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CINEMA: AMNESIA
di Mirko Spelta


La realtà che muta se stessa attraverso gli occhi di chi la vive; personaggi grotteschi che attraversano la vita, in quell’isola in cui la superficialità trova il proprio apogeo, mostrando di cercarne un senso, il proprio senso, in una prospettiva tremendamente seria e concreta in drammatico contrasto con le caricaturali professioni (lo spacciatore Rubini cerca di piazzare un carico di cocaina per costruirsi casa con la moglie e il pornografo Abatantuono cerca di riscattare la propria immagine agli occhi di quella figlia che è l’unica cosa seria di tutta una vita) e con l’ambiente vacanziero, urlante e implacabile dell’effimero scorcio di terra spagnola.

Semplicemente straordinario. Un altro guizzo di genialità della premiata compagnia Salvatores che ci lascia assolutamente attoniti sulla sedia per investirci un’altra volta, l’ennesima volta, con una storia grandiosa che ha tutto: ci fa ridere, ci fa amare ed odiare, ci fa vedere la realtà da differenti punti di vista e da differenti inquadrature sbattendocela negli occhi e portandoci dove vuole.

Amnèsia è leggero e drammatico, è lento e veloce,si attorciglia sulla propria struttura narrativa ma senza diventare capzioso o incomprensibile, è uno schiaffo e mille carezze, è il racconto di quella realtà che non si vede se non la si vive, tinteggiata con mano forte (come lo sguardo del giovane e bravissimo Ruben Ochandiano) ma a volte appena accennata (come il sorriso della donna che non smette di aspettare quell’uomo che ha sbagliato ma che ha scelto).

Gli attori sono umani e dolcissimi, la legge, apparentemente irreprensibile non è esente da peccati, l’amore supera per taluni la lontananza e per altri i limiti di un uomo piccolo in camicia e bretelle, che affannato rincorre il miraggio della propria normalità.Il tutto è mescolato, “ruminato” e digerito fino a mostrarne i lati più veri, senza romantiche e satinate idealizzazioni di celluloide, ma con l’indulgenza che solo l’uomo grande ha per i propri simili.
Perfetto.
Mirko Spelta
               
Per comunicazioni all'autore della recensione:
                ginodilegno@inwind.it

GdS 28 IV 2002

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