Sarà che la Regione Trentina è autonoma, saranno i buoni collegamenti che mantengono con i musei internazionali, ma di certo il Mart di Rovereto, grazie anche all'equipe che lo dirige e all'ottimo ufficio stampa disponibile ad ogni richiesta, allestisce frequentemente Mostre originali e bellissime. Stavolta hanno scelto "Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell'Ottocento" aperta al pubblico dal 6 febbraio al 23 maggio 2010. La novità consiste nel presentare Il teatro e la scena come chiavi di un'inedita lettura per raccontare il cammino della pittura verso la modernità. Tale progetto espositivo è realizzato per il sostegno speciale del Musée d'Orsay di Parigi, frutto ancora una volta della collaborazione tra il Mart e due importanti istituzioni internazionali, il Musée Cantini di Marsiglia e l'Art Gallery of Ontario di Toronto. La mostra, che è un continuo dialogo tra teatro e pittura, conduce il visitatore dalla fine del Settecento alle soglie del Ventesimo secolo. Con questo progetto il Mart completa e approfondisce i temi che furono al centro dell'esposizione La Danza delle Avanguardie (dicembre 2005- maggio 2006), che percorreva tutto il '900 in ambiti contigui, il teatro di danza e la pittura, e che ha avuto un notevolissimo riscontro di critica e di pubblico. La nuova esposizione è un'occasione davvero unica per poter ammirare, per la prima volta in Italia, alcuni dei capolavori dipinti dai migliori pittori europei dell'Ottocento, da Jacques-Louis David a Eugène Delacroix, da Jean-Auguste-Dominique Ingres a Edgar Degas, per citarne solo alcuni, tutti affascinati dalla magia del teatro, che hanno riportato nelle loro tele molte suggestioni ispirate sia ai temi letterari delle più rappresentate tragedie o dei più magnificati melodrammi del tempo, sia derivate dalla gestualità, dalle ambientazioni scenografiche e soprattutto dalla prospettiva illusionistica di quel mondo. Le opere, messe tra loro a confronto, sono la chiara evidenza di come lo stretto rapporto tra pittura e teatro abbia avuto tra i suoi esiti più significativi quella "smaterializzazione della visione", che diventerà l'elemento predominante e radicale dell'arte scenica ma anche e soprattutto pittorica del XX secolo. In mostra circa duecento opere tra dipinti, disegni, modelli di scenografie, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, tra cui citiamo il Musée du Louvre, il Musée d'Orsay, la Kunsthaus di Zurigo, il British Museum e il Victoria and Albert di Londra, il Metropolitan Museum di New York.
L'ESPOSIZIONE L'Ottocento è stato caratterizzato da una intensa passione per il teatro, e anzi "per oltre un secolo e mezzo l'arte europea - scrive Guy Cogeval nel suo saggio nel catalogo Skira - è stata soggiogata dal demone della scena. [Si può] evidenziare una dimensione teatrale della lunga marcia verso la modernità, che si concentra soprattutto sulla scena del dipinto, sulla prospettiva illusionista sulla base della quale si articolano i personaggi e la scenografia." In questa prospettiva si può a ragione affermare - e l'esposizione lo dimostra - che il teatro ha influenzato tutta la storia della pittura moderna, dal Neoclassicismo all'Impressionismo, fino alle prime sperimentazioni delle avanguardie artistiche del '900. Quello tra teatro e pittura è stato un rapporto complesso e soprattutto reciprocamente fecondo: pittori come Jacques-Louis David o Delacroix hanno adottato nelle loro opere i gesti, i costumi, le prospettive sceniche, ma parallelamente hanno influenzato la modalità di fare teatro del loro tempo. "Dalla scena al dipinto" racconta questo complesso intreccio. Quindi nella Mostra si potranno ammirare opere di artisti del Neoclassicismo, del Romanticismo, del realismo e del Simbolismo.
