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PROGETTO "DAI VITA ALLA VITA". IL DONO DEL CORDONE OMBELICALE. SONDRIO ALL'AVANGUARDIA
di Franco Dolci (x)


Progetto “Dai vita alla vita”
Il prelievo del sangue dal cordone ombelicale
Dipartimento Materno-Infantile e Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematoligia dell’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Sondrio e Sezione di Sondrio dell’Associazione Italiana per la lotta alla Leucemia


“Dai vita alla vita”: questo è lo slogan scelto nel 2000 dalla Sezione di Sondrio dell’Associazione Italiana per la lotta alla Leucemia, per promuovere la campagna di donazione del sangue del cordone ombelicale.
Il sangue contenuto nella porzione di cordone ombelicale attaccato alla placenta, che viene eliminato dopo il parto, è ricco di cellule staminali, le progenitrici di tutte la altre cellule. In particolare, esse sono in grado di differenziarsi nelle cellule del sangue quali i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, che costituiscono la parte cellulata del sangue circolante. Grazie a questa loro prerogativa sono utilizzate con successo in molteplici malattie tumorali, ematologiche, immunologiche e dismetaboliche dell’infanzia.
Riuscire a costituire una grande banca di donatori incrementa la possibilità di ritrovare un campione di sangue midollare compatibile con il malato e quindi di fornirgli possibilità di cura e di vita. Per esempio, per molti bambini affetti da leucemia, il trapianto di midollo osseo può essere l’unica possibilità terapeutica idonea a permettere la loro sopravvivenza, e questo può essere fornito solo da un donatore compatibile geneticamente; ma nucleo familiare del bimbo malato vi è solo il 20% di probabilità di ritrovarlo.
Lo slogan sottolinea proprio questo: un bimbo che nasce può dare una possibilità di vita ad un bambino malato. Un gesto semplice e indolore può ridare speranza a tanti bambini e ai loro genitori.

Modalità di prelievo
Alla nascita il cordone ombelicale viene reciso e il neonato è quindi fisicamente distaccato dalla madre. Una porzione del cordone rimane attaccato al suo addome, mentre l’altra resta connessa con la placenta e l’utero materno. Da questa porzione, ormai inutile al neonato, viene prelevato il sangue funicolare (sia dopo un parto naturale che dopo un taglio cesareo).
Se la quantità di sangue prelevato raggiunge una soglia minima (e quindi garantisce un adeguato numero di cellule staminali), si procede all’invio della sacca di sangue alla banca del sangue funicolare.

Certificazione del centro e idoneità del donatore
Tutte queste procedure devono rispondere a rigorosi criteri di selezione dei donatori e di modalità di prelievo e conservazione del sangue. Non bisogna dimenticare che esso è destinato a bimbi con poche o nulle difese immunitarie e quindi che la presenza di un agente infettante, banale per una persona sana, può risultare drammatico per un immunodepresso.
Per ottenere la “certificazione”, cioè l’attestato di idoneità ad eseguire in modo ineccepibile il prelievo, la conservazione ed il trasporto del sangue alla Banca del Sangue del Cordone Ombelicale di Milano sono stati addestrati specificatamente medici ed ostetriche della Divisione di Ostetricia e Ginecologia e vengono compiute periodiche e rigorose verifiche (tabella 1)

tabella 1
  Addestramento di un medico e di una ostetrica al prelievo del sangue funicolare presso l'Ospedale Buzzi di Milano.
   Addestramento delle ostetriche dell'Ospedale di Sondrio.
   Certificazione.
   Controlli ispettivi periodici.

È fondamentale anche la selezione delle donne idonee a donare il sangue funicolare. Non devono risultare rischi di trasmissione di malattie infettive o genetiche, comportamenti a rischio di contrarre infezioni, né devono manifestarsi, nel corso della gravidanza, situazioni a rischio di infezione (rottura prolungata del sacco amniotico, travaglio di parto eccessivamente lungo, presenza di infezioni vaginali ecc.) Inoltre il sangue deve pervenire alla banca di Milano entro 30 ore dal parto, e quindi nei giorni festivi, a banca chiusa, il prelievo non è possibile. Questa è la ragione per la quale, a fronte della quasi totalità di disponibilità di donne gravide a donare il sangue funicolare, solo una frazione è poi idonea a donarlo. (tabelle 2 e 3)

