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L'ORRORE E LA BEFFA
di Valerio Delle Grave

 

Io mi associo all’indignazione di tanti giornalisti e intellettuali che in questi giorni hanno stigmatizzato lo spettacolo indecoroso offerto dai media per opera della amministrazione USA.
La mia coscienza di uomo libero e democratico, prima ancora che di credente convinto, si ribella contro la pratica di voler esporre a mò di trofeo di guerra le foto dei cadaveri sfigurati dei figli di Saddam Hussein.
Cosa si vuole dimostrare con quella ostensione? Bush e la sua ristretta cerchia di collaboratori, cosa vogliono dimostrare? O meglio, cosa vogliono nascondere?
Domande inquietanti alle quali l’opinione pubblica si attende risposte chiare perchè le vicende di queste ultime settimane, che hanno visto una girandola di colpi di scena tra servizi segreti e diplomazie internazionali (tra le quali vede implicata anche l’Italia, seppure in misura minore) sulla attendibilità di documenti che proverebbero la presenza in Iraq di armi di sterminio di massa sino ad ora non trovate, hanno sollevato non pochi dubbi sulla “inevitabile necessità” del conflitto in Iraq da parte degli angloamericani.
Al di la, però, delle legittime domande sugli sviluppi della crisi irachena, rimane l’indignazione per il metodo adottato da Bush.
Lo spettacolo orribile e indecoroso dei cadaveri dei due “vinti”, offerto sulla scena mediatica mondiale é una rappresentazione barbara che nulla ha da invidiare ai casi di Mussolini, di Alì Buttho e di Nicolae Ceausescu, che pesano ancora sulla coscienza dell’opinione pubblica mondiale.
Si pensava che l’America, forse é meglio dire l’Amministrazione Bush, rispettasse la convenzione di Ginevra, che proibisce il maltrattamento e l’accanimento contro i vinti; invece pare che i falchi della destra reazionaria americana siano più vicini a talune pratiche del recente passato, ancora presenti nella memoria visiva di molti testimoni, che videro o subirono le rappresaglie dei nazifascisti.
E’ una brutta pagina per l’America, quella che si scrive in questi giorni. Una pagina che prima si chiude e meglio é per tutti.
Da quanto si deduce dai comunicati delle varie agenzie e da internet Bush, che sta disperatamente e con ogni mezzo (tra cui appunto la pubblicazione delle foto dei cadaveri dei figli di Saddam) cercando di correre ai ripari per riacquistare il consenso perduto in queste ultime settimane, fa dire al suo sottosegretario alla difesa Paul Wolfowiz che “il dopo guerra era stato sottovalutato”.
Infatti il continuo stillicidio di soldati americani uccisi dalla guerriglia di resistenza irakena, sta sollevando la protesta e il dissenso dell’opinione pubblica USA che, guarda caso, nel 2004 dovrà eleggere il nuovo presidente.
Questa é anche la ragione per cui il presidente Bush sta chiedendo aiuto agli alleati e alla NATO affinchè, sotto l’egida dell’ONU, inviino truppe e fondi a sostegno della democratizzazione e pacificazione dell’Iraq.
L’Italia ha già deciso di mandare un contingente di oltre tremila carabinieri e il Ministro Tremonti non ha pensato di meglio, dopo aver fatto altri tentativi andati a vuoto, che finanziare l’operazione prelevando le risorse dal “fondo per l’emergenza dei terremotati”.
Insomma, insieme allo spettacolo osceno, sotto tutti i punti di vista, a cui stiamo assistendo per opera della amministrazione Bush, nei confronti della quale il nostro paese si vanta di essere partner privilegiato, noi siamo anche beffati dal prelievo coatto di risorse altrimenti destinate.
L’ambasciatore Sergio Romano, sul Corriere della Sera del 27 u.s. dopo avere celiato sul fatto che per forza di cose gli USA devono andare a Canossa, si chiede, senza perifrasi, quando il sig. Berlusconi (dal momento che era presente nel ranch Texano di Bush mentre succedevano gli ultimi avvenimenti), si deciderà a riferire i fatti, e la nuova situazione venutasi a creare con la morte dei due figli del Raìs, ai suoi partners europei in quanto presidente pro tempore della UE , e al Parlamento Italiano in quanto Capo del Governo. Stiamo a vedere!.
Valerio Delle Grave

GdS 8 VIII 03  www.gazzettadisondrio.it
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