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"Sinceramente ipocriti"
di
Nello Colombo


“Sinceramente ipocriti”:questo l’insidioso ossimoro spiaccicato in faccia agli spettatori che sabato scorso al “Don Bosco” hanno potuto apprezzare tutta la freschezza ironica e l’ilare solarità di un Dino Buzzati in grande vena. Decisamente esilaranti i suoi due atti interpretati con garbo e grande professionalità dal gruppo storico sondriese “Gente assurda”.
Quasi maniacale la cura dei particolari, eppure estremamente semplice nel dosaggio degli effetti comici per non stravolgere il copione: è stato questo l’intento dell’attenta regia di Titti Tandoi che ha sottolineato le sfumature caratteriali dei vari personaggi caricandoli di luce propria.
Il primo atto per lei, lui, l’altro: l’eterno triangolo i cui lati non combaciano mai. Lei è Laide (una Marilena Marmo decisamente credibile), tenera libellula smaliziata e un po’ vanesia, che si destreggia acrobaticamente tra le schermaglie d’amore e gelosia dell’ingenuo fessacchiotto di turno, e le subdole richieste dello spiantato Fussi, che tanto fesso non è, anzi ci marcia che è una bellezza, rimestando a piene mani in un menage a trois in cui non vi è spazio per i sentimenti. In un climax arroventato da due opposte voci, tra “vacche” e “topolini”, la squallida amante, smascherata, si ritroverà alfine inchiodata alle sue responsabilità.
Nell’altro episodio ancora un uomo succube di una melensa virago che il maritino buono buono se lo pappa in salsa tartara in un sol boccone. Il visone è lo status symbol a cui anela. Costi quel che costi. Anche con basse insinuazioni che fanno leva sull’amor proprio di un impiegatuccio pacifico dal precario equilibrio psichico, quasi il pirandelliano Belluca di “Il treno ha fischiato”, trasformandolo in un lupo famelico in grado di ribellarsi alla tirannia di un ipocrita direttore che sa come rabbonire il suo ingenuo dipendente facendolo fesso e contento. Decisamente incredibile Bruno Fanchetti nei panni dello spiantato Fussi, in quelli di un diavoletto rosso eccentrico e infido, e in quelli dell’allampanato Gustavo Campanella alle prese con un commendator Stragioni (il bravo Gianluca Moiser) falsamente accorto benevolo e accorto. Dispettosa e irrispettosa al punto giusto Rosy Pozzoni, che tenta di mitigare l’aggressività maligna del suo molesto e cattivello partner in tuta rossa.
Nello Colombo

GdS 28 III 2003 - www.gazzettadisondrio.it
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