tabella 2
PRELIEVO DA FUNICOLO (14 marzo - 31 dicembre 2001)
Parti              703    
Informate      633      90%
Adesioni        612      87%
Prelievi          106      15%
Idonei             26       3,7%
UU. congelate  25        3,5%


tabella 3 (Dati ridotti dal giornale a tabella da grafico)
PRELIEVO DA FUNICOLO - Motivi di esclusione (%)
Second. - Rapido 4. L.A. tinto - 3.  Ost. non abil. 4. Prom. >12 h 7.
SBE posit. 19.  Funicolo non id. 26. Giorno festivo 27. Altro 9.

Altro fattore importante nella procedura è il corretto trasporto da Sondrio a Milano delle sacche di sangue, in ambiente costantemente refrigerato a temperatura costante. A ciò ha provveduto la Sezione di Sondrio dell’A.I.L., mettendo a disposizione quattro frigoriferi da trasporto con un registratore delle temperature istantanee, in modo da evitare che oscillazioni di temperatura, capaci di rendere inidoneo il sangue prelevato, non vengano rilevate. Il trasporto è invece garantito, con uno sforzo economico non trascurabile, dall’Azienda Sanitaria.

Risultati
Benché l’inizio della raccolta di sangue sia iniziata nel mese di marzo 2001, il consuntivo dell’anno intero ci vede già ben collocati tra gli ospedali che afferiscono alla Banca del Sangue Funicolare di Milano. Con 106 prelievi e 25 unità disponibili Sondrio si colloca al 4° e 6° posto, ben al di sopra di importanti centri con elevato numero di parti (tabelle 4, 5).

tabella 4
(In ordine: UU raccolte, UU disponibili, percentuale)
Buzzi Milano  194  69  36
Ospedale Piacenza  165  57  35
Poliambulanza Brescia 176  46  26
Magenta  81  39  48
Desenzano  73  29  40
SONDRIO  106  25  24
Cavalese (Trento)  68  19  28
S. Anna Como  45  18  40
Valduce Como  54  18  33
S. Camillo Trento  30  11  37
Lecco  28  9  32
Sacco Milano  44 8  18
Riva del garda (Trento)  11  7  64
Cles (Trento)  26  5  19
Borgo Valsugana (Trento)  8  4  50
Ancelle Carità Cremona  5  3  60
S. Chiara di Trento  12  3  25
Cernusco sul Naviglio (Milano)  20  3  15
Manerbio (Brescia)  13  3  23
Codogno (Lodi)  11  2  18
Rovereto (Trento)  16  2  13
M. Melloni Milano  6  1  17
Ospedale Cremona  8  0  0
Oglio Po (Cremona)  9  0  0
Castel S. Giovanni (Piacenza)  2  0  0


(Non riportiamo le figure successive, 5 e 6, allegate all'articolo. Si tratta di istogrammi che traducono visivamente i dati dianzi riportati - NdR)

Generosità e impegno
È una ulteriore dimostrazione della generosità delle donne della Valtellina, ma anche dell’impegno di medici, ostetriche e volontari dell’AIL che hanno risposto con entusiasmo ed efficienza ad una proposta stimolante.
Esistono margini di miglioramento nell’incrementare le quote di campioni idonei ad essere conservati, soprattutto aumentando la quantità di sangue che si riesce a prelevare anche da funicoli piccoli; è il nostro obiettivo per il prossimo anno, ma, se ne sarete interessati, anche di questo vi daremo informazione.
Dr Franco Dolci
Email: franco.dolci@libero.it

(x) Franco DOLCI, nato a Chiavenna (SO), il 22.10.1946, residente a Sondrio in Via Lusardi 43
Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma diploma di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia e in Urologia presso l'Università degli Studi di Milano.
Dal gennaio 1990 ad oggi a Sondrio Primario della divisione di Ostetricia e Ginecologia.
Autore di 28 pubblicazioni a stampa, prevalentemente su temi di urologia ginecologica e di endoscopia ginecologica, relatore a congressi nazionali ed internazionali prevalentemente su temi di endoscopia ginecologica (laparoscopia ed isteroscopia), in particolare sull’utilizzazione della tecnica laser in endoscopia.


GdS 18 VI 03

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