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TERRITORIO: ALLUVIONE

Ogni alluvione, ovunque capiti, è accompagnata dal solito copione. Le solite polemiche, le solite recriminazioni, le solite denunce, le solite strumentalizzazioni, le solite litanie.
Come al solito il vero si mischia al non vero, l'oggettivo al distorto e così via.
Le recenti alluvioni in Val d'Aosta, nella Pianura Padana, in Liguria ecc., certamente determinate da eventi metereologici di inaudita gravità, hanno evidenziato come al solito, al di là degli eccessi polemici, situazioni potenzialmente pericolose preesistenti dovute o all'intervento dell'uomo o al mancato intervento dell'uomo.
Due esempi però significativi, provenienti dalla saggezza popolare che si fonda sull'esperienza di vita di chi è abituato a convivere con le difficoltà, da un lato del grande fiume, il Po, dall'altro la montagna, qui in Valtellina.
Nei momenti in cui nel Po, intorno a Mantova, passava la grande ondata proveniente dal Piemonte e dai vari affluenti successivi, in TV un contadino esplodeva: sono 15 o 20 anni che non tirano più su la ghiaia dal fiume!
Nei momenti in cui qui in Valtellina la grande quantità d'acqua venuta dal cielo qualche guaio lo stava provocando, in TV un contadino di Fusine, paese duramente provato nella calamità del 1987, interrogato dall'intervistatrice se fosse preoccupato, rispondeva negativamente dicendo: "noo, il fiume è bello pulito". L'alveo sgombro consentiva lo smaltimento tranquillo della piena e il livello dell'acqua restava ben lontano dalla sommità degli argini.
Non c'è ovviamente solo quest'aspetto, ma sarebbe bene che tutti si mettessero in mente che lo svaso degli alvei non è - come spesso si è sentito dire - un attentato alla natura e all'ambiente, ma un'esigenza imprescindibile. Regolato, guidato, controllato ma indispensabile.
 


OC-GdS11: In città ogni tanto si incontrano delle striscie trasversali bianche e nere. Cerchiamo di far capire a tutti, figli, parenti, amici e conoscenti compresi, che non si tratta dell'esternazione di qualche tifoso juventino, ma di un modo per segnalare che lì i pedoni hanno la precedenza. E diamola questa precedenza. (Ma anche per i pedoni: sta arrivando un'auto, dietro non ve ne sono altre. Perché farla fermare? Fate segno che passi. Voi passerete dopo).

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(Territorio: Il miele: un prodotto da rivalutare)

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