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Costo del petrolio alle stelle. Anche questo previsto dal nostro giornale
 di Amarilli

                              E non si vede la fine del tunnel

Nella serie di articoli che abbiamo dedicato all’Irak prima della guerra si può ritrovare, per chi andasse a rileggerseli dato che sono conservati in rete, rintracciabili negli indici, descritta molto anzitempo la situazione quale è venuta evolvendosi, o involgendosi, sino ai giorni nostri.
Si può notare l’esattezza delle previsioni, salvo una.
Nel disegnare lo scenario bellico e post-bellico avevamo infatti scritto che il prezzo del petrolio sarebbe schizzato all’insù, cosa che non era successa. Va tuttavia osservato che mentre per il resto ci eravamo rifatti ai dati, per quanto riguardava le previsioni sul costo della bolletta petrolifera ci eravamo ovviamente rifatti alle valutazioni di tutti gli economisti – per uno dei quali un barile sarebbe arrivato persino agli 80 dollari! - .
Cosa imprevista e imprevedibile: anche quella previsione, che si riteneva sbagliata, si sta avverando a distanza di tempo.
In poche settimane il petrolio ha visto raddoppiato il suo prezzo che non dipende, come si vuol far credere, da un po’ di petrolio irakeno in meno per via degli attentati agli oleodotti, o dal voto venezuelano pro o contro Chavez, o dalle vicissitudini del gigante petrolifero russo.
La prova é che il mercato non tiene neppure conto di quella che una volta era la chiave di volta della determinazione del prezzo del barile di petrolio, vale a dire la decisione di turno dell'OPEC se aumentare o ridurre la produzione complessiva.
Il vero problema é che ormai domina l'incertezza abbinata all'insicurezza, il terreno ideale per le scorribande speculative, e non solo.
Il generale Frank dopo aver guidato la campagna irakena, e quindi con l'esperienza sul campo, ha dichiarato che gli americani dovranno stare in Irak altri 5 anni. Ha salvato Bush prendendosela con "i burocrati di Washington", indubbiamente Rumsfeld in testa.
Si tocca con mano quanto tragica sia stata la superficialità, dimenticando che i conti non si fanno senza l'oste.
Bin Laden gode. A nostre spese. E non si vede la fine del tunnel.
Amarilli

GdS 20 VIII 2004 - www.gazzettadisondrio.it
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