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E' TUTTA COLPA DI INTERNET
di Cristina Cattaneo

Il primo racconto della serie

“… i due ragazzi avevano trovato su Internet la formula per costruire il rudimentale ordigno…”
Monica e Riccardo hanno trovato su Internet le ricette per preparare una cena etnica.
“No, noi non vogliamo collegarci a Internet, abbiamo paura per i bambini. Il computer sì, Internet no.”
Gaia ha comprato via Internet il biglietto del treno per Zurigo a un quarto del prezzo.
“… computers messi fuori uso da virus circolanti in Internet..”
Il baco del millennio, chi l’ha più sentito?
Quest’inverno io ho prenotato via Internet la visita alla mostra di Van Gogh a Treviso e alla Cappella degli Scrovegni di Padova, risparmiando così noiose code.
“… ha conosciuto un tipo in una chat-line ed è finita in un brutto giro…”
L’altro giorno un mio collega è stato avvicinato in un bar da una signora. Lui, persona cortese, l’ha ascoltata pazientemente. La signora, dopo avergli rivolto alcune domande personali, si è lanciata in considerazioni non richieste sulla sua personalità e azzardate previsioni sul futuro suo e dell’umanità. Ma lei come fa a sapere tutto ciò, le ha chiesto il gentile collega. C’è scritto su Internet, ha risposto la signora.
In un bel film di Woody Allen, Radio Days, il giovane protagonista ascolta di nascosto alla radio le avventure del suo eroe preferito, Il Vendicatore Mascherato. Sua mamma infatti non vuole che perda tempo ad ascoltare quelle storie.
Quand’ero piccola certi fumetti le bambine perbene non dovevano leggerli. Anche i fotoromanzi erano lettura molto, molto sconveniente.
Adesso non ci sono più libri all’indice ma famiglie attente e genitori impegnati non possiedono la televisione, non vogliono che i figli siano contaminati da tante brutture.
Si potrebbe andare avanti così per ore, elencando vantaggi e svantaggi di questo e di quel mezzo di informazione, tutti rimarrebbero naturalmente della propria idea.
Non importa. Io sono una di quelle persone che Internet la usa e la ritiene utilissima. Mi rendo conto, però, che come per tutti i mezzi che portano informazioni e messaggi, bisogna essere attenti e diffidenti. Bisogna insomma saper leggere tra le righe.
Vi si trova proprio di tutto, dalla ricetta della mussaka greca all’alfabeto ebraico. L’autunno scorso ho preparato della marmellata di cachi (o kaki?), volevo fare l’etichetta ma non avevo una figura da metterci sopra. Ho trovato una bella foto, ho scoperto che in italiano si dice diospero e in inglese persimmon. Basta cliccare col tasto destro del mouse su un’immagine ed ecco che puoi metterla sull’etichetta della tua marmellata.
Io in rete ho scovato vecchi motivi introvabili e, con l’aiuto di giovani esperti, mi sono fatta dei CD con canzoni che credevo scomparse. Non solo, ho trovato i testi di queste canzoni che tanto avrei voluto conoscere quand’ero ragazza.
Ognuno trova quello che vuole, ma sono necessari
o Curiosità
o Fiuto da maresciallo
o Tempo
o Pazienza
o Diffidenza
Essendo libera ed aperta a tutti in rete c’è di tutto ed anche di più. Come una grande città, di più. Come un grande paese, di più. Se cerco un libro in una città vado in una libreria o in una biblioteca. Se cerco una medicina vado in farmacia, se cerco un giornale vado all’edicola. Anche per un giornale porno vado all’edicola. Anche per un libro porno vado in libreria. Se conosco bene la città saprò dove è meglio non andare, quali sono i luoghi da evitare. Ecco, la rete è la stessa cosa. Nessuno mi obbliga a visitare i siti porno, se per caso mi imbatto in uno di essi, andrò altrove. Casinò on line? Anche i Casinò reali sono facilmente accessibili. Io lo so bene, perché vicino a noi ce ne sono ben tre.
Le ricerche scolastiche e culturali. Anche qui bisogna stare attenti. Mai accontentarsi del primo sito che si trova, ma scorrere pazientemente la lista di quelli offerti. Chi ha messo in rete il sito? Chi sono gli autori? Quali i riferimenti? C’è una bibliografia?
Ci sono le grandi librerie online come Amazon dove si può facilmente controllare la bibliografia, anzi si può accedere anche a pagine dei libri. Non solo, quasi tutti i libri non più vincolati dal diritto d’autore sono presenti in rete. Tutte le grandi università sono presenti in rete con progetti e ricerche. Se si guarda attentamente l’indirizzo ci saranno sigle come “uni” ed “edu” che aiutano a risalire alla fonte.
Anche gli autori dei progetti e delle ricerche hanno di solito un loro sito con la loro biografia e produzione bibliografica.
L’inglese è indispensabile, ma se si ha buona volontà si può studiarlo in rete. Abbondano infatti siti di studio con qualsiasi tipo di esercizi, anche di ascolto.
Il vantaggio è l’attualità. Le notizie in rete sono in genere costantemente aggiornate. Meglio comunque controllare le date.
Diffidenza. Evito accuratamente i siti a pagamento. Capisco come in alcuni casi ciò sia una garanzia di serietà, ma io sono una dilettante, non ho bisogno di dati specifici per la mia professione.
Altri siti ti chiedono dati personali e indirizzo e-mail. Non glieli dò. Se lo facessi sarei sommersa da messaggi pubblicitari di tutti i tipi, dal Viagra all’ultimo software, dalla propaganda contro la guerra a quella pro.
Una nostra amica è stata in Africa alcuni mesi per motivi di studio. Ci siamo scambiate notizie tramite la posta elettronica. Da allora un giorno sì e uno no ricevo accorati appelli di principi in esilio, vedove di uomini di affari, figli di notabili, tutti che ti offrono una partecipazione milionaria a questa o quella attività lucrativa. Non leggo nemmeno più questi patetici messaggi, li elimino immediatamente.
Certo, tutto ciò richiede tempo e pazienza, ma anche recarsi in biblioteca, consultare cataloghi e fare fotocopie richiede tempo e pazienza.
Di che cos’altro bisogna diffidare? Di tutto ciò che non è chiaro e verificabile con controlli incrociati. Farò alcuni esempi. L’anno scorso cercavo informazioni e notizie su un filosofo tedesco dei primi del novecento, Oswald Spengler. Ho trovato il suo nome in innumerevoli siti. Lavori di studenti, enciclopedie generiche e filosofiche, libri di autori seri e riconosciuti, ma anche siti “strani”, come un’associazione di studenti bianchi euro-americani, associazioni evidentemente nostalgiche con simboli sospetti, dichiarazioni di appartenenza ad associazioni con simpatie nazi-fasciste. Il nome di Spengler era associato a quello di Nietsche, Evola e altri la cui opera può essere interpretata e strumentalizzata in certe direzioni.
Altro esempio. Sto leggendo un bel libro di Amin Maalouf, “The Gardens of Light”, che parla di Mani, o Manes, o Manicheo, il fondatore del Manicheismo. Ebbene, per saperne di più ho scritto queste tre parole sul motore di ricerca e sono apparsi molti siti. Uno in particolare sembrava interessante e completo, ma all’inizio delle pagine appariva la scritta lampeggiante: “Tu vivi nell’oscurità”. Scusa, ma a te cosa importa? avrei voluto rispondere. Non sopporto infatti chi mi vuole indottrinare o chi vuole fare il maestrino. No, se permette decido io come voglio essere e in che cosa voglio credere.
Ancora. Cercavo informazioni su una certa Madame Blavatsky, fondatrice della Teosofia. Anche lì moltissimi siti, troppi, tutti elogiativi. Ora io cercavo informazioni e dati, non giudizi o prediche sulla bontà di questa o quella dottrina.
Il mondo, reale e virtuale, è pieno di profeti, soprattutto falsi, che ti vogliono indottrinare, che vogliono impadronirsi della tua anima e non solo. Persuasori più o meno occulti, dai testimoni di Geova ad adepti di sette più o meno esoteriche che bussano alla tua porta. Imbonitori televisivi. Pubblicitari. Uomini politici. Facile per persone fragili e indifese cadere in queste reti. Occorre vigilare.
Guardo, scelgo, decido. Ma decido io. Ecco quale deve essere la chiave di accesso non solo ad Internet, ma a qualsiasi informazione, che essa ti venga riportata a voce, sia scritta su un libro, un giornale, uno schermo o un muro.

Cristina Cattaneo

GdS 10 VII 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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