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Posso?
dibattito sugli omosessuali

di Maria De Falco Marotta

    

Negli ultimi tempi il dibattito sui diritti degli omosessuali si è acceso come una lampada di 1000 Watts.
L’incendio, se così si può chiamare, è stato innestato da alcuni fatti di cui si hanno sottomano le cronache (i quotidiani di ottobre 2004 ed altri Media).
Li elenco per evitare altri “fuochi” (su di me stavolta, come spesso mi è capitato per cercare di far emergere un briciolo di equità in temi spinosi).
1) Le frasi “cattoliche” di Rocco Buttiglione che dice che l’omosessualità è un peccato, attirandosi le ire dei laici benpensanti che gli mettono il veto ad essere nominato commissario europeo per “Giustizia, libertà civili e sicurezza” (che imprevidente: un “giudice” non deve mai esprimere pubblicamente il suo pensiero. Ma si sa: Rocco Buttiglione è piuttosto originale e molto pieno di sé, essendo appoggiato da alcune lobbies cattoliche. Ci sono, eccome!);
2) la levata di scudi contro Kerry, democratico americano che cerca di “acchiappare” la Casa Bianca con qualsiasi trucchetto politico, compreso il citare la figlia di D. Cheney apertamente lesbica (e non capisco perché se la sono presa se dicono che è un loro diritto essere o non essere omosessuali).
3) Il film di Pedro Almodovar, “La mala Educacion” che come negli altri suoi lavori, sebbene con mano più “pesante” tratti della sua ormai risaputa tendenza.
“La spazzatura è in rialzo”, dice al prete Juan, travestito da donna, anzi da travestito (nel film di Pedro Almodovar in La mala Education). Questa frase, meglio di qualsiasi altra, riassume il film e la società in cui viviamo, che ormai non si scandalizza nemmeno più, perché abbiamo cambiato il nome alle cose per renderle accettabili: abbiamo chiamato l’omicidio eutanasia, l’aborto di un bambino interruzione di gravidanza, e “allegri” gli omosessuali disperati che, coraggiosamente, Almodóvar ci mostra. Anzi, con ampia onestà ci spiega che il peccato esiste e ha come prezzo la morte. E non è solo l’omosessualità il peccato, ma qualsiasi desiderio sfrenato e perseguito senza limiti, come la voglia di successo in ogni campo.
In un certo senso, il cinema è espressione della società, e questo film ha ben rappresentato un certo tipo di establishment – gli episodi di questi giorni relativi a Buttiglione sono significativi in proposito.
C’è, nel film, la dimensione storica di quello che è oggi la nostra società che da un punto di vista esistenziale si è trasformata in qualcosa senza significato. Le cose vanno molto male, e i “grandi” dovrebbero vedere questo film, per farsi un’idea di com’è fatto il mondo, e soprattutto di cos’è fatto il disfacimento del soggetto che non ha più un orientamento etico( guai ad indicarglielo).
Si dice che il film di Almodóvar rappresenti l’occidente, che ha completamente apostatato la fede, che non sa più neanche dare il nome alle cose più semplici. In altre parole, se l’occidente vuole sopravvivere, o cambia strada e si converte, o è già morto (ed è quello che sperano non solo gli integralisti islamici).
Ecco, allora, le grida: però c’è la libertà della nostra cultura di raccontare ogni tipo di realtà, ed essa è più importante di ogni ipocrisia!( e va’bbè!).
Allora, come si spiega che la pur libera consorte di Cheney, Vicepresidente degli States, Lynn Cheney, ha gridato «Shame», ovvero vergogna (il titolo di prima pagina del New York Post del 17 ottobre 2004), sentendosi offesa che John Kerry ha tirato in ballo, sempre a proposito delle richieste omosessuali di vedere legalizzato il loro matrimonio, sua figlia Mary Cheney, attiva nell'organizzazione della campagna elettorale del padre e apertamente gay., definendolo «Uno squallido e misero espediente politico»? Nell'ultimo faccia a faccia con George Bush, alla domanda, cui Bush aveva detto di non saper rispondere con sicurezza, se l'omosessualità sia o meno una scelta, il senatore del Massachusetts aveva replicato: «Credo che se chiedeste alla figlia di Dick Cheney, che è lesbica, vi direbbe che lei è quella che è; è come è nata». Elizabeth Edwards, ha poi accusato la signora Cheney di aver reagito in modo esagerato. Una reazione, secondo la moglie del candidato alla vice- presidenza, «che indica una certo imbarazzo rispetto alle preferenze sessuali di sua figlia» (sui quotidiani europei ed angloamericani del 18 ottobre in poi, 2004).

Tentiamo di ragionare.
L’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea, riceve l’ennesima reprimenda su alcuni principi che in Europa sono fortemente radicati, come quelli dell’uguaglianza dei cittadini omosessuali e il loro diritto a non essere discriminati.
Questi principi sono apertamente riconosciuti da molti Stati membri e hanno fatto breccia anche in un Paese tradizionalmente conservatore come la Gran Bretagna e in un Paese fortemente cattolico come la Spagna, che si apprestano a varare leggi che riconoscono piena uguaglianza giuridica alle unioni tra persone dello stesso sesso, senza contare che in quasi tutti gli altri Paesi dell’Unione, compresi gli ultimi entrati, sono in vigore leggi anti- discriminatorie nei confronti dei cittadini omosessuali.
Respingendo la nomina di Buttiglione a Commissario, è stato ribadito che la politica che da anni l’Unione Europea porta avanti, e che il parlamentare, le cui convinzioni in materia di omosessualità sono state ampiamente riportate dai giornali, non avrebbe di certo rappresentato. In ogni caso (ma mi pare che lo stesso onorevole, membro della Commissione ristretta per l’approvazione del preambolo della Costituzione europea, dove sono stati cancellati i riferimenti alle “radici cristiane”, in quella occasione non ha emesso verbo).
L’Europa, tout court, afferma i principi di libertà e di rispetto per i diritti di ogni individuo che non solo sono scritti a chiare lettere dalla Carta Europea, respingendo ogni forma di discriminazione tra i cittadini (compresi quelli omosessuali), ma sono ormai parte integrante dello sviluppo sociale e culturale del nostro continente.
Ma questo “rispetto” vale anche per quanto professa la Chiesa cattolica?
Nello scorrere velocemente i quotidiani del 19 ottobre 2004, la Chiesa cattolica, soprattutto la gerarchia (figuriamoci a quanti importa la questione omosessuale ai nostri liberissimi connazionali che vedono e sorridono di fronte ad ogni nefandezza che passa la TV, compreso il sesso fatto in prime time dal Grande Fratello, quando i piccoli sono ancora ben svegli. E il Presidente Berlusconi così amante della famiglia, della sua moralità….che dice???), ha tentato di protestare, per il “bavaglio” che le viene posto.
La cosa strana è che nessuna voce si è appellata alla Sacra Scrittura.
Forse che ai nostri giorni, contrariamente a quanto viene preteso dagli islamici, per sentirci benevolenti (amare gli altri non significa chiudere gli occhi di fronte ai loro comportamenti) cancelliamo quanto è scritto nella Bibbia?
Oppure, sempre per essere più democratici, diciamo che il Vangelo oggi è inapplicabile, come mi ha detto un monsignore, quando ho “protestato” per non dire mai ai giovani quando “sbagliano”, quando sono fuori dalla famiglia che pure necessita rispettare secondo i dettami biblici?

