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Berlusconi: "politici ladri".
Polemiche furibonde ma nessuno ha capito perché l'ha fatto

di a.f.

Le dichiarazioni dell'on. Berlusconi ad Atene - La ratio e cui prodest - Nella logica del chiodo schiaccia chiodo occorreva un diversivo - Il triumvirato anglo-franco-tedesco - Gli altri: buon viso a cattivo gioco - Berlusconi isolato - Sono passati i tempi in cui... (1)  - Sono passati i tempi in cui... (2) - Il declino non é di oggi - E il P.S. su "Democristiani ladri"

Le dichiarazioni dell'on. Berlusconi ad Atene
Ad Atene per una riunione del Partito Popolare Europeo, a sorpresa l'on. Berlusconi se la prende con quei politici che, dice, non hanno mai fatto niente nella vita e che hanno casa in città, al mare e ai monti, e persino la barca». Dove hanno preso i soldi necessari? "Li hanno rubati agli italiani".
I Telegiornali non parlano d'altro, le reazioni sono ampie e vistose. Fassino alla Camera prende atto che in questa definizione ci sono in tanti fra cui il Vicepresidente del Consiglio Fini e il Presidente della Camera Casini che nella loro vita si sono appunto dedicati solo alla politica. Nella maggioranza reagisce duramente Follini, mentre gli altri cercano chi di cavarsela alla meno peggio e chi cercando di minimizzare la questione.
Risultato comunque é uno solo: il tema del giorno é questo. Se non ci fosse stato questo di cosa si sarebbe parlato? Vediamolo.

La ratio e cui prodest
A fronte di un evento inconsueto é buona abitudine, almeno per quanto ci riguarda, cercare di andare oltre le apparenze e vederne la ratio ponendoci la domanda sul "cui prodest", "a chi giova".
E' quello che abbiamo fatto dopo aver sentito direttamente in TV il Presidente del Consiglio, fra l'altro, cosa di non poco conto ai fini delle valutazioni, all'estero, ad Atene. Ebbene, per la ratio nessuna delle motivazioni supposte da parte degli osservatori politici e non stava e sta in piedi. A titolo di esempio chi ha pensato alle elezioni europee ed amministrative non ha tenuto e non tiene conto che il voto non é la settimana prossima ma fra quasi quattro mesi e pure lontana é la presentazione delle liste. Tanto meno il Decreto Gasparri sulle TV di fatto in porto. Cui prodest? A cosa avrebbero giovato dichiarazioni che rappresentavano benzina su un fuoco che semmai ha bisogno di estinguenti?
Risiedevano altrove motivazione e interesse di tali dichiarazioni fra l'altro, per chi l'ha seguite e analizzate direttamente e ripetutamente, per nulla improvvisate ma pensate, calcolate persino nei toni e nelle pause del discorso. Ma per cosa?
Dovevano fare colpo, come hanno fatto.

Nella logica del "chiodo schiaccia chiodo" occorreva un diversivo
C'é un sistema vecchio come il mondo quando c'é una seria difficoltà: secondo la logica del "chiodo scaccia chiodo" va creato un diversivo, naturalmente forte per calamitare l'attenzione altrimenti attratta, anche in parte, dalle citate difficoltà.
Se non ci fosse stata la dichiarazione dei "politici ladri" le prime pagine dei giornali sarebbero andate, ahimé, a nozze con la vera notizia del giorno, l'esclusione dell'Italia non solo dal vertice di Berlino ma anche dalle decisioni assunte, roba da "padroni del vapore" veri e propri. In sostanza una retrocessione dell'Italia in serie B, magari in compagnia di Spagna e Polonia, Olanda e Belgio, comunque fuori dal direttorio a tre.
Non solo, ma l'on. Berlusconi ha sicuramente valutato la portata dell'articolo di fondo non di uno dei tanti giornali bensì del quotidiano della Confindustria.

Il triumvirato anglo-franco-tedesco
Giovedì mattina infatti l'articolo di fondo del quotidiano della Confindustria e forse il più accreditato giornale italiano all'estero oltre che il più autorevole in Italia, "Il Sole - 24 Ore", é stato lapidariamente eloquente:
"Piaccia o non piaccia, a Berlino il triumvirato anglo-franco-tedesco si é ufficialmente auto-promosso governo della nuove Europa allargata".
Comincia così Adriana Cerretelli, precisando che, salvo improbabili autogol, la situazione é destinata a durare nel tempo.
Le citazioni nell'articolo sono significative:
- Schroder: "Quello che é positivo per i nostri Paesi é positivo per l'Europa";
- Blair: "Rappresentiamo metà della popolazione europea e molto di più della metà della sua ricchezza";
- Chirac: "Non capisco cosa ci si possa rimproverare".

E l'articolista così commenta: "Tre frasette, il requiescat in pace per l'Europa comunitaria. La fine di un'epoca". Aggiungiamo: e l'Italia in serie B.

