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10 6 10 LAGHI, GARDA COMPRESO, E FIUMI ALLA REGIONI, SALVO QUELLI INTERREGIONALI. FEDERALISIMO DEMANIALE AL VIA
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Il Po e il Tevere resteranno all Stato mentre il lago di Garda passerà alle Regioni. Con l'ok al primo decreto legislativo attuativo della legge 42/2009 è arrivato dalla commissione bicamerale presieduta da Enrico La Loggia il primo sì al cosidetto federalismo demaniale. La parola d'ordine ancora una volta è stata concertazione. E ancora una volta le opposizioni hanno visto molte delle loro richieste recepite nel testo poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Dal centro alla periferia potranno passare, secondo le stime della Corte conti, fabbricati per un valore di 1,9 miliardi di euro e terreni per un valore di 1,3 miliardi. Un patrimonio che oggi è praticamente improduttivo, visto che frutta allo stato solo 20 milioni di euro l'anno, ma che, una volta ceduto agli enti locali, potrà essere valorizzato e contribuire ad abbattere il debito pubblico. Il timing per il trasferimento del demanio è molto stretto. Entro 180 giorni saranno trasferiti alle regioni i beni del demanio marittimo e del demanio idrico. I laghi che si estendono sul territorio di più regioni potranno essere attribuiti ai governatori previa intesa tra gli enti interessati.
La questione era stata posta in modo particolare dal sottosegretario all'economia e presidente della provincia di Brescia Daniele Molgora che, al grido di «il lago di Garda ai gardesani», aveva chiesto l'eliminazione dal testo della norma che impediva il trasferimento dei laghi sovraregionali. I fiumi che scorrono sul territorio di più regioni resteranno invece allo stato. Le regioni dovranno trasferire alle province una quota dei proventi dei canoni ricavati dall'utilizzazione del demanio idrico trasferito.
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www.gazzettadisondrio.it n. 16/2010, anno XIII° del 10 VI 2010

 
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