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RIFLESSIONI SU MARTE
di Gianni Toffali |
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Gianni
Toffali, a nostro avviso s'intende, ha e non ha ragione. Il
credere che esista un Creatore é una parte essenziale del nostro
essere, ma, attenzione, per alcuni di noi. Per altri no e a loro
non saremo mai in grado di dimostrare, nella limitatezza umana,
quello che nella catena dell'evoluzione noi riteniamo sia stato
il primo passo dal nulla all'infinitesimo. Né cambia qualcosa
trovando altrove la vita, tenuto conto che essa, qualora ci
imbattessimo in essa, ha una sola probabilità contro milioni di
essere simile alla nostra. La trovassimo, non basata sul ciclo
del carbonio, di forme, modalità, durata temporale ed altro
ancora, diversissima, ma sempre vita, anche per essa resterebbe
il problema del primo passo dal nulla all'infinitesimo. E le
diverse valutazioni su questo aspetto. (NdD) |
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Le tracce
d'acqua scoperte su Marte nelle settimane scorse, hanno
raggiunto il probabile unico obiettivo: galvanizzare l'interesse
delle masse. L'equazione: acqua uguale vita, verità assiomatica
di cui l'opinione pubblica è oramai imbevuta, è in realtà una
delle bufale più riuscite di questo secolo. Non è difficile
intuire i registi del grande bluff. E' noto che agenzie spaziali
e istituti di ricerca per farsi finanziare dai governi,
abbisognano di popolarità: nessuna scoperta, nessuna
approvazione, nessun "foraggio". Ma sin qui nulla di male, anche
gli scienziati devono pur campare. Ma il falso scientifico
rivendica anche altri padri, meno nobili e più ideologici. Chi
sostiene che la presenza d’acqua generi automaticamente principi
di vita, vorrebbe far credere che la vita non è stata creata da
un'entità superiore, ma frutto del caos e di una combinazione
casuale, chimico molecolare della materia. Ma la scienza seria e
non ideologica (per fortuna non tutti gli scienziati negano
Dio), ha dimostrato l'infondatezza delle teorie materialiste
"antitrascendentali". Solo per motivazioni ideologiche prive di
buon senso e di ragione, si può supporre che dal brodo
primordiale del big bang, la vita sia scaturita in modo autonomo
ed indipendente senza l’intervento di una mente superiore o di
un “grande orologiaio”. La scienza anche qualora riuscisse a
spiegare alla perfezione i meccanismi dell’evoluzione della
vita, ci svelerebbe solo il come, ma non il più importante,
perchè. E’ vero, le risposte “ultime”, teologiche e filosofiche
non sono di sua spettanza, ma la scienza non deve a sua volta
invadere con atteggiamenti assiomatici, ruoli e risposte che non
può e non deve dare. Una scienza onnipotente diventa scientismo.
La vita è mistero che va oltre alchimie da laboratorio, sonde
spaziali e speculazioni strumentali. Ma non illudiamoci, gli
ipotetici cugini marziani, come le bugie umane, hanno le gambe
corte, e cadranno ben presto nella polvere, dissolvendosi come i
sogni al mattino.
Gianni
Toffali
GdS - 30 III 2004 -
www.gazzettadisondrio.it
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