza, definita "marais", la palude. Un autore insigne la dipingerà così: "La storia passava davanti a loro e loro manco non se ne accorgevano...".
In questo caso non é la storia, almeno tutti se lo augurano, ma la cronaca, una cronaca quotidiana verso la quale il Palazzo, anzi trattandosi della Francia le Palais, non ha volto abbastanza lo sguardo, calamitato da un mondo intellettuale certamente attivissimo ma decisamente fuori misura.

IL DRAMMA NON E' LE PEN
Il dramma francese non é Le Pen, non é il suo 15%, non é il fatto che sia lui a sfidare Chirac nel ballottaggio. Non sfugge a nessuno ovviamente il pericolo rappresentato dallo stato d'animo di molti che hanno ritenuto con il loro voto di scegliere in quella direzione la via migliore, tanti proletari compresi. Il clamore é stato pari allo shock, e Le Pen, per inciso, commosso ringrazia perché si sente, come lo ha definito la moglie trovando amplissimo spazio sulla stampa, "un eroe". Con senso della misura bisogna stare attenti. Le Pen non é infatti il Tartarin di Tarascona, ma neppure le Cid, e abbiamo l'impressione che, volendolo avversare nel modo sbagliato, gli si stia creando un bel piedistallo....
C'é un altro dato, ben più drammatico.
Il Presidente della Repubblica, che in Francia ha grandi poteri, e il Capo del Governo, espressioni dei due schieramenti contrapposti, dei moderati e delle sinistre, sommando i consensi ottenuti si trovano ad avere con loro poco di più di un terzo dei francesi, di quelli che hanno espresso validamente il loro voto.
Evidentemente c'é qualcosa che non va, anzi tanto che non va, perché in un certo senso questi dati numerici sono una delegittimazione della classe dirigente che mette in crisi la rappresentatività delle Istituzioni.
Non é giusto azzardare ipotesi. Non sono riusciti a capire la situazione quelli sul posto, figurarsi chi é in un altro Paese e non ha quindi sufficienti dati di valutazione.
Interessa trarre indicazioni utili. Possono infatti essere diversissime le situazioni, totalmente differenti i dati del problema, ma resta comunque un unico comun denominatore: quello politico.
Se vi é, per qualsiasi ragione, in qualsiasi modo, un deficit di politica i nodi sono destinati a venire al pettine.
Non tutti in Italia hanno presente questo assunto.
Alberto Frizziero

GdS 28 IV 02


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