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RISPETTARE I GIORNI FESTIVI! 11 1 20 38
Glauco Santi

Più volte sono già intervenuto pubblicamente sul fatto che si stesse alquanto esagerando con l'apertura degli esercizi commerciali anche nei giorni festivi, costringendo, di fatto, migliaia di dipendenti, al lavoro in giorni che dovrebbero essere riservati strettamente al culto, al riposo e alla propria famiglia. Il recente intervento e la protesta del Vescovo di Reggio Emilia, mons. Adriano Caprioli, nonchè la proclamazione di una giornata di sciopero dei dipendenti del commercio della medesima città, da parte delle tre sigle sindacali CGIL, CISL e UIL nel giorno dell'Epifania, sono indicativi di tale diffuso disagio. Il "casum belli" è l'ordinananza della Regione Emilia Romagna in cui viene anticipato proprio alla tradizionale festa del 6 gennaio l'inizio della campagna saldi, a cui il Comune di Reggio Emilia, solerte, si è adeguato. Dal punto di vista storico, il primo baluardo a tutela dell'uomo del lavoro è stata l'istituzione del giorno festivo. Si potrebbe dire che il "ricordati di santificare le feste" sia un comandamento non solo religioso, ma dalle implicazioni fortemente "sindacali". Il lavoro non deve essere assolutamente continuo, ma giornate di sosta sono umanamente necessarie, nella settimana e durante l'anno, per lo spirito e per il corpo. E' l'uomo ad essere il padrone del lavoro e non il lavoro ad essere padrone dell'uomo. Cedere sul riposo festivo vuol dire cedere sulla dignità umana del lavoratore. E' letteralmente un arretramento di civiltà dalle conseguenze nefaste e non facilmente prevedibili. Non mi interessa il solito "scaricabarile" fra istituzioni e istituzioni. Stato, Regioni, Province e Comuni facciano il loro dovere nella difesa dell'uomo e della donna che lavorano.
Il lavoro festivo, a questo punto, siamo proprio sicuri che sia un guadagno o non piuttosto una perdita?
Glauco Santi

www.gazzettadisondrio.it - 20 I 2011 - n. 2/2011, anno XIV°

 
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