Ma puntiamo il nostro obiettivo sull’omosessualità (mi sento già le legnate addosso).
Peccato contro natura?
Cosa la Bibbia dice e non dice
Per i cristiani e le cristiane che si propongono di riflettere sull'omosessualità da una prospettiva di fede, il confronto con le Scritture assume un'importanza fondamentale.
In ambito protestante, in particolare, è posta la centralità e unicità della Scrittura. Per loro, il sola Scrittura significa che la rivelazione divina ha un primato fondamentale sulla sapienza, sulle leggi e le tradizioni umane, e che, la Parola di Dio rivelata nella Bibbia è guida e insegnamento: essa è «una lampada al nostro piede e luce sul nostro cammino» (Salmo 119,105).
Nel corso dei secoli, l'interpretazione biblica ha subito cambiamenti sostanziali. Oggi si guarda con orrore a qualsiasi forma di abuso e oppressione giustificate spesso con versetti biblici.
Il peccato di Sodoma (Genesi 19,7-25)
La Bibbia ha sicuramente molto da dirci su come vivere oggi. Ma non è un libro di ricette, da seguire alla lettera per arrivare alla compimento. Essa non ha prescrizioni etiche dettagliate e adeguate a ogni situazione, necessita che ci si orienti, con la fede e anche con l’aiuto delle persone preposte alla sua interpretazione(rabbini, pastori, preti, teologi, studiosi delle religioni…).
Per quanto concerne l’omosessualità, attenendoci alle varie traduzioni della Bibbia in lingua corrente ed approvata dalle autorità cristiane (protestanti, cattolici, ortodossi), oltre alla traduzione interconfessionale in lingua corrente, la TILC, riportiamoci al famoso peccato di Sodoma e Gomorra.
Qual era il peccato di Sodoma? Una leggenda vuole ci fosse proprio l'omosessualità (da qui il termine sodomia). Le città di Sodoma e Gomorra sarebbero state distrutte da Dio perché si sarebbero macchiate di questo peccato. Nel capitolo 18 di Genesi, Dio manda due angeli a Sodoma, dove Lot, il nipote di Abramo, li persuade ad accettare l'ospitalità della sua casa. Nel capitolo successivo, i vicini di Lot gli chiedono di far uscire i due ospiti, così che essi «potessero conoscerli». Il temine ebraico usato, yadha, generalmente significa «avere una conoscenza completa»; potrebbe riferirsi a voler esaminare le credenziali dei visitatori. Tuttavia, in molti casi indica la conoscenza carnale. Se così fosse - ed è l'interpretazione più attestata - il racconto si riferirebbe a un tentativo di stupro di gruppo. Nell'antichità, alcune società sottoponevano gli stranieri, le popolazioni vinte o coloro che avevano oltrepassato una certa frontiera, alla penetrazione fallica, usata come segno di subordinazione e sottomissione. Ma Lot sa che già Abramo, intrattenendo due stranieri, aveva in realtà ospitato due messaggeri di Dio (Genesi 18,1-15). Per non permettere dunque questa abietta violazione dei codici d'ospitalità, Lot cerca di proteggerli offrendo alla folla impazzita le proprie due figlie. Indubbiamente un'azione ingiustificabile e deplorevole secondo la nostra sensibilità, ma che non viene commentata nel testo. In ogni modo, la gente di Sodoma rifiuta l'offerta, e gli angeli li rendono ciechi. Lot e la sua famiglia vengono messi in salvo e Sodoma e Gomorra vengono distrutte.
Innumerevoli commenti sono stati fatti a proposito di questo racconto. Perché Dio condanna le due città ancor prima del terribile incidente? Se il problema era di natura tipicamente sessuale, sorge una serie di domande. Nei capitoli successivi, Lot commette incesto con le fìglie (Genesi 19,30-38). Il tabù nei confronti dell'incesto è uno dei più forti in moltissime culture, dall'antichità a oggi. Se Dio distrugge Sodoma e Gomorra perché condanna l'omosessualità, e protegge Lot che prima offre le figlie vergini per essere violentate dalla folla e poi ha rapporti sessuali con loro, vuol dire che la violenza sulle donne e l'incesto sono comportamenti sessuali accettabili? Inoltre, quando in altri passi biblici si fa riferimento a questo testo, non si parla mai semplicemente di omosessualità. Se anche i Sodomiti avessero voluto violentare i due stranieri, questo atto di violenza di per sé non avrebbe nulla a che vedere con l'omosessualità in generale.
In primo luogo, la violenza sessuale è sempre un'aberrazione della sessualità, che sia compiuta da omosessuali o da eterosessuali.
In secondo luogo, sappiamo bene che lo stupro è stato, ed è spesso usato come strumento di potere, a livello individuale e collettivo, come ci rammenta la tragedia degli stupri di massa nella ex Jugoslavia, Infine, è bene aver presente che, anche nel nostro tempo, in caserme, carceri, campi di concentramento, collegi, bande giovanili, seminari, lo stupro di uomini etero o omosessuali da parte di maschi eterosessuali è stato ed è praticato spesso, non per soddisfare un istinto sessuale, ma come strumento per infliggere dolore, provocare vergogna, asserire il proprio disprezzo e affermare il proprio potere sulla vittima. La violenza che i sodomiti volevano praticare sugli stranieri è espressione del loro odio per il diverso, che dei loro costumi sessuali.
Il libro del profeta Ezechiele fa riferimento al racconto della distruzione di Sodoma: al capitolo 16, Dio si rivolge così alla città di Gerusalemme: «Questa è stata la colpa :Sodoma: era orgogliosa di vivere nell'abbondanza e nella sicurezza. Non aveva preoccupazioni, tuttavia non ha aiutato i poveri e gli oppressi. È diventata arrogante e ha commesso azioni che io detesto. Allora io l'ho fatta scomparire dalla faccia della terra come tu sai» (Ezechiele 16, 49-50). È chiaro che il peccato di cui si parla in questi versetti si riferisce all'ingiustizia e all'idolatria.

