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Guerra, la sintesi del Vaticano
di Red

Il Papa all'Angelus di domenica 16 - Martedì 18: la responsabilità - Giovedì 20: lamento per l'Irak, deplorazione per gli USA - Venerdì 21: era tutto deciso.


Utile conoscere, testualmente, la posizione del Papa e del Vaticano attraverso le dichiarazioni "ufficiali", nelle quali, modestamente, ci ritroviamo in toto.

Il Papa all'Angelus di domenica 16
In questa prospettiva di fede, desidero rinnovare un pressante appello a moltiplicare l'impegno della preghiera e della penitenza, per invocare da Cristo il dono della sua pace. Senza conversione del cuore non c'è pace.

I prossimi giorni saranno decisivi per gli esiti della crisi irakena. Preghiamo, perciò, il Signore perché ispiri a tutte le Parti in causa coraggio e lungimiranza.

Certo, i Responsabili politici di Baghdad hanno l'urgente dovere di collaborare pienamente con la comunità internazionale, per eliminare ogni motivo d'intervento armato. A loro è rivolto il mio pressante appello: le sorti dei loro concittadini abbiano sempre la priorità!

Ma vorrei pure ricordare ai Paesi membri delle Nazioni Unite, ed in particolare a quelli che compongono il Consiglio di Sicurezza, che l’uso della forza rappresenta l'ultimo ricorso, dopo aver esaurito ogni altra soluzione pacifica, secondo i ben noti principi della stessa Carta dell’ONU.

Ecco perché - di fronte alle tremende conseguenze che un'operazione militare internazionale avrebbe per le popolazioni dell’Iraq e per l'equilibrio dell’intera regione del Medio Oriente, già tanto provata, nonché per gli estremismi che potrebbero derivarne - dico a tutti: c’è ancora tempo per negoziare; c'è ancora spazio per la pace; non è mai troppo tardi per comprendersi e per continuare a trattare.

Riflettere sui propri doveri, impegnarsi in fattivi negoziati non significa umiliarsi, ma lavorare con responsabilità per la pace.

Inoltre, noi cristiani, siamo convinti che la pace autentica e duratura non è solo il frutto di pur necessari accordi politici e intese fra individui e popoli, ma è dono di Dio a quanti si sottomettono a Lui e accettano con umiltà e gratitudine la luce del suo Amore.

3. Proseguiamo fiduciosi, cari Fratelli e Sorelle, nell'itinerario quaresimale. Maria Santissima ci ottenga che questa Quaresima non venga ricordata come un triste tempo di guerra, ma come un periodo di coraggioso impegno per la conversione e la pace. Affidiamo questa intenzione alla speciale intercessione di San Giuseppe, del quale mercoledì prossimo celebreremo la solennità.

Pubblichiamo di seguito le parole che il Santo Padre ha aggiunto rivolgendosi ai fedeli e ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per la recita dell’Angelus:

Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuta. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a quelli più giovani di me, che non hanno avuto quest’esperienza: "Mai più la guerra!", come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile! Sappiamo bene che non è possibile la pace ad ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto è grande questa responsabilità. E quindi preghiera e penitenza!


Martedì 18: la responsabilità
In merito agli ultimi sviluppi della situazione internazionale, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato questa mattina ai giornalisti la seguente dichiarazione:

Chi decide che sono esauriti tutti i mezzi pacifici che il Diritto Internazionale mette a disposizione, si assume una grave responsabilità di fronte a Dio, alla sua coscienza e alla storia.


GIOVedì 20: LAMENTO PER L'IRAK, DEPLORAZIONE PER GLI USA
Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato questa mattina ai giornalisti la seguente dichiarazione:

La Santa Sede ha appreso con profondo dolore l'evolversi degli ultimi eventi in Iraq. Da una parte, lamenta che il Governo iracheno non abbia accolto le risoluzioni delle Nazioni Unite e lo stesso appello del Papa, che chiedevano un disarmo del Paese. Dall’altra parte, deplora che si sia interrotta la via delle trattative, secondo il Diritto Internazionale, per una soluzione pacifica del dramma iracheno.

In tale situazione si è appreso con soddisfazione che le varie istituzioni cattoliche in Iraq continuano a svolgere le loro attività di assistenza a quelle popolazioni. Per contribuire a quest'opera di solidarietà, anche la Nunziatura Apostolica, retta dall'Arcivescovo Mons. Fernando Filoni, rimarrà aperta in questo periodo, nella sua sede di Bagdad.

VENeRdì 21: ERA TUTTO DECISO
Uno dei Cardinali che ha operato per la pace ha dichiarato in TV che si é arrivati alla situazione attuale nel modo più deplorevole. Ha però aggiunto che tutto era stato già deciso da tempo. Conferma cioé autorevolissima di quanto abbiamo scritto a conclusione dell'editoriale dell'8 marzo: questa volta é una questione di "papiro".
Red

GdS 18 III 03  www.gazzettadisondrio.it
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