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A Mantova
“Plastica soggetto del desiderio”

di
Daniele Marconcini
La Mostra é aperta sino al 18 ottobre

A Mantova Mostra “PLASTICA SOGGETTO DEL DESIDERIO” promossa da SC- Sviluppo Chimica in collaborazione con FEDERCHIMICA -PlasticsEurope c/o Patrocinio della FONDAZIONE UNIVERSITA' DI MANTOVA.

PALAZZO DUCALE - DEPOSITI DI CORTE NUOVA -LUNGOLAGO GONZAGA
MANTOVA - sino al 18 ottobre con Entrata libera

Trasforma in realtà i desideri che altrimenti non avrebbero risposta, rende possibili i sogni e non pone limiti all’immaginazione: è la plastica, la cui straordinaria “magia” viene testimoniata dalla mostra “Plastica soggetto del desiderio”
Dagli abiti di Paco Rabanne ai clarinetti di Renzo Arbore, dai mattoncini Lego alle poltrone di Gaetano Pesce: per documentare come la plastica riesca ad essere tramite fra il desiderio e la realtà, i curatori della mostra Almerico de Angelis e Raimonda Riccini hanno scelto degli oggetti di origine ed uso estremamente diversi ma tutti molto evocativi ed emblematici.
Con un percorso essenziale e coinvolgente progettato da Carlotta de Bevilacqua, la mostra rende evidente quanto la volontà di inventare e di sognare, così come le esigenze tecnologiche e il bisogno di innovazione, abbiano nella plastica la materia prima che accetta le sfide e ama i desideri.
Afferma il Presidente di Federchimica-Assoplast, l’Associazione italiana dei produttori di materie plastiche: “La plastica vuol raccontare con questa mostra la capacità di porsi ‘a monte’ del processo ideativo: come materia non solo e non tanto in grado di dare delle risposte adeguate ma anche, in modo esclusivo, di generare nuove possibilità”.
Il catalogo (Edizioni Modo) - che accoglie contributi fra gli altri di Marc Sadler, Ugo Volli e Francesco Morace - accompagna l’esposizione.
Nel proprio intervento Ugo Volli afferma:” La plastica è uno dei grandi termini di paragone del nostro tempo, certamente il materiale più caratteristico della modernità.
Parlarne è parlare di noi, disprezzarla o amarla vuol dire prendere in considerazione i limiti e i vantaggi, comunque l’identità, del mondo che ci siamo costruiti attorno e in cui noi viviamo”.
Daniele Marconcini

GdS 30 IX 04  www.gazzettadisondrio.it
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