I divieti del Levitico
Quando si parla di omosessualità, molti credenti si riferiscono ai divieti del Levitico: «Non dovete avere relazioni sessuali con un uomo come si hanno con una donna è una pratica mostruosa» (Lev. 18,22), e ancora «Se un uomo ha relazioni con un altro uomo, fa una cosa disgustosa e tutti e due devono essere messi a morte. Essi sono responsabili della loro morte» (Lev. 20,13). Secondo molti cristiani, questi versetti condannerebbero in modo inequivocabile l'omosessualità, e senza dubbio il loro significato non lascia spazio per altre interpretazioni. Tuttavia, chi li utilizza per una condanna pura e semplice dell'omosessualità, si dimentica di situarli nel più ampio contesto culturale e storico del libro in cui essi si trovano. Questo non è un ennesimo tentativo di arrampicarsi sugli specchi per dimostrare l'indimostrabile, ma un richiamo all'onestà: chi, fra i cristiani del XXI secolo, si sognerebbe di interpretare come legge del Signore le altre regole presenti nel libro del Levitico (per esempio, non mangiare assolutamente carne di maiale. Dove le mettiamo le nostre salsicce)? Esso è un codice di santità, una sorta di manuale che insegna a eliminare ogni cosa che ostacola la comunione con Dio, offre regole per i sacrifici, che noi non compiamo.

La posizione dell'apostolo Paolo
La maggior parte dei libri del Nuovo Testamento, inclusi i Vangeli, non affrontano il tema dell'omosessualità. Paolo è l'unico autore che vi faccia riferimento. Una delle sue affermazioni più lapidarie si trova al capitolo 1 della lettera ai Romani: «Perciò gli uomini non hanno alcun motivo di scusa: hanno conosciuto Dio, poi si sono rifiutati di adorarlo e ringraziarlo come Dio. Si sono smarriti in stupidi ragionamenti e così non hanno capito più nulla. Essi, che pretendono di essere sapienti, sono impazziti, adorano immagini dell'uomo mortale, di uccelli, di quadrupedi e di rettili, invece di adorare il Dio glorioso ed immortale. Per questo, Dio li ha abbandonati ai loro desideri... Dio li ha abbandonati lasciandoli travolgere da passioni vergognose: le loro donne hanno avuto rapporti sessuali contro natura, invece di seguire quelli naturali. Anche gli uomini, invece di avere rapporti con le donne, si sono infiammati di passione gli uni per gli altri. Uomini con uomini commettono azioni turpi, e ricevono così in loro stessi il giusto castigo per questo traviamento» (Rm. 1,20-24,26-27).
Romani 1,26 è l'unico versetto nella Bibbia ad avere un possibile riferimento al lesbismo. Nella prima lettera ai Corinzi, Paolo si esprime duramente nei confronti di coloro che, per il loro comportamento, non entreranno nel regno di Dio: «Non illudetevi: nel regno di Dio non entreranno gli immorali, gli adoratori di idoli, gli adulteri, i maniaci sessuali, i ladri, gli invidiosi, gli ubriaconi, i calunniatori, i delinquenti». Secondo John Boswell, autore di molti studi sull'omosessualità nella Bibbia e nella tradizione cristiana, probabilmente, Paolo nei suoi scritti si riferisce alla prostituzione maschile, ampiamente praticata tra i pagani: egli la considera come cosa impura e sconveniente(Cfr.: Omosessualità, Claudiana editrice, pagg. 21-33).

La “moda” dei Gay Pride
Negli ultimi anni, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna e ai tanti Paesi europei, tra cui l’Italia, enormi problemi di carattere etico e morale hanno investito la cultura occidentale lasciando stordite e confuse le coscienze per la moltitudine e la varietà di approcci e di soluzioni proposte, circa l’omosessualità( maschile/ femminile). Uno di questi problemi è tuttora il tentativo di rivalutare, non solo in senso legale ma anche in senso etico- morale, l’omosessualità.
Il problema esiste e non può essere ignorato o sottovalutato, ma deve essere esaminato attentamente alla luce della Parola di Dio tenendo presente alcuni principi fondamentali che devono guidare la ricerca dei credenti.
1) Le mode culturali umane cambiano col cambiare dei tempi. Ciò che era lecito o permesso ieri, oggi non lo è più e viceversa. Ma, come dice l’apostolo Pietro: «ogni carne è come l’erba ed ogni gloria d’uomo è come il fiore dell’erba; l’erba si secca ed il fiore cade, ma la Parola del Signore rimane in eterno» (1 Pietro 1, 24-25). La pratica dell’omosessualità ha avuto fasi alterne nel pensiero degli uomini lungo il corso dei secoli. Nell’epoca classica e pagana degli antichi greci e romani era non solo permessa, ma quasi ostentata anche da personaggi famosi. Con l’avvento del Cristianesimo, pur non scomparendo, è entrata nella clandestinità; ora però, in un epoca sempre più secolarizzata e post- cristiana, è tornata nuovamente alla ribalta. La ragione stessa ci dice che la Morale con la "M" maiuscola non può essere stirata a piacimento come un elastico secondo le mode culturali del tempo, ma deve avere un punto fermo che possiamo trovare con certezza solo nella Parola di Dio.
2) Considerati i limiti del pensiero umano, i credenti non possono accettare soluzioni umane a problemi sui quali nella Bibbia vi sono parole precise come nel libro del profeta Isaia: « Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro Dio che perdona largamente. "Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie", dice l’Eterno. "Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri"» (Isaia 55, 8-9). Farsi guidare dalla Parola è fondamentale per i cristiani, perciò sul problema dell’omosessualità o sodomia, come viene anche oggi identificato questo orientamento sessuale, è sempre bene averla presente.

Antico Testamento
L’omosessualità, secondo le Sacre Scritture, intacca le fonti stesse della vita e l’ordine della creazione come era stato stabilito da Dio fin dall’inizio. In Genesi 1, 27-28 si legge: « Dio creò l’uomo a sua immagine; Lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina . . . e disse loro: Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra». Più avanti in Genesi 2, 24 si aggiunge: «Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne ».
Sempre per i credenti, quando si è rotta la relazione con Dio per la disobbedienza di Adamo ed Eva, sono avvenuti disordini e problemi nelle relazioni dell’uomo con sé stesso e con gli altri. Questo fatto appare chiaramente nei primi capitoli della Genesi, dove l’uomo, dopo aver infranto il suo rapporto con Dio, ha subìto come conseguenza una degenerazione anche nei contatti con gli altri, oltre che con se stesso( la perdita dell’innocenza e la vergogna di Adamo ed Eva di essere nudi e di non aver più fiducia l’uno dell’altra; la sopraffazione dell’uomo sulla donna, il delitto di Caino, il decadimento della natura per colpa dell’uomo ed altri mali che ancora oggi affliggono l’umanità, fra cui appunto il fenomeno dell’omosessualità).
In armonia con questo principio Il Codice di Santità proibisce severamente la sodomia come cosa esecrabile per Dio e, secondo il medesimo contesto, sembra che fosse un peccato molto frequente fra i Cananei (Lv 18, 22). Per questo peccato era addirittura prevista la pena di morte (Lv 20, 13).
Il Deuteronomio proibisce in maniera forte e severa queste pratiche nelle quali lo ierodulo (qâdêš) o prostituto sacro è chiamato "cane" (Dt 23, 17-18) con una terminologia che riapparirà poi anche nell’Apocalisse (Ap 22, 15).
Malgrado tali proibizioni, il popolo ebraico spesso è stato tentato di imitare le popolazioni circostanti. Così varie volte appaiono gli ieroduli consacrati alla prostituzione idolatrica al tempo di Roboamo (1 Re 14, 24), di Asa che li perseguitò (1 Re 15, 12), di Giosafat che proseguì l’opera di sterminio (1 Re 22, 46) e ancora nei giorni di rinnovamento religioso del pio re Giosia (2 Re 23, 7).
Il peccato di Sodoma ha colpito profondamente le coscienze del popolo ebraico ed è rimasto fino all’epoca del Nuovo Testamento come il prototipo di peccato gravissimo. Ne abbiamo conferma leggendo alcuni passi in Dt 29, 19.23-24; Is 3, 8-9; Gr 23, 14; Lm 4, 6; 2 Pt 2, 6ss; Gd 7.
 
Nuovo Testamento
L’apostolo Paolo in 1 Co 6, 9 include esplicitamente gli effeminati e gli omosessuali fra gli altri peccatori che non potranno avere alcuna parte nel regno di Dio. In 1 Ti 1, 10 afferma che la legge non è stata istituita per i giusti, ma per coloro che si lasciano travolgere dal peccato, fra i quali ci sono pure gli omosessuali. Nel capitolo 1 della lettera ai Romani (Rm 1, 18-28) spiega che la perversione dell’omosessualità è la conseguenza dell’aver abbandonato Dio e di aver preferito adorare la creatura al posto del Creatore.
I passi sono chiari ed inequivocabili. Paolo condanna l’omosessualità come perversione del piano di Dio nelle relazioni sessuali umane. Certamente il quadro che viene presentato da lui di una umanità senza Dio e senza Cristo sarebbe una delle pagine più terribili della Bibbia se questa visione non fosse poi aperta all’ottimismo in quanto su questa umanità abbrutita Dio diffonde la sua grazia e la redenzione per mezzo di Cristo( naturalmente, ciò vale per i credenti).
Non si deve stimare eccessivamente questo peccato rispetto ad altri, assumendo nei confronti degli omosessuali atteggiamenti discriminatori di ripulsa e fuggendoli come dei perversi senza speranza. Molti di loro sono stati deformati dall’ambiente e dalla prima esperienza sessuale avuta spesso da bambini(vedere La Mala Educacion di Almodovar). Infatti, l’apostolo Paolo dopo aver detto che «né i fornicatori, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti . . . erediteranno il regno di Dio», aggiunge subito dopo: « Ora tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio» (1 Co 6, 9-11).

L'omosessualità nella storia
Fin dalle più antiche società, l'omosessualità veniva considerata come un fenomeno generalmente accettato. Le prime tracce storiche relative a questo aspetto della sessualità si possono rintracciare nella Bibbia, che nelle versioni orali (risalenti al 2000 a. C.) già ne documentava la larga diffusione. Nelle estese civiltà, come quella dell'antico Egitto, della Grecia e, successivamente, la Romana, l'essere omosessuale equivaleva a godere di una condizione privilegiata.
I Greci erano culturalmente bisessuali, e se vivevano il rapporto eterosessuale e la procreazione come una fase necessaria alla maturazione di ogni singolo individuo, il rapporto d'amore preferito dai maschi adulti era quello a carattere omosessuale. In altre culture, l'amore omosessuale era addirittura un segno di comunicazione con il divino. Per lo sciamanesimo era considerato un indice di elezione, un segnale di rapporto privilegiato col trascendente.
E' con la cultura cristiana, con i suoi principi morali, che l'omosessualità è considerata come un fattore discriminante, da dover tenere nascosto e del quale vergognarsi. Ciò però non impedì a numerosi ed illustri personaggi omosessuali (come Michelangelo, Cajkovskij, Oscar Wilde, Virginia Woolf, la regina di Svezia Cristina…) di vivere la propria condizione allo scoperto ed essere comunque stimati e rispettati dalla loro società.
Per quanto concerne l'epoca "moderna", la condizione degli omosessuali nel corso degli anni non migliora di molto, almeno nelle società influenzate dalla moralità ebraica e cristiana. Alla fine degli anni '60, si assiste alla prima grande rivoluzione omosessuale della società occidentale.
Successivamente, dal 1969 ad oggi si realizza una delle più impressionanti rivoluzioni del costume di questo secolo: gli omosessuali, da gruppo discriminato e tenuto forzatamente ai margini della vita sociale diventano uno dei "nuovi soggetti" umani, protagonisti della vita moderna e delle moderne democrazie liberali. Tuttavia in Italia, rispetto ad altri esempi di democrazie europee, negli ultimi decenni non c'è stata la stessa evoluzione che sarebbe stato logico attendersi dalla rivoluzione degli anni '60.
Si dice che proprio la moralità cattolica, diffusa in Italia, rappresenta uno degli ostacoli principali per le battaglie politiche e la vita quotidiana di lesbiche e omosessuali.
Però, è onesto ricordare che, con tutti i limiti umani, i principi etici circa il comportamento sessuale degli uomini e delle donne, non sono stati “inventati” oggi.
Ed è inutile ripetere quello che dice la scienza (Cfr.: Simone Le Vay "Le radici della sessualità" Laterza 1994) che, cioè i molluschi, gli insetti, i cani, i topi, i polpi, si accoppiano tra di loro pur dello stesso sesso.
Che diamine, qualcosa in più avrà l’uomo e la donna…o no?
Maria De Falco Marotta

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