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Conferenza UNESCO: Greenpeace scompare ogni anno un’area di foresta primaria pari a oltre un terzo dell’Italia
di Gabriele Salari

Un migliaio di scienziati si sono riuniti fino al 28 gennaio a Parigi, nella sede dell'Unesco, per la Conferenza internazionale sulla biodiversità, e hanno rilanciato l’allarme sull’estinzione delle specie.
Secondo gli scienziati, era dal tempo della scomparsa dei dinosauri, 65 milioni di anni fa, che la terra non attraversava una crisi come quella attuale che potrebbe portare nel giro di una cinquantina d'anni all'estinzione - dal 15% al 37% - di specie animali e vegetali.
Greenpeace sottolinea come gran parte delle estinzioni sia causata dalla perdita di habitat.
“Le foreste primarie rappresentano l'habitat di circa i tre quarti della biodiversità vegetale e animale terrestre e la loro distruzione gioca purtroppo un ruolo cruciale nell'attuale catastrofe biologica.
La distruzione delle foreste primarie marcia a una velocità superiore ai 10 milioni di ettari l'anno (una superficie pari a oltre un terzo dell’Italia): se non riusciremo a fermare questa distruzione, sarà inutile avviare costosi programmi per la protezione delle specie” commenta Sergio Baffoni, della campagna foreste di Greenpeace.
Greenpeace chiede al governo italiano, in occasione della conferenza sulla biodiversità a Montecatini a luglio prossimo, di predisporre e attuare misure concrete e urgenti volte a fermare la massiccia importazione di legname abbattuto illegalmente. Il nostro Paese è in testa nelle classifiche di esportazione dei mobili e circa l'80% del legname che impiega e' di importazione. L'Italia, per esempio, e' il primo importatore di legname tropicale del Camerun, Paese le cui foreste, assediate dall'industria del legno, sembrano avviate al declino.
“Le strade aperte dalle compagnie del legno sono intensamente utilizzate da organizzate bande di bracconieri dotati di armi da guerra e di protezioni altolocate, che stanno poco a poco vuotando le foreste della fauna selvatica. Gorilla, scimpanzè, elefanti di foresta sono sempre più a rischio, mentre si continuano a organizzare conferenze sulla biodiversità e gli impegni presi non vengono mantenuti” afferma Baffoni.
Gabriele Salari

GdS 30 I 05  www.gazzettadisondrio.it
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