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Lettera aperta ai “giovani padani”
di Valerio Delle Grave

 Riceviamo e pubblichiamo:

Carissimi giovani,
La stampa locale ha riportato notizia della apertura di un centro culturale islamico a Sondrio, qualcuno sussurrava che fosse una moschea ma pare di no. La notizia fu subito ripresa da un esponente di primo piano della Lega Nord, il quale minacciava di voler dimettere i rappresentanti del suo partito dalla giunta comunale se il sindaco avesse rilasciato l’autorizzazione all’apertura.
Questo fatto, ovviamente, è balzato subito sulle prime pagine della stampa e dei media locali e, tra le informazioni dei pro e dei contro, è apparso anche un Vostro comunicato nel quale esprimete una tesi a sostegno della posizione assunta dai maggiorenti del vostro partito, sul problema in questione. Fin qui la cronaca.
Io però desidero entrare nel merito delle tesi che avete espresso perché mi sembrano degne di essere discusse seriamente in considerazione, anche, del fatto che Voi pretendete “una seria riflessione da parte di tutti, Amministrazioni Comunale e Provinciale comprese”.
Voi dite che siete preoccupati del fatto che sia in atto (da parte degli islamici) “una strategia a lungo raggio che mira a colonizzare prima Sondrio, poi la padania, infine tutta l’Europa”.
Sostenete che l’apertura di un centro culturale islamico è solo una finzione scenica perché in realtà vogliono (gli islamici) influenzare le politiche (quali politiche non lo specificate). Sollecitate la Valtellina a “prendere delle decisioni sul suo futuro, sapendo che le decisioni prese oggi avranno conseguenze sul domani” (a che proposito non lo dite). Infine, avete la pretesa di porre una specie di ultimatum alle Istituzioni, dichiarando: “si deve scegliere, o una società multietnica con l’estinzione della nostra gente, oppure una società dove i valori portanti siano quelli trasmessi con fatica dai nostri avi, tra cui quelli cristiani”.
Scritto da una associazione politica giovanile, il comunicato di cui sopra, lascia molto sbigottiti e, per certi versi, anche preoccupati. Sbigottiti per il conservatorismo che esprimete, preoccupati per le cose che dite in quanto appartenenti ad un partito politico, per giunta al governo del Paese oltre che locale.
Solitamente lo spirito giovanile è più improntato alla trasgressione, alla rottura con il passato, alla ricerca di nuovi traguardi, alla creatività culturale e artistica, alla sperimentazione di nuovi percorsi, alla costante e generosa offerta di volersi misurare con scelte inedite, eccetera.
Dal Vostro comunicato, viceversa, traspare conservazione, timore del nuovo, fiacchezza di idee e paura del futuro. In buona sostanza il Vostro proclama assomiglia più al grido di dolore di un branco di mercanti gottosi d’altri tempi, timorosi di perdere i loro averi e i loro privilegi, piuttosto che frutto della fantasia di baldi e speranzosi giovani che guardano al futuro .

Fa specie anche il Vostro riferimento ai valori cristiani trasmessovi dagli avi. Forse dipende dalle letture che avete fatto, diverse dalle mie, o dall’educazione religiosa che avete ricevuta, ma a me pare che il Vangelo (fonte inesauribile di tutti i valori cristiani) sia farcito di valori inneggianti alla fraternità con tutti, alla tolleranza, alla solidarietà, al rispetto dell’uomo, di qualsiasi uomo, in quanto fatto a immagine e somiglianza di Dio.
Gesù ha scacciato dal Tempio tutti quelli che lo volevano solo per sé e ne hanno fatto una spelonca di ladri e di trafficanti. Ha voluto (Gesù) che il Tempio fosse aperto a tutti, che fosse scevro dalla contaminazione degli affari, dove ognuno potesse liberamente pregare assieme agli altri, dove ognuno potesse esprimere e confrontare con i propri simili il proprio pensiero e le proprie idee.
Come tutti gli uomini di questo mondo, anche gli antenati (gli avi) valtellinesi, hanno lasciato buoni e cattivi esempi, buoni e cattivi ricordi e hanno praticato buoni e falsi valori.
Se siamo arrivati sino ad oggi, però, migliorando la nostra qualità della vita e partecipi del progresso che è alla base del nostro sviluppo civile, sociale ed economico, lo dobbiamo al fatto che siamo per lungo tempo vissuti in pace e armonia con tutti, assumendo il meglio e il buono degli esempi e dei valori che ci hanno tramandato gli avi. Loro, con i loro sacrifici immani, ci hanno insegnato, per esempio, che la guerra non risolve alcun conflitto, anzi prepara solo il successivo. Tanti nostri avi hanno pagato col sangue e con la vita il riscatto per essere uomini liberi in una nazione libera in un’Europa liberata dal moloc della tirannide, del pensiero unico e della discriminazione razziale.
Attenti, quindi, a non commettere l’errore di dimenticare, o peggio di travisare o male interpretare gli insegnamenti e i valori di coloro che vorremmo sempre ricordare e amare come esempi a cui riferirci per non smarrire la giusta via verso il bene comune.
Infine, consentitemi una considerazione sulla vostra militanza politica. Sono profondamente convinto della dignità e del ruolo essenziale della politica: in un mondo dove l’80% dell’umanità è escluso dal sistema, la politica non è un optional, è il luogo dove si prende la decisione se il povero può vivere o no; se al povero è riconosciuta o meno la dignità dovuta ad ogni uomo.
Immaginare il mondo in modo diverso e impegnarsi a trasformare la realtà esistente, partendo dal proprio quotidiano è una impresa alla portata di tutti, anche Vostra. Dovete però fare lo sforzo di abbandonare l’idea della “esclusione a priori” verso l’altro, perché domani per qualsiasi motivo anche nobile,“l’altro” potreste essere Voi.
Solo quando avrà ripreso le misure su un’antropologia più profonda e sarà fondata su una differente visione del mondo, la politica potrà riacquistare il suo ruolo insostituibile di costruzione della convivenza umana. L’alternativa è il caos.
Cari ragazzi, scusate la confidenza, il futuro è Vostro, tocca a Voi oggi rimuovere gli ostacoli che ancora ci sono per renderlo migliore. Ricordatevi solo che la pace, la solidarietà, la tolleranza e l’amore sono le condizioni irrinunciabili per una proficua convivenza civile e umana.
Valerio Delle Grave

GdS 10 II 03  www.gazzettadisondrio.it
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