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L’America, è sempre la “terra dell’abbondanza”?
di Maria & Elisa Marotta - Antonio De Falco

Addio all'America - Il film Land of Plenty - Il regista - Domande e risposte - Gli ultimi Film di Wim Wenders

Addio all'America
Con Land of Plenty (Premio Bresson dell’Ente dello Spettacolo e Fulchignoni alla 61.ma Mostra di Venezia), Wim Wenders, il regista “filo-americano” per eccellenza, copia Fahrenheit 9/11 di M. Moore e dice addio all'America. Dall'inizio degli anni Ottanta, da quando realizzò il suo primo film in Usa, il regista tedesco alterna opere in schietto spirito americano ('Paris Texas') ad altre profondamente europee, come 'Il cielo sopra Berlino'.
Con 'La terra dell'abbondanza' il regista tedesco affronta le paure e le ossessioni degli americani dopo l'11 settembre. Il film è bellissimo dal punto di vista fotografico (si vede la mano di un mestierante di cinema), anche molto “morale”, in un tempo che ha perduto l’orientamento, però piuttosto noioso per la ripetività di certe situazioni (sarà che siamo abituati agli spot).

Il film Land of Plenty
L'ex marine Paul è ossessionato dall'idea di proteggere la "Terra degli uomini liberi". È stato ferito in combattimento diciottenne e gli eventi dell'undici settembre hanno fatto ritornare vivi i fantasmi del suo passato. Lana, sua nipote, negli ultimi dieci anni ha vissuto in Africa e in Palestina. È un'idealista, trova che la sua fede cristiana sia in stridente opposizione con le idee dell'amministrazione Bush. Paul non ha amici e ha tagliato i ponti con la sua famiglia. La sua esistenza da recluso, da autoproclamato addetto alla sicurezza nazionale crolla quando Lana entra a farvi parte e fa brillare quel minimo di solidarietà umana che non è solo cristiana.
Anno: 2004
Nazione: Stati Uniti
Distribuzione: Mikado
Durata: 118'
Data uscita in Italia: 10 settembre 2004
Genere: drammatico
Regia: Wim Wenders
Sceneggiatura: Wim Wenders
Fotografia: Franz Lustig
Musiche: Thom & Nackt
Montaggio: Moritz Laube

Il regista
Ernst Wilhelm Wenders , è nato il 14 Agosto 1945, a Düsseldorf, Germania, alla fine della Seconda guerra mondiale, ma anche nel momento in cui la Germania distrutta si pone di fronte agli errori compiuti e alla ricostruzione. La sua formazione, invece, avviene alla fine degli anni Sessanta, in un clima politico in cui acquisisce la capacità di parlare un linguaggio molto vicino a quella generazione che, dopo le sconfitte del ’68, rifluirà nell’introspezione e nell’analisi dei rapporti interpersonali.
Due sono le fonti culturali di Wenders: da un lato, l’insegnamento trasmesso dai maestri della Nouvelle Vague; dall’altro il cinema e la società americana, che entrano nei suoi film con omaggi a registi quali Ford, Hitchcock, Ray, Sirk, Pechinpah, e attraverso simboli tipici della civiltà statunitense, come flipper, juke-box, lattine di Coca-Cola, la musica rock … Oggetti e citazioni che testimoniano la dipendenza della società tedesca da quella d’oltreoceano e le contraddizioni che essa determina: «Gli americani ci hanno colonizzato il subconscio» afferma uno dei protagonisti di Nel corso del tempo (1975). Wenders infatti appartiene a una generazione che, oppressa dalla memoria storica del nazismo, preferisce affidare la propria formazione a modelli stranieri. E questo genera conflitti interiori e contraddizioni sanabili, secondo il regista tedesco, solo con la ricerca di una propria identità, soggettiva e personale. É in questa direzione che muovono i suoi personaggi che, persa la capacità di identificarsi in un ruolo preciso e di percepire staticamente la realtà, sono costretti ad un continuo movimento, ad un continuo vagare. Si arriva così ad un’altra costante del cinema di Wenders: il viaggio, che rappresenta l’impossibilità del radicamento e diviene perciò simbolo di una perdita d’identità, dell'essere, sostituita però da un divenire capace di colmare la distanza tra l'io e il mondo e di offrire un’esperienza diretta della realtà.
É significativo che all’origine del “movimento” ci sia sempre una rottura, un distacco. In Estate in città (1970), il vagabondaggio urbano del protagonista inizia con la sua uscita dal carcere. Il girovagare dell’ex-portiere di Prima del calcio di rigore (1971), inizia dopo la sua espulsione dal campo di gioco. Il viaggio delle due donne in La lettera scarlatta (1972), inizia quando decidono di farla finita con la comunità puritana in cui sono emarginate. Stilisticamente,( anche per la ragione che proprio a Venezia vinse il leone d’oro per Lo stato delle cose) ricorre al bianco e nero, che secondo lui rende in maniera più rigorosa la forma e l’essenza delle cose, al di là dei colori della realtà. Tematicamente, invece, i primi film appaiono un cammino coerente verso un compromesso con il reale, le cose, le persone che, se non porta a un traguardo definitivo, conferma però, in ogni manifestazione, la sua necessità e il suo dover essere.
 
Domande e risposte
Esiste ancora il sogno americano? Gli Stati Uniti dell'amministrazione Bush sono ancora una terra dell'abbondanza?
George W. Bush ha trasformato gli Stati Uniti da una terra dell'abbondanza ad una terra della povertà economica, politica e culturale. Ha preso ai poveri per dare ai ricchi. Non mi sembra che agisca da buon cristiano, come lui si proclama in più occasioni.
- Come è cambiata la sua visione degli Stati Uniti dopo l'11 settembre?
Il mondo è mutato dopo l'11 settembre, ma l'America è quella che è diventata diversa di più. L'11 settembre ha segnato l'inizio di un nuovo periodo storico per gli Stati Uniti, ma questo non vuol dire che gli ideali di democrazia e libertà debbano variare. Ciò che è accaduto negli ultimi tre anni è che l'Amministrazione Bush ha stravolto le idee che erano alla base del Paese (democrazia, libertà…).
- Il titolo del suo film significa terra dell’abbondanza: abbondanza di che?
Quella materiale, ma è una ricchezza per pochi che nasconde un buco nero, un vuoto dove prospera invece la povertà, che non è un’invenzione: troppi non possono curarsi né studiare oggi negli States.
- Non è che ci vogliamo ripetere: il suo è un film contro l’America?
No. L’amo troppo fin dai tempi della mia passione per il rock e della cultura on the road... Nessun Paese ha difeso in questi anni la democrazia come l’America. Ma denuncio l’Amministrazione Bush che ha azzoppato la libertà e fa, dopo il crollo della Russia, una guerra impossibile contro il terrorismo, che non è un nemico, ma qualcosa di cui bisogna rimuovere le cause.
- Ce ne indichi qualcuna.
La differenza tra i troppo ricchi e i troppo poveri.
- Come si vive da americani oggi?
Invasi dalla continua propaganda, ma privi di vera informazione, se non nel labirinto di Internet. Gli americani si sentono persi, credono sempre di essere al centro del mondo invece sono emarginati da almeno un decennio: isolati, ciechi e incapaci dell’ironia che abbiamo invece in Europa, specie voi italiani (tié!).
- Il personaggio del suo film soffre di mania di persecuzione.
Ce ne sono molti di tipi così in America, li abbiamo visti con i nostri occhi. I veterani hanno visto decurtata la pensione, vivono malissimo eppure continuano a credere. La gente pensa alla terra promessa e la politica diventa una nuova miscela esplosiva di guerra santa e fondamentalismo.
- Quell’uomo da lei raccontato sembra uscito dal film di Michael Moore.
Fahrenheit 9/11 mi ha dato il background, è vero. Ma quello è un film polemico, un pamphlet, il mio è sulla tragedia di vivere con le conseguenze dell’11 settembre, evento che si può rappresentare solo tacendo su uno schermo nero.
- La ragazza della missione (Michelle Williams) è la solidarietà verso i poveri?
La cultura cattolica le dà modo di affrontare il mondo con l’arma dell’amore: pura, coraggiosa, paziente.
- Vincerà o no?
Credo che sia, anche nel film, l’arma finale: se il nemico è fanatico noi radicalizziamo la democrazia.
- L’ultima scena è a Ground Zero, oggi, e lascia un messaggio quasi di speranza: che mai più accada?
Non è un lieto fine, definisce solo la posizione morale entro cui si può agire. Dovevo girare lì, punto di non ritorno della storia, luogo emblematico.
- La protagonista del film, Lana, è una giovane volontaria che ha scelto di vivere in Paesi a rischio come la Palestina e l'Africa. Un personaggio che ricorda le due ragazze italiane rapite in Iraq. Cosa spinge, secondo lei, persone così a questa scelta?
Ho un profondo rispetto per le persone che fanno un passo così coraggioso. Ho rispetto per chi riesce a trasformare il proprio amore in azione e fa ancora più male quando queste persone diventano vittime. Ma questo non deve rimuovere le loro convinzioni. Non dobbiamo permettere al terrorismo di sconfiggere le nostre idee di democrazia e libertà. Anzi, con le idee e con l'amore dobbiamo opporci al fondamentalismo dei terroristi.
- In un momento in cui gli Stati Uniti sono criticati aspramente, lei ha realizzato un film che è anche e soprattutto un gesto di affetto verso di loro. Perché?
Volevo guardare l'America non come ad un nemico. Mi piace troppo per farlo. Sono veramente dispiaciuto per la situazione attuale che sta vivendo. Considero gli americani delle vittime di questo contesto. Come europeo mi rendo conto che c'è una mancanza di informazione pazzesca. Ho cercato di fare un film che fosse uno sguardo positivo sull'America. Sarebbe stato troppo facile fare un film per affossare gli Stati Uniti ma sarebbe stato contro le mie convinzioni. Si sa che io amo quel Paese.
- La musica è sempre un elemento importante dei suoi lavori. Qui, addirittura, una canzone dà il titolo al film. Come ha realizzato la colonna sonora per 'The land of plenty'?
Il titolo del film è una canzone di Leonard Cohen. Mentre giravo ascoltavo molta sua musica e facendo caso alle parole di questa canzone mi sono reso conto che riprendeva esattamente il contenuto del mio film. Sono molto grato a Leonard che mi ha permesso di usarla per il titolo.

Gli ultimi Film di Wim Wenders
LA TERRA DELL’ABBONDANZA
di Wim Wenders.
Con Michelle Williams, John Diehl, Richard Edson, Yuri Elvin, Burt Young, Bernard White
Drammatico, USA 2004

THE BLUES: L'ANIMA DI UN UOMO DVD | VHS | NOLEGGIO
di Wim Wenders.
Doc. musicale, Germania 2003

VIEL PASSIERT - DER BAP FILM
di Wim Wenders.
Con Harvey Keitel, Stellan Skarsgard, Moritz Bleibtreu
Documentario, Germania 2002

TEN MINUTES OLDER - THE TRUMPET
di Werner Herzog, Víctor Erice, Chen Kaige, Jim Jarmusch, Aki Kaurismäki, Spike Lee, Wim Wenders.
Con Kati Outinen, Markku Peltola, Chloe Sevigny
Episodi, USA 2002

THE MILLION DOLLAR HOTEL DVD | VHS | NOLEGGIO
di Wim Wenders.
Con Mel Gibson, Jimmy Smits, Milla Jovovich, Jeremy Davies
Drammatico, Germania, USA 2000

BUENA VISTA SOCIAL CLUB DVD | VHS | NOLEGGIO
di Wim Wenders.
Con Ry Cooder, Ibrahim Ferrer, Company Segundo, Omara Portuondo, Eliades Ochoa, Ibrahim Ferrer, Orlando Lopez, Ruben Gonzales
Doc. musicale, Germania 1998

Filmografia completa da regista Attore ARISHA
di Wim Wenders.
Con Rudiger Vogler, Wim Wenders, Anna Vronskaya, Gong Hung Truong
Commedia, Germania 1993

NAPOLI-BERLINO: UN TAXI NELLA NOTTE
di Mika Kaurismäki.
Con Nino Manfredi, Eddie Constantine, Samuel Fuller, Wim Wenders, Roberta Manfredi, Jim Jarmusch, Kari Vaananen
Commedia, Germania 1990

APPUNTI DI VIAGGIO SU MODA E CITTÀ DVD
di Wim Wenders.
Con Yohji Yamamoto, Wim Wenders
Documentario, Giappone, Germania, Francia 1989

NICK'S MOVIE - LAMPI SULL'ACQUA VHS
di Wim Wenders, Nicholas Ray.
Con Nicholas Ray, Wim Wenders, Susan Ray
Drammatico, USA, Germania 1980
Maria & Elisa Marotta - Antonio De Falco

GdS 10 X 2004 - www.gazzettadisondrio.it
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