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10 11 20 9 LA "MALA TELEVISION": DOSSIER DI "DENUNCIA" SULLO STATO DELLA "(DIS)INFORMAZIONE" IN ITALIA
E non solo. Nostra nota

Gaspare Serra - (a.f.)

Vi scrivo per condividere con voi (e invitarvi a condividere) un articolo che, sull'onda del "clamore" costruito attorno alla vicenda di Sarah Scazzi, denuncia lo "sciacallaggio mediatico" posto in essere, attorno al caso, dai mass media!

Ad Avetrana, l'informazione italiana ha raggiunto il punto più "basso" degli ultimi anni, "spettacolarizzando" oltre ogni limite un dramma reale!

Del caso Scazzi, gettato nel "tritacarne televisivo", si è fatto una sorta di "polpetta informe" con cui saziare la "curiosità famelica" di milioni di telespettatori (disposti, piuttosto che a deporre un "lenzuolo bianco" sulla vicenda, a chinare la testa "sempre più in fondo" nel pozzo!).

Sono state innumerevoli e "indegne", inoltre, le speculazioni messe in atto sulla pelle di una giovane vittima, con buona pace:

a- per la "privacy" delle persone coinvolte;
b- per l'immagine di un "minore" (quale era Sarah);
c- e per il "garantismo" (che sarebbe dovuto nei confronti di persone, allo stato, meramente indagate!).

L'impressione, quindi, è che la piccola Scazzi sia stata uccisa "una sola volta" ma violentata "ripetutamente" da una tv "senza scrupoli" a caccia di "visibilità" ed "ascolti"!

Non esiste "giustificazione alcuna" a questa ossessiva ed eccessiva "attenzione mediatica"!
Ed è proprio questo quello che cerco di spiegare (e dimostrare) nell'articolo "La mala television" (che trovate allegato al messaggio, in formato pdf)...

Saluti,
Gaspare Serra

Nostra nota
Dietro il paravento del 'diritto di cronaca' ne succedono, anche a Sondrio (dove per quasi tutti, appunto quasi, resta alla base del giornalismo locale l'etica e la deontologia professionale), di tutti i colori. Il diritto prevarica, talora violenta, il dovere. L'amoralità sconfigge non solo la moralità ma addirittura l'immoralità. Non ci si scandalizzi. L'immorale viola regole, sa di violarle, può anche cambiare idea, e vita. L'amorale fa parte della peggior specie, quella di chi non si pone il problema, non ha regole né ne sente la necessità. I valori in soffitta. La religione in cantina. Tanto buio morale abbacinato dallo sfavillio delle luci della 'civiltà (?) dei consumi. Ripetiamo quanto ripetutamente detto e scritto: siamo Vichiani. Corsi e ricorsi. Siamo verso il punto basso della sinusoide. Forse ancora un po' ma poi non resta che risalire. Non andiamo a farfalle dicendo questo ma leggiamo la realtà. Si pensi solo a quali cambiamenti ha dato il via, e lo si vedrà negli anni a venire, la crisi finanziaria.
(a.f.)

www.gazzettadisondrio.it n. 32/2010, anno XIII° del 20 11 2010

 
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