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CINEMA: AMORE A PRIMA SVISTA
di Mirko Spelta


I fratelli Farrelly dopo “Tutti pazzi per Mary” e “Io me e Irene” ci regalano l’ennesima commedia brillante, colorata e surreale, e giocano stavolta con lo stereotipo per eccellenza del mondo occidentale; il mito della bellezza, che con le sue ferree regole non ha pietà dei difetti e che tanto mette in crisi gli adolescenti di mezzo mondo. Il gioco è proprio questo: stravolgere i dettami dell’estetica per propugnare la rivalutazione dei sentimenti e delle qualità interiori tanto bistrattate nella società dell’immagine.

Purtroppo però il risultato non può neanche lontanamente dirsi pari alle intenzioni, perché al di là dello spettacolare trucco di Gwyneth Paltrow questo lavoro non è esattamente un “cult”, il messaggio non arriva in maniera sufficientemente incisiva e si perde tra i sorrisi innocenti di una protagonista troppo magra, bionda e sorridente per far rimpiangere in maniera credibile qualche difettuccio di peso nelle vesti “oversize”; il risultato è che il tentativo dei Farrelly non è più shockante ed esplosivo come in” Tutti pazzi per Mary”, ma lascia un retrogusto di ipocrisia che non sfugge allo spettatore.

Inoltre il film non brilla per divertimento o spunti di particolare interesse, strappando qua e là soltanto qualche timido sorriso.Peccato per il giovane ed apprezzabile Jack Black, alla sua prima prova come protagonista.
Mirko Spelta

               
Per comunicazioni all'autore della recensione:
                ginodilegno@inwind.it

GdS 8 V 2002

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