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CINEMA: LA VERA STORIA DI JACK LO SQUARTATORE
di Mirko Spelta

Descritto come un film con ambizioni biografiche su uno dei più efferati criminali del secolo diciannovesimo, ma in realtà sospeso tra il romanzo descrittivo della pochezza dell’animo umano nei suoi risvolti più torbidi e il film “giallo” (nel quale peraltro Johnny Depp-Fred Abberline deve trovarsi a proprio agio visti i recenti precedenti de “il mistero di Sleepy Hollow”), la vera storia di Jack lo squartatore è un’opera di rispetto, con interpretazioni che non lasceranno magari il segno nella storia del cinema ma che valgono sicuramente il prezzo del biglietto.

La nota che più merita rilievo è indubbiamente, a mio parere, l’accento posto dai fratelli Albert e Allen Hughes sulla flebile natura umana che insieme all’amore e ai buoni sentimenti porta in sè aspetti inquietanti e meschini e che trascende i confini del bene e del male, toccando tanto il “maniaco” quanto l’uomo di legge: la vanità e l’orgoglio della massoneria, il dolore di quel quotidiano lottare che è la vita e con la vita, nascosto dentro l’oppio ed il laudano dell’ispettore Abberline; non ci sono eroi, non ci sono uomini duri, ma solo persone che fanno i conti, più o meno onesti, con la loro parte nera.

È sempre molto difficile recensire un film in costume, bisognerebbe essere vissuti all’epoca o almeno conoscere molto bene gli usi del tempo; ad ogni modo, la fotografia è un elemento significativo di quest’ultimo lavoro dei fratelli Hughes, le tonalità di rosso acceso e l’onnipresente grigio londinese non passano certo inosservati, un paio di sguardi della telecamera verso il cielo ci riportano subito alla serietà dell’opera.

Curiosa ed interessante l’interpretazione del piccolo gruppo di prostitute (nel quale spiccano Heather Graham e Katrin Cartlidge), cooprotagoniste della pellicola, madri, mogli meretrici e coraggiose come solo le grandi anime femminili sanno essere.

La vera storia di Jack lo squartatore – from Hell - non sarà certo indicato per chi ha lo stomaco debole, ma per tutti coloro che amano vagare nei meandri della mente umana sarebbe opportuno leggere, prima di entrare in sala o dopo esserne usciti, un illuminante libro dal titolo “il fascino del male” a firma prof. Ugo Fornari, di professione criminologo forense.
Mirko Spelta

4 1 2002


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