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La frana di Spriana. Il convegno di martedì 14. La storia. Il futuro: distruggerà Sondrio?
- seconda puntata -

di Alberto Frizziero

         La prima puntata pubblicata sul n. 18, Italia e Mondo - Territorio,
                                                  rintracciabile negli indici

Il PALLINO DEL SINDACO DI SONDRIO?
Incarico dunque Villa, Cancelli, Coffano. 700 milioni di lire 1977 solo per studiare la frana. Non era affatto facile accettare l’idea e portarla avanti. I tecnici incaricati davano garanzie ma garanzie le davano anche gli amministratori valtellinesi, non certo gente disposta a sprecare denaro pubblico. E abbiamo visto come fu possibile la scelta positiva.
Torniamo a quella primavera 1977.
I lavori per la pista in frana procedono con alacrità perché bisogna arrivare sino ad un certo punto ove collocare pesanti apparecchiature scientifiche. Cominciano altri esami, intanto che il geom. Maraffio con le sue laser-rilevazioni conferma settimanalmente il movimento della frana che viene analizzata sin in profondità. Non sono rose e fiori perché il movimento è contorto, le insidie evidenti. Basti pensare che un tubo inclinometrico viene spezzato a 37 metri di profondità dove, in teoria, avrebbe dovuto esserci la roccia buona. E qualche benpensante in Piazza Garibaldi continua a sostenere che la frana “è un pallino del Sindaco”. La frana non lo sa e quindi va avanti. I soliti caposaldi 6 e 14 continuano sul loro ritmo: un metro e mezzo la settimana, un bel viaggiare, non c'é che dire.

l'EFFETTO TERREMOTO
Capita un terremotino dalle parti di Treviglio e Crema. Alle due di notte il prof. Villa chiama l’ing. Moratti dicendo di andare subito in frana a fare misurazioni. Il mattino andiamo su e dai geofoni esce un crepitio continuo. E’ l’energia di deformazione che si libera. Il fenomeno è evidente, anche senza bisogno di analizzare tutta la documentazione grafica. Le onde sismiche hanno una sorta di binario preferenziale, lungo il vecchio letto dei fiumi. Sono arrivate in modo sensibile anche qui e qui fanno sentire i loro effetti. La cosa è importante per quello che vedremo poi.

lA BONIFICA IDRAULICA NON SERVE
Intanto è andato avanti lo studio idraulico. Un risultato deludente. La messa in sicurezza, spendendo una barca di soldi, comporterebbe un vantaggio minimo dato che il coefficiente di sicurezza, a lavori ultimati, sarebbe di 1,12. La diagnosi è funesta: la frana è destinata a cadere. Meno funesto il programma, visto che potrebbe cadere non solo a nostre generazioni scomparse ma a centinaia o anche migliaia di anni da adesso. Chi può dirlo? Il guaio è, appunto, che è impossibile stabilire una data probabile, ed anche se può essere un collasso generale, tipo Val Pola, o cedimenti parziali.

Il MALLERO
Non è finita. Il Mallero, fedele al proprio nome latino di “Malus rivus” può avere una portata di pochi metri cubi oppure quella storica di 600 metri cubi al secondo. In questo secondo caso, nella ipotesi che la frana abbia sbarrato la valle e che l’altezza sia tale da contenere la massa d’acqua relativa, basterebbero poche ore per la formazione di un lago come il Venina, alla massima capienza. Se la portata fosse in quel momento di 100 mc/sec occorrerebbe circa un giorno e mezzo; se la portata fosse di 10 mc/sec un paio di settimane. Evidentemente sono ragionamenti del tutto teorici, che comunque servono a rendere l’idea di fronte a che cosa ci si trova.

Il LAGO
Il busillis sta nella formazione del lago per effetto dello sbarramento della valle. Il rischio é che lo sbarramento, sotto la spinta delle acque - ogni 10 metri di altezza del livello idrico vuol dire 1 kg per ogni cmq, vuol dire una spinta di 10 tonnellate per metro quadrato. L'ing. Del Felice - esperto di dighe e presente sul Mantaro quando franò un'intera montagna, formando un lago che sei mesi dopo ebbe ragione dello sbarramento. Danni per 200 km - aveva avuto una buona idea, ossia una diga ad arco alle Cassandre aperta sotto, tale quindi da trattenere il materiale solido che potrebbe arrivare in dose massiccia nel caso di evento sfavorevole.
L'indicazione della terna di stusiosi fu per un by-pass, una sorta di "troppo pieno" per smaltire l'acqua del lago. Un primo progetto fu predisposto dagli ingegneri Del Felice e Merizzi. Se ne interessò, primi anni '90, anche il BIM contrastando, come aveva fatto anche il Sindaco di Sondrio Buzzetti, strabe ipotesi che volevano interventi maggiori con deviazione fin sopra Castione.
Non é che sian tutte rose e fiori.
In più d'uno ci siamo chiesti la ragione del rivestimento della galleria in costruzione con acciaio inossidabile che supponiamo molto costoso...
E ci siamo chiesti, pur avendo sostenuto la indispensabilità del by-pass, se é proprio indispensabile farne un secondo...

DA TENERE L'ATTIVITA' SISMICA
Noi continuiamo, sulla scorta di qualche autorevole parere, che la frana era tornata a muoversi per effetto del terremoto del Friuli. L'acqua può determinare qualche fenomeno superficiale, e non é questo che preoccupa. Il rischio verrebbe dunque da un'eventuale attività sismica.
Addetti ai lavori e comuni cittadini, in caso di terremoti avvertibili qui in misura consistente dovrebbero mettere quantomeno in preallarme tutti.
Alberto Frizziero

GdS 10 VII 05  www.gazzettadisondrio.it
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