Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Irak:
LE RESPONSABILITA' DI BLAIR
di ***

 

La difficile situazione di Blair in Gran Bretagna è la conseguenza di quelle che in molti considerano ormai “le bugie sulla guerra”, ovvero le famose armi di distruzione di massa con le quali Saddam poteva minacciare il mondo. I sondaggi attestano come gli inglesi non perdonino al loro leader, prima al culmine della popolarità, di essere entrato in guerra con un pretesto, atto a giustificarla ma oggi rivelatosi un bluff., tanto fa far dire a Rumsfeld che forse Saddam le aveva distrutte prima. Tanto poi da non fidarsi neppure a mettere in azione i Servizi Segreti per farne trovare almeno qualcuna appositamente fabbricata. La notizia pubblicata dal Washington Post, secondo cui il Vicepresidente USA Dick Cheney e il suo staff avrebbero fatto fortissime pressioni sui Servizi per avere dei risultati, é però sintomatica.
I commentatori precisano che gli inglesi possono digerire, e conseguentemente perdonare, il loro leader per un mare di cose ma non per avere contato loro una cosa per un’altra. Sintomo della situazione il fatto che Blair ha dovuto accettare un’indagine parlamentare sull’operato del Governo decisa lo scorso 4 giugno
Chi ha seguito i nostri articoli, e comunque chi volesse leggerli andando a vedere nelle date precedenti alla guerra, può verificare come si fosse visto giusto e in tante cose.
Gli angloamericani hanno vinto la guerra – e chi ne dubitava? – impantanandosi nel dopoguerra, con un controllo del territorio che non c’è, salvo intorno alle quattro grandi basi militari, con un’Amministrazione civile evanescente (il generale Garner mandato a casa, e sostituito da Bremen, dopo un mese, quando non aveva ancora potuto entrare in azione, è il simbolo del dilettantismo con cui si è prefigurato il dopo-Saddam), con gli esuli irakeni sui quali oltre Atlantico si puntava per la ricostruzione politica del Paese e di una classe dirigente, dimostratisi, come gran parte di noi andava scrivendo, un bluff, privi di credibilità e di seguito., con una situazione sociale che rischia di divenire paurosa perché oltre a non esserci il lavoro a breve non ci sarà più il cibo, prima della guerra distribuito per avere una scorta di mesi.
Gli angloamericani hanno vinto la guerra ma la pace rischiano di vincerla i fondamentalisti islamici che sornionamente aspettano sulle rive del fiume.
Gli angloamericani hanno vinto la guerra ma hanno perso spaventosamente credibilità nel mondo. Persino in Paesi come le Filippine ove la popolazione era in modo amplissimo filo-americana i sondaggi registrano clamorose inversioni di tendenza per il crollo della fiducia.
E qui si chiude il cerchio di Blair.
In diverse occasioni – gli articoli sono presenti nel giornale e possono essere letti andando negli indici – abbiamo attribuito grossa responsabilità agli inglesi che, voltando le spalle all’Europa di cui su questi temi si sono del tutto dimenticati, hanno condiviso in toto la linea dura USA. Non ci fosse stato questo atteggiamento degli inglesi suggerimenti e ammonimenti della saggezza europea avrebbero portato a ben maggiore prudenza. Forse il conflitto sarebbe stato inevitabile per la pervicacia di Saddam ma in tal caso l’egida dell’ONU avrebbe consentito due cose: la limitazione dell’irritazione del mondo islamico e la pianificazione del dopo-Saddam.
Di qui la principale responsabilità di Blair che, stando così le cose, è giusto che paghi, anche se forse riuscirà a superare l’impasse, sia pure indebolito, vista in definitiva la gracilità della sua attuale opposizione politica esterna – che poi è quella che gli ha dato il sostegno per la guerra! – capeggiata da Jan Duncan Smith e la condizione minoritaria di quella interna con gli ex Ministri Robin Cook e Clare Short dimessisi proprio per i contrasti sulla guerra.
***

GdS 18 VI 03  www.gazzettadisondrio.it
____________________________________
 

 

Torna a Italia e Mondo
                                                 Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina