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Intervista a Dennis Fantina
di
Mirko Spelta

Non è stato un vero e proprio primo incontro: qualche mese fa ho assistito ad una serata dal vivo di Dennis in una discoteca di Milano, ed in quella occasione, pur scambiando giusto quattro parole, ho avuto la netta impressione di trovarmi di fronte ad una persona molto semplice, come tanti amici che conosco.
Ed oggi, tra una domanda e l’altra, mi sono reso conto che non avevo affatto sbagliato; gli chiedo:
Cosa stai facendo in questo momento?
“E’ uscito da poco il mio ultimo singolo dal titolo “Hey” (tienimi più forte) e mi sto occupando della sua promozione sia radiofonica che dal vivo, e tra poco anche televisiva”.
Come hai cominciato?
“Ho fatto piano bar nella mia città, Trieste, per parecchio tempo, e quando si è presentata, ho colto l’occasione per poter cantare in un ambito diverso e più grande”.
Hai, professionalmente parlando, dei sogni nel cassetto?
“Premetto che mi sento assolutamente un privilegiato e fortunato nel fare ciò che faccio, nel senso che io canto e riesco a fare di questo una professione, che è cosa non di tutti i giorni e me ne rendo conto, perciò credo che quello che sto facendo in questo momento vada bene; tuttavia non mi dispiacerebbe in futuro doppiare un personaggio di un film Disney o cantarne la colonna sonora, anche perché prima di me lo hanno fatto artisti di grande spessore.
Come vivi il rapporto con la popolarità che hai raggiunto, ed in così breve tempo?
“Ma guarda, la risposta è complessa, innanzitutto sto provando a far comprendere a chi mi segue ed agli addetti ai lavori che io non solo solamente il frutto di una trasmissione televisiva, ma sono un cantante, e questo non è facile da fare data la mia genesi artistica; intendiamoci, non rinnego affatto ciò che è stato e che mi ha permesso di arrivare dove sono oggi, ma mi piacerebbe creare di me un’immagine un pochino meno legata al mezzo televisivo e maggiormente ancorata alla musica; poi io sono una persona molto “con i piedi per terra”, e quindi non posso altro che essere grato alle persone che mi seguono per l’affetto che mi dimostrano e che ricambio.
Ma c’è anche un’altra cosa da dire, molto importante: io so benissimo, sono consapevole, che un giorno potrei, per motivi di diversa natura, non fare più questa professione, perciò non mi illudo, lavoro giorno per giorno, e soprattutto non cambio il mio modo di essere, tanto per farti un esempio sto imbiancando i muri di casa mia da solo.Ciò che conta veramente, e che già facevo quando cantavo nei pianobar, è che cantando regalo cinque minuti di emozione a chi mi ascolta, un piccolissimo scorcio di felicità, e fin quando sarà così ben venga, vale la pena di farlo capisci?”
Capisco benissimo, passando ad altro, cosa fai quando non lavori?
“Mi piace il modellismo, costruisco piccole Harley Davidson, e faccio a mano dei mobili in legno (non in scala, ma veri) che ho anche a casa mia; poi mi piace molto il cinema, soprattutto d’azione, e cerco di andare al cinema quando posso”.
Che tipo di rapporto hai con i media e con la stampa?
“Mah, in genere buono, sia con i media sia con i giornali, mi fa dispiacere solo quando vengono riportate notizie non vere o dichiarazioni che sono state rese in un modo e riportate in maniera…usando un eufemismo, non proprio puntuale.

Mentre parla, mi rendo conto in quello che dice c’è veramente un notevole realismo ed una dose di equilibrio insolita per gli artisti, soprattutto giovani, e quindi, soddisfatto per aver ottenuto da questa intervista ciò che si chiede a tutte le interviste personali, e cioè riuscire a conoscere un po’ più da vicino la persona alla quale ci si rivolge, gli giro un’ultima domanda:
C’è qualcosa che magari nelle interviste non ti si chiede normalmente e che vorresti invece arrivasse a chi ti leggerà?
Ma lui , da quella persona semplice che è, mi risponde: “fai solo un saluto a tutti i lettori da parte mia.”
Mirko Spelta

GdS 18 II 2003 - www.gazzettadisondrio.it
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