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Referendum elettrodotti:
noi del SI siamo soddisfatti.
La Valtellina meno.…

di Alberto Frizziero

                     Soddisfatti. Le ragioni - Valtellina meno soddisfatta...

SODDISFATTI. LE RAGIONI
Noi siamo soddisfatti, almeno sotto il principale punto di vista, quello della coscienza di un impegno pienamente assolto
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         Abbiamo, come giornale, ma anche come Comitato Cittadini Consumatori Valtellina, illustrato l’importanza del problema sotteso dal quesito referendario per una provincia come la nostra, con 1700 km di linee elettriche, quasi la metà ad alta tensione, con una superficie assoggettata a servitù pari, in ordine di grandezza, a quella di almeno 2500 stadi di calcio e con le poco edificanti prospettive legate agli emanandi decreti attuativi della legge sull’elettrodmog.
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          Abbiamo provocato la delibera del BIM, purtroppo senza seguito in quanto la Provincia ha ritenuto di starsene fuori e di non occuparsi del referendum. E quando diciamo Provincia non ci riferiamo solo a Presidente, Giunta, maggioranza ma a tutti visto che nessuno ha mosso un dito. Non entriamo nel merito. Ognuno è libero di comportarsi come vuole. Ci chiediamo soltanto chi in questa provincia deve occuparsi dei problemi che la legge 36/2001 pone e dei guai che è destinata a provocare. Nella cosiddetta Prima Repubblica le cose in provincia andavano diversamente…
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          Abbiamo ottenuto da due personaggi come i candidati-Sindaco a Sondrio, Bianchini e Schena, la loro adesione significativa su una posizione che dovrebbe vedere tutti i valtellinesi, solo “i menefreghisti” esclusi.
-          Abbiamo, più in generale e solitari, dato un grosso contributo. Innanzitutto di informazione, a tutto campo, in via prioritaria, con assoluta tempestività e spesso in esclusiva. Pur con tutta la modestia del caso qualche migliaio di nostri lettori é buon testimone.
In via prioritaria infatti e addirittura in esclusiva in Italia per l’impatto urbanistico dei decreti attuativi della legge 36, decreti ignorati non solo in sede di elaborazione ed approvazione della legge, non solo nell’istruttoria dei decreti attuativi, ma persino nella discussione conclusasi il 26 marzo al Senato e il 9 aprile alla Camera sulle bozze di decreto approvate dal Consiglio dei Ministri il 21 febbraio scorso. Problemi aperti che neppure la pur meritoria trattazione negli artt. 21 e seguenti della
"Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l' integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione" - leggibile negli "Editoriali" del nostro giornale -, ora al a Camera dopo la fiducia del Senato, risolve esaustivamente e per la quale con un’audizione in Commissione Ambiente sarebbe possibile realizzare un miglioramento notevole.
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          Abbiamo illustrato le ragioni che dovevano indurre i valtellinesi a partecipare al voto e a votare SI, ragioni che andavano e vanno ben oltre il quesito referendario.
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          Abbiamo avuto modo, anche attraverso la stampa locale che ha ripetutamente ospitato, in particolare, le note del Comitato Cittadini Consumatori Valtellina – una realtà con alle spalle una copiosa e fruttifera attività nell’interesse della nostra provincia e della nostra gente -  di diffondere la conoscenza dei problemi, largamente ignorati.

Abbiamo dunque ragione di essere soddisfatti, cos’ come lo siamo stati per la questione dell’elettrodotto San Fiorano-Robbia ormai avviata a positiva conclusione sulla scorta di indicazioni da noi offerte agli interessati e che sono state decisive per mettere il problema sul binario giusto.

 
La Valtellina meno SODDISFATTA.…

La Valtellina ha certamente meno ragioni di essere soddisfatta.
Una partecipazione nutrita al voto, un diluvio di SI avrebbe aiutato le Istituzioni impegnate sui problemi del settore.
Al di là del Referendum la Valtellina, e le tante migliaia di valtellinesi coinvolti, parte cospicua di essi esposta a pesanti conseguenze una volta che verranno pubblicati i decreti attuativi della legge 36/2001 (elettrosmog), assiste al silenzio di fronte al pericolo incombente nonostante che da due anni esso sia noto - perlomeno a chi ci legge, se poi non si legge é altra cosa! -.
Assiste anche al positivo accordo di Tiranese e Valcamonica per l'elettrodotto San Fiorano-Robbia ma, almeno chi conosce le cose e sa valutarla, si strappa i capelli pensando che un accordo del genere arriva 11 anni dopo la decisione dell'ENEL di procedere alla "razionalizzazione" - il che vuol dire eliminazione della selva di elettrodotti esistenti da raggruppare -, risultato allora ottenuto dal BIM. Non solo: doppio strappo di capelli in quanto allora l'ENEL avrebbe provveduto per tutti gli elettrodotti della provincia mentre ora, essendosi interessati solo gli Enti locali della zona ma nessuno a livello provinciale gran parte della situazione resterà come prima.
E intanto, all'arrivo dei decreti, chi ci andrà di mezzo? Tanta povera gente con le grane, quando qualcuno si accorgerà di quel che gli é capitato, sul tavolo dei poveri Sindaci.
Lasciati soli con questi problemi.

Alberto Frizziero


GdS 18 VI 03  www.gazzettadisondrio.it
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