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CANI 11 3 30 37

Egregio Direttore,
i nostri canili sono pieni di animali, nascono continuamente nuovi gruppi che si propongono l'obiettivo di trovare casa agli animali ricorrendo ad internet e ai social network, ma magari dimenticando gli adempimenti di legge (microchip, registrazione in anagrafe, vaccinazioni), e che si appoggiano a stalli e staffette (con continui temporanei passaggi di un animale tra persone diverse, spesso senza nemmeno la certezza di una adozione… e difatti, questi cani finiscono anche nei canili!) spostando freneticamente gli animali tra le varie regioni invece di operare sul territorio con sterilizzazioni e politiche per favorire adozioni (responsabili, serie e durature). Ebbene, in una simile situazione si vanno anche a prendere animali in altri stati per farli "adottare" (spesso con le stesse dimenticanze), ma contemporaneamente vengono anche mandati centinaia di animali, randagi e di canile, all'estero soprattutto in paesi nord europei sempre per farli adottare. O almeno questa è la versione ufficiale, perché poi i cani finiscono in canili (dove vengono anche uccisi, perché già pieni di animali "locali"), oppure più semplicemente scompaiono e i rari e difficili controlli post adozione non li trovano dove dovrebbero essere. Per me è evidente che qualche cosa non funziona: perché vengono portati in Italia cani da altri paesi, quando i nostri poi partono? Cosa c'è davvero dietro a questi "arrivi e partenze" di animali? Chi trae vantaggi da questo traffico di esseri viventi?
Cordiali saluti
Giulia Lodigiani

www.gazzettadisondrio.it - 30 III 2011 - n. 9/2011, anno XIV°

 
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