Gli altri: buon viso a cattivo gioco
Il premier belga, Guy Verhofstadt, quello olandese, Jan Peter Balkenende, quello polacco Alexander Kwasniewski, nelle loro dichiarazioni dopo il vertice di Berlino hanno fatto di necessità virtù piegandosi alla logica della real-politik dimenticando l'irritazione precedente. Aggiungiamo che Aznar é fuori in quanto alle prossime elezioni spagnole non si presenterà ed é in pool-position per succedere a Prodi. Il quadro é completo, il disastro totale e non solo di Berlusconi ma purtroppo del nostro Paese.

Berlusconi isolato
Commento scontati del Presidente del Consiglio: «Un errore di chi ha organizzato il summit», e criticata la proposta del vertice di varare un nuovo Vicepresidente della Commissione europea con delega piena per l'economia, sulla quale non c'é affatto accordo (ma, ahimè, ci sarà). E così per l'altra dichiarazione che se «da incontri del genere, usciranno con proposte o decisioni per l’Europa a 25, la nostra risposta sarà no» (e anche qui, ahimè, gli altri Paesi si adegueranno. Perché seguire il Paese più debole, da solo, voltando le spalle a quelli forti, che sono insieme?

Sono passati i tempi in cui... (1)
Sono passati i tempi in cui l'Italia, si dica quel che si vuole, era in grado di dire autorevolmente la sua. Ricordiamo, per fare un solo esempio, il momento più acuto della crisi Occidente-Mondo arabo. Tutti i canali chiusi, Andreotti - allora Presidente del Consiglio e pur essendo Gianni De Michelis Ministro degli Esteri - se ne uscì in una dichiarazione che fece subito il giro del mondo perché significava riapertura dei colloqui. "Ho parlato stamane tre quarti d'ora con  Assad" - oltranzista leader siriano, ndr - e convenuto che si tratta di affrontare i problemi". E così l'Italia assumeva nei delicati rapporti con gli arabi il ruolo di capofila... Altri tempi.

Sono passati i tempi in cui... (2) -
Sono passati i tempi in cui l'allora Ministro degli Esteri Forlani, dopo alcuni giorni passati a sciare in Valmalenco, andava in Commissione Esteri a Montecitorio e, pur in un momento di tensione politica elevata specie tra DC e PCI, ne usciva con il voto unanime sulla linea che il nostro Paese, nel nostro generale interesse, avrebbe quindi dovuto portare avanti. Altri tempi.

Il declino non é di oggi
Il declino non é di oggi. Ricordiamo Ministro degli esteri Dini alcune cose, fra cui la scelta della Norvegia al posto nostro nel Consiglio di Sicurezza o la bocciatura dell'on. Bonino per l'Alto Commissariato ONU dei rifugiati.
Secondo le migliori tradizioni é facile dimenticare il detto "Historia magistra vitae". Ma anche un po' la letteratura, visto e considerato che abbiamo l'impressione di trovarci nella stessa situazione dei polli del Manzoni, intenti a bettegare tra di loro mentre incombe il girarrosto.
Ci riferiamo al rapporto Berlusconi-Prodi che a nostro avviso avrebbe dovuto vedere anteposto l'interesse dell'Italia ai problemi nazionali di bottega politica, utilizzando al meglio, come non é stato, la duplice Presidenza italiana.
Solo che il problema oggi é serio. Non si tratta delle sorti future dell'attuale premier o dei destini di Casa delle Libertà o di Ulivo, più o meno largo, ma delle sorti del Paese.
Almeno sulla politica estera sarebbe indispensabile litigare di meno e cercare di costruire di più, ciascuno rinunciando a qualcosa in nome e per conto dell'interesse del Paese che non ha colori politici.
Non che una maggiore coesione politica interna possa fare scomparire problemi e difficoltà, ma quantomeno eviterebbe di aggiungere a problemi e difficoltà naturali quelle e quelli artificiali.
a.f.

E il P.S. su "Democristiani ladri"
Quanto al merito delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio due note:
1) Metodo. Chi scrive ritiene che qualsiasi n. 1, dal Presidente della Repubblica, a quello del Consiglio fino via via al Sindaco o al Presidente di un'Associazione ha il dovere della funzione e quindi il dovere dello stile. E' pur vero che lo stile non lo si acquista o non lo si impara ma o lo si possiede o non lo si ha, ma quantomeno si dovrebbe fare il possibile per non uscire di strada, quali che siano le circostanze.
2) Contenuti ("ladri"). Ci siamo già pronunciati, con un articolo di 16 mesi fa che ha fatto il giro dell'Italia. Al Presidente del Consiglio lo faremo avere, anche in sue mani per essere certi che lo veda (ma potrebbe essergliene utile la lettura). Ad altri lettori consigliamo di andare all'indirizzo Internet sotto riportato a leggerselo, o, per chi non usa Internet, farselo stampare dall'amico che naviga.
"DEMOCRISTIANI LADRI... - E non solo ladri ma ladri interessati personalmente", una "confessione" del 18 ottobre 2002 diffusa in tutta Italia con interessanti riscontri e leggibile all'indirizzo:
 http://www.gazzettadisondrio.it/npco19.html


GdS 20 II 2004 - www.gazzettadisondrio.it
 

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