Il percorso: - il Neoclassicismo Il percorso cronologico inizia da alcuni capolavori di Jacques-Louis David e Anne-Louis Girodet, opere dipinte in un momento in cui, nella Francia del secolo dei Lumi e della Rivoluzione, al teatro e alla pittura è affidato un nuovo ruolo educativo, che supera la pura narrazione del fatto storico. Per molti protagonisti della pittura neoclassica il rapporto con il teatro è andato ben oltre l'ispirazione. L'attore Talma, il maggior talento scenico del suo tempo, nel realizzare i propri costumi di scena s'ispirava alle creazioni di David, che a sua volta erano riprese da modelli dell'antica Roma. In opere come il Giuramento degli Orazi, (1786) il linguaggio "frontale", fortemente "scenico" di David, suggerisce esplicitamente modelli di virtù morale come esempio per la nuova Repubblica. - Il Romanticismo Se Jacques-Louis David e gli artisti della sua epoca evocano i gloriosi eventi del passato, i romantici rappresentano le passioni più private: le opere di Paul Delaroche e Jean-Auguste-Dominique Ingres, sono dei drammi "messi in scena" sulla tela. A partire dal XVIII secolo gli scritti di William Shakespeare stimolano l'immaginazione di numerosi artisti. Un importante nucleo di opere, qui riunite per la prima volta, illustrano straordinarie letture dei drammi shakespeariani dipinte da artisti quali Füssli, Delacroix, Chassérieau e Sargent. L' "innamoramento" per il grande drammaturgo inglese farà parte della sensibilità romantica, già accennata nell'opera di Johann Heinrich Füssli, il maggior interprete dell'opera di Shakespeare in pittura. É stato, infatti, il suo genio artistico a cogliere e rendere visibile il lato "oscuro" di tragedie come Macbeth e Amleto. Da questo punto di vista l'influenza di Füssli sulla pittura successiva è stata enorme, e la mostra lo evidenzia con il monumentale dipinto Lear caccia Cordelia (c. 1784-1790), che lascia per la prima volta la sede dell'Art Gallery of Ontario di Toronto. Il pittore svizzero, con la sua interpretazione visionaria dei drammi di Shakespeare, ha anticipato non soltanto il romanticismo "noir", ma anche il simbolismo e per certi aspetti anche l'espressionismo tedesco dei primi anni del '900. Verso la fine del XIX secolo l'entusiasmo per l'opera di Shakespeare si attenua e anche la pittura storica di impronta accademica vive la sua ultima stagione, trovando però ancora espressioni di alto livello come nell'opera Paolo e Francesca (1870) di Alexandre Cabanel, in cui gli amanti sono raffigurati morti, espediente che rende inattuali quelle riflessioni morali e filosofiche che il soggetto aveva nel passato messo in campo. Ancora più radicale è un'altra tela sempre dedicata a Paolo e Francesca, dipinta da Gaetano Previati nel 1887, che trasforma la morte dei due personaggi danteschi "in uno squallido fatto di cronaca"(Guy Cogeval). In Italia, l'opera di Francesco Hayez, largamente rappresentata in mostra, costituisce uno degli esempi più interessanti della relazione tra arte e teatro in età romantica: oltre ad aver collaborato agli allestimenti scenici del Teatro della Scala, Hayez riprende nei suoi dipinti modi e temi del grande melodramma italiano, in particolare delle opere di Giuseppe Verdi. -Degas e il realismo Il percorso della mostra procede con la rivoluzione "realista" di Honoré Daumier e Edgar Degas, per i quali la scena teatrale perde il suo ruolo predominante all'interno della rappresentazione pittorica, in favore di una complessità narrativa che si avvale di altri protagonisti. Degas non esita a far entrare nei suoi dipinti l'orchestra e gli spettatori, riducendo così lo spettacolo ad un semplice pretesto decorativo. Con Degas, infatti, il confine della tela ignora completamente il confine della scena e il gesto pittorico si esprime liberamente rifiutando la gerarchia dello spazio. Il teatro esiste ancora come soggetto d'ispirazione, ma il suo passaggio da elemento centrale a dettaglio segna una vera e propria rivoluzione del linguaggio pittorico: Degas diventa così uno degli artisti chiave della mostra. In opere come L'orchestra dell'Opéra (circa 1870), alla drammaturgia si sostituisce la coreografia. "In qualche misura - scrive Guy Cogeval - è tracciata una linea che collega il particolare impressionismo di Degas, fatto di casualità e di istantaneità, alla rivoluzione dei Ballets Russes intorno al 1910, che metterà la danza al centro della creatività d'avanguardia." -Il Simbolismo L'ultimo tratto della mostra ci accompagna all'alba del '900, quando il rapporto con la sperimentazione teatrale d'avanguardia conduce gli artisti alle soglie dell'astrazione. E' una rivoluzione anticipata già alla metà dell'Ottocento da un artista come Richard Wagner con il suo progetto di opera d'arte totale. Di soggetto wagneriano sono, ad esempio, le tele e le litografie di Henri Fantin-Latour ed Odilon Redon, chiaramente ispirate dal sogno di una fusione tra le arti. Nella pittura simbolista si mescolano mito e realtà: nell'opera L'attore Josef Lewinsky nel ruolo di Carlos in Clavigo, (1895), Gustav Klimt, rinnovando totalmente il genere del "ritratto", va oltre alla semplice rappresentazione della realtà, creando uno spazio magico in cui raffigurare il suo personaggio. La generazione degli artisti simbolisti ed in particolare i pittori Nabis, partecipano al teatro sperimentale del tempo: Édouard Vuillard, Maurice Denis abbandonano, infatti, gli aspetti più narrativi a favore di una maggiore sintesi della visione, ed è naturale per loro farsi coinvolgere nelle compagnie teatrali d'avanguardia impegnate in un'analoga evoluzione. É il caso ad esempio di Vuillard, che lavora con il Théâtre d'Art di Paul Fort, ed è tra i fondatori del Théâtre de l'Oeuvre di Lugné-Poe. L'arte dei Nabis fiorisce in un momento di forte trasformazione, che anticipa quelle collaborazioni strettissime tra pittori e scenografi testimoniate, come più sopra si è accennato, nella mostra "La Danza delle Avanguardie". Dalla "visione sintetica" di Vuillard - esemplare in questo senso è il dipinto Le donne in giardino (1891) - si arriva infine alle ricerche estreme degli scenografi Adolphe Appia ed Edward Gordon Craig, grandi innovatori del teatro, che rivoluzionano l'intreccio tra pittura, architettura e scenografia. Adolphe Appia, in particolare, immagina uno spazio scenico in cui l'attore è un tutt'uno con la "scenografia spirituale", che allude alla realtà attraverso fondali stilizzati. La conclusione della mostra è nella rivelazione di quell'estrema tensione verso l'astrazione, che sarà uno dei destini più innovativi e radicali della pittura europea del XX secolo.
Notizie tecniche Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell'Ottocento Da David a Delacroix, da Füssli a Degas MartRovereto, Dal 6 febbraio al 23 maggio 2010 A cura di Guy Cogeval e Beatrice Avanzi Direzione scientifica: Gabriella Belli, Marie-Paule Vial, Matthew Teitelbaum La mostra è co-prodotta dal Mart, dalla Direction des Musées de Marseille e da Art Gallery of Ontario, Toronto. La mostra è realizzata con il sostegno speciale del Musée d'Orsay di Parigi Catalogo Skira Editore, Milano Comunicazione, Responsabile Flavia Fossa Margutti Ufficio stampa: Luca Melchionna 0464.454127 cel 320 4303487 press@mart.trento.it - Clementina Rizzi 0464.454124 cel. 338 6512683 press@mart.trento.it Ufficio Stampa Skira Lucia Crespi Tel. 02 89415532- 02 89401645 fax 02 89410051 Cell. 338 8090545 lucia@luciacrespi.it Per le attività didattiche: Casse Rurali Trentine
MartRovereto Corso Bettini, 43 38068 Rovereto (TN). Informazioni e prenotazioni numero verde 800 397 760 tel. +39 0464 438 887 info@mart.trento.it www.mart.trento.it
Orari mar. - dom. 10.00 - 18.00 -- ven. 10.00 - 21.00 -- lunedì chiuso Biglietti intero: euro 10 - ridotto: euro 7 - gratuito fino a 18 anni e sopra i 65. scolaresche: euro 1 per studente biglietto famiglia (valido per tutti i componenti di un nucleo famigliare): euro 20, gratuito per gli Amici del Museo
PROGRAMMA 2010 E per coloro che vogliono rendersi conto di quante attività promuove il Mart, presentiamo il: PROGRAMMA MART 2010 MART ROVERETO Dal 6 febbraio al 23 maggio 2010 Dalla scena al dipinto La magia del teatro nella pittura dell'Ottocento Da David a Delacroix da Füssli a Degas A cura di Guy Cogeval e Beatrice Avanzi Direzione scientifica: Gabriella Belli, Matthew Teitelbaum, Marie-Paule Vial Dall'8 maggio al 22 agosto 2010 Linguaggi e Sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea A cura di Giorgio Verzotti Dal 5 giugno al 26 settembre 2010 Arte americana 1850-1960 Capolavori dalla Phillips Collection di Washington A cura di Susan Behrends Frank e Gabriella Belli Dal 5 giugno al 22 agosto 2010 Young in the Future Sara Landau A cura di Walter Guadagnini Dal 25 settembre al 23 gennaio 2011 Mario Botta. Architetture 1960-2010 Direzione scientifica di Gabriella Belli Progetto di Mario Botta Saggi in catalogo di Carlo Bertelli, Gabriele Cappellato, Alessandra Coppa, Benedetto Gravagnuolo, Giuliano Gresleri, Jacques Gubler, Roman Hollenstein, Nicola Navone, Diego Peverelli, Lionello Puppi, Anne-Marie Werner Dal 25 settembre al 23 gennaio 1011 Conceptual Art The Panza Collection Progetto di Giuseppe Panza di Biumo 3 ottobre 2010 Giornata del Contemporaneo. AMACI Dal 23 ottobre al 9 gennaio 2011 Young in the Future Dana Schutz Progetto in collaborazione con: Dublin, The Douglas Hyde Gallery, Trinity College A cura di Gabriella Belli e John Hutchinson Dal 23 ottobre al 2 gennaio 2011 The XXI Century. New Museum A cura di Suzanne Greub e Thierry Greub CASA D'ARTE FUTURISTA DEPERO Dal 30 gennaio al 18 aprile 2010 Tullio Crali Collezione Permanente A cura di Gabriella Belli e Nicoletta Boschiero Dall' 8 maggio al 17 ottobre 2010 Mendini alla Casa d'Arte Futurista Depero A cura di Gabriella Belli e Nicoletta Boschiero Da novembre al 30 gennaio 2011 Un inedito giovanile di Depero per il Touring Club Italiano A cura di Nicoletta Boschiero MART TRENTO Dal 4 dicembre al 24 aprile 2010 Eugenio Prati (1842-1907) tra Scapigliatura e Simbolismo A cura di Gabriella Belli, Alberto Pattini, Alessandra Tiddia Dal 19 giugno al 27 febbraio 2011 Passato e presente a confronto. Come cambia la sensibilità dell'artista? Un viaggio attraverso le mutazioni della rappresentazione e dei materiali dell'arte. A cura di Gabriella Belli e Alessandra Tiddia Dal 15 ottobre al 2 gennaio 2011 Benvenuto Disertori. L'eccellenza dell'incisione A cura di Alessandra Tiddia MART NEL MONDO Berlino Martin Gropius-Bau I linguaggi del Futurismo A cura di Gabriella Belli Fino al 10 gennaio Varese, Villa Panza Arte Povera: energia e metamorfosi dei materiali. Opere dalle collezioni del Mart A cura di Gabriella Belli e Anna Bernardini Dal 17 dicembre al 28 marzo 2010 Nuoro, MAN - Museo di Arte Contemporanea Capolavori del '900 italiano. Dall'avanguardia futurista al "ritorno all'ordine" A cura di Gabriella Belli e Cristiana Collu Da 5 marzo al 6 giugno 2010 Palermo, Palazzo Provinciale Sant'Elia Renato Guttuso. Dagli anni giovanili di "Corrente" alla maturità del Palazzo del Grillo Primavera 2010 Buenos Aires, Fondazione Proa, dal 23 marzo a metà luglio 2010 Rio de Janeiro, Museo de Arte Contemporanea, da metà agosto a metà ottobre 2010 Futurismo Italiano. L'eredità di Boccioni Poesia, letteratura, musica, scultura, teatro, fotografia, arti applicate, pittura A cura di Gabriella Belli Varese, Villa e Collezione Panza Parole e immagini del Futurismo. A cura di Anna Bernardini e Nicoletta Boschiero
Maria Enrico Elisa Marotta
www.gazzettadisondrio.it n. 3/2010, anno XIII° del 30 I 10 |