Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Acqua: scarso interesse dei privati
di Quindici - Federgasacqua

Uno studio sull'Italia dal Servizio ricerca del gruppo bancario MccCapitalia
Un business locale, frammentato e poco redditizio che fatica a destare l'interesse dei capitali privati. È questa l'istantanea del mercato dell'acqua scattata da uno studio sull'Italia dal Servizio ricerca del gruppo bancario MccCapitalia. A distanza di dieci anni dalla Legge Galli, che avrebbe dovuto condurre all'industrializzazione del settore idrico, il mercato dell'acqua potabile in Italia si caratterizza come un comparto in fermento, ma con un'evoluzione ancora troppo lenta. Qualche traguardo importante è stato centrato, ma molto resta ancora da fare per raggiungere livelli imprenditoriali adeguati agli scenari competitivi in atto in altri segmenti delle utilità (ad esempio, all'elettricità e al gas).
Il settore, puntualizza lo studio di Mcc, stenta ad attrarre capitali privati nonostante l'elevato fabbisogno di investimenti - complessivamente il settore esprime un fabbisogno stimabile in circa 51 miliardi di euro in un orizzonte temporale di 26 anni - il crescente grado di indebitamento dei soggetti gestori e, per l'appunto, l'approvazione nel '94 di una legge di riforma che gettava le basi per una gestione imprenditoriale del servizio idrico integrato. Il modesto interesse degli operatori privati è dovuto in primo luogo a un livello di redditività piuttosto contenuto. Inoltre il settore si caratterizza per «una eccessiva frammentazione territoriale e gestionale». Si aggiunga che al lento percorso di attuazione della legge Galli si è affiancata la continua evoluzione della disciplina dei servizi pubblici locali in generale, e del servizio idrico in particolare, con il proliferare di norme che hanno ridotto ulteriormente l'interesse dei privati verso i processi di modernizzazione del settore.
A fronte dei circa 8mila gestori dei servizi idrici censiti dall'Istat nel 1999, le Regioni hanno individuato in fase di attuazione della legge Galli 91 Ambiti territoriali ottimali (Ato), riducendo pertanto, almeno sulla carta, il numero dei potenziali operatori attivi nel business idrico. A oggi dei 91 Ato previsti dalle Regioni ne risultano insediati 87. Tuttavia solo in 38 casi (in essi risiede il 51% della popolazione italiana) l'iter previsto dalla legge Galli è stato completato. Le scelte sulla forma di gestione hanno privilegiato gli affidamenti diretti a Spa miste a prevalente capitale pubblico (25 Ambiti) o a totale controllo pubblico (12 Ambiti). Solo in un caso, segnala la ricerca (Ato 5 Lazio meridionale Frosinone), l'affidamento del servizio è avvenuto tramite gara.
Quindici - Federgasacqua

GdS 20 I 05  www.gazzettadisondrio.it
____________________________________


 

Torna a Italia e Mondo

Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina