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In orbita il microsatellite scientifico italiano Unisat-3 realizzato dagli studenti
di CS

                                   E adesso si pensa al quarto della serie

La notizia, riportatada "Libero-news" é di quelle che rihiedono un commento.
Già il fatto che l'Italia, a suo tempo all'avanguardia con il "Progetto San Marco" del Generale Broglio e con la piattaforma galleggiante di lancio al largo del Kenia, abbia mandato "su" quest'anno questo solo satellite é in un certo senso notizia, anche se non dimentichiamo la prestigiosa partecipazione ad altri programmi satellitari internazionali.
Poi colpisce il fatto che il microsatellite scientifico italiano Unisat-3 ora in orbita sia stato realizzato dagli studenti della Scuola di ingegneria spaziale e dai ricercatori della cattedra di Astrodinamica dell'Università La Sapienza
di Roma, responsabile del progetto il prof. Filippo Graziani ordinario di Astrodinamica e sistemi aerospaziali della Sapienza.
Lanciato, con altri sette satelliti, con un vettore russo Dnepr da Baikonur, in Kazakhstan, il satellire pesa 10 kg ed è stato posto in orbita eliosincrona insieme agli altri appartenenti ad Arabia Saudita, Francia e Stati Uniti, controllato a terra dalla stazione di San Pietro in Vincoli.
Unisat-3 è il terzo del programma,  progettato e realizzato a scopo essenzialmente didattico. A bordo vi sono tuttavia dei carichi utili tecnologici da testare: celle solari, un magnetometro per la misura del campo magnetico terrestre in orbita, un sistema progettato dal Gruppo di Astrodinamica della Sapienza (Gauss) per la gestione della potenza prodotta dai pannelli solari e diversi componenti elettronici trai quali lo stesso computer di bordo mai prima impiegato in applicazioni spaziali.
Unisat-3, spiega il prof. Graziani, è stato realizzato e lanciato a costi estremamente contenuti (150.000 Euro in tutto) e in tempi assai rapidi: il lancio è avvenuto a soli 18 mesi da quello di Unisat-2. La realizzazione a cura degli studenti della Scuola di ingegneria spaziale e dai ricercatori afferenti alla cattedra di Astrodinamica si è giovata della collaborazione di ditte dell'area romana quali la DMA di Aprilia, la Eurosolare di Nettuno e la Oerlikon Contraves.
Graziani pensa già a costruire e lanciare nel novembre del 2005 l'Unisat-4, finalizzato soprattutto alla previsione dei terremoti mediante misure del campo magnetico terrestre. E spera che questo lancio possa essere effettuato insieme a piccoli satelliti di altre università italiane in modo da costituire la prima costellazione di microsatelliti universitari.
Non male.
CS

GdS 30 VIII 2004 - www.gazzettadisondrio.it
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