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LA BESTEMMIA IN TV
di vari

 

Sul caso della bestemmia in TV alcune valutazioni. Da. Cattolici.net .Papaboys.it :

"Non ci bastano le scuse né della direzione della rete (Italia 1) né della società produttrice (la Endemol) per la violenta bestemmia pronunciata martedì scorso, da Roberto Da Crema, uno dei partecipanti al reality show “La fattoria”.
Non ci bastano né scuse né giustificazioni perché ormai è diventato un vezzo dire parolacce nelle dirette televisive senza che alcuno s’indigni
Non molti anni fa, durante una trasmissione della Rai, l’attore Mastelloni bestemmiò e le puntate successive del programma non andarono più in onda.
Oggi siamo alla presenza di una conduttrice che finge di non accorgersi della bestemmia, è richiamata da un’ospite, presente in studio e tenta di mitigare o ridimensionare la gravità dell’atto.
Il Codacons ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica.
Per noi, più delle carte bollate, hanno valore l’educazione, il rispetto delle persone che assistono al programma e che ascoltano, molti dei quali con un sentimento religioso che non può essere offeso.
Anziché scusarsi dopo, sarebbe bene che gli organizzatori delle trasmissioni televisive valutassero con molta attenzione le persone da invitare, specie quando non si registra. “Il bello della diretta” dice uno slogan forse troppo usato. Possiamo convenire solo a condizione che la diretta non sia un’occasione per sfoghi personali, per manifestazioni d’isterismi e di maleducazione".
Da. Cattolici.net .Papaboys.it
http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=138310

Siccome c'era stato un commento molto duro contro l'allontanamento del sign. Da Crema, il nostro Direttore ha inviato al sito interessato la seguente nota:

"Ci sono cose che non possono essere decise con un referendum, dei pro e dei contro. Immaginiamoci cosa succederebbe se si facesse un referendum su imposte e tasse….
Ci sono cose che in una società che abbia un minimo di quadro etico non si fanno e non si devono fare anche se chi ne soffrirebbe è larga minoranza.
A parte limitazioni e divieti odierni, un tempo si chiedeva se il fumo dava fastidio. Magari su 50 persone ce n’era una sola cui dava fastidio, e a quel punto un fumatore allora da 60 sigarette quotidiane – il sottoscritto – si guardava dal fumare.
La bestemmia è ancora più grave. Non per essere bigotti, ma su questo convengono anche tante persone o agnostiche o atee. Ci si arrabbierebbe da matti se per caso uno sfrontato dovesse insultarci con riferimento a nostra madre. Per qualcuno l’insulto a Dio è ancora qualcosa di più grave.
In TV, specie in orari di massimo e generalizzato ascolto, occorre in chiunque forte senso di responsabilità. Il Baffo non era la prima volta che si trovava davanti alle telecamere. Da una vita era abituato a controllarsi al massimo nella sua efficace “recita” di televendita. Quella bestemmia era proprio doppiamente fuori posto.
La libertà cessa dove, proseguendo, si andrebbe a limitare la libertà altrui.
A questo evidentemente non avete pensato avviando quella petizione che ovviamente non firmerò. Direte che il Baffo si è ripetutamente scusato. Ricordate cosa diceva Guccini in una sua canzone? Adorare significa non dovere mai chiedere scusa. Qui non c’entra l’adorazione ma vale lo stesso l’insufficienza delle scuse.
Se il Baffo fosse rimasto alla sua apparizione sul teleschermo tanti telespettatori avrebbero detto “tel lì, quel de la bestemmia” (qui, in altre zone d’Italia le espressioni indigene) e non sarebbe stata una bella cosa".
Prosit

A questa nota del Direttore é pervenuta la seguente risposta:

"Ha provato a leggere il sito del MOIGE, l'associazione genitori che ha preteso e causato l'espulsione del Baffo? Le consiglio di leggere la parte relativa all'educazione sessuale in relazione all'omosessualità. Riassunta in poche parole, può essere condensata nella frase "sono malati, curiamoli". Dia una letta: http://www.genitori.it/generale/documenti.asp?categoria - CONTINUA - =luielei&sottocategoria=sessualita&img=sessualita&url=/lui_lei/lui_lei.asp

Ora, queste affermazioni offendono molto più di quanto possa offendere una bestemmia tutti gli omosessuali. E' non solo una parola, ma un attacco reale e portato sul piano della vita concreta. E' offende in modo profondissimo me e molti altri che omosessuali non sono.
Ora, applicando il suo principio mi spiega esattamente perché il MOIGE non deve essere bandito, esattamente come il Baffo? Perché il MOIGE che offende nel modo più grave possibile milioni di persone (il 5% della popolazione, secondo i dati del loro stesso articolo), dandogli del malato da psichiatra, ha diritto di parola e il suo parere viene pure preso in considerazione?
Sono curioso.
La libertà cessa dove, proseguendo, si andrebbe a limitare la libertà altrui.
Appunto, vedi sopra. Forse la libertà del MOIGE vale più di quella degli altri, evidentemente....
Saluti! "

Un commento del Direttore, almeno per questa volta, conclusivo:

"Non si può liquidare l'argomento in due battute su un tema indubbiamente delicato che non vuole certo crociate o settarismi ma, sia consentito almeno questo, qualche puntino sulle "i" ci vuole. Non mi riferisco certo al privato, dove ciascuno vada tra le lenzuola con chi vuole e non soltanto tra le lenzuola perché non limito ovviamente al sesso il discorso. Mi riferisco a certe rivendicazioni pubbliche di tale stato, o al non voler esser chiamati "diversi". Mi spiace, ma lo sono, e nel dire questo non aggiungo "e quindi al bando", "e quindi al novello ghetto" et similia. Sono diversi: se infatti tutti lo fossero stati noi non ci saremmo, e se ora noi lo fossimo tutti non ci sarebbe futuro per l'umanità.
Detto questo, pur con tutta l'apertura di questo mondo, non riesco a porre sullo stesso piano le due cose. Capisco che per l'interlocutore sia invece così, perché pesa il dato ideologico. C'é anche per me, ma mi impongo di lasciarlo da parte e vedere il caso nei suoi confini e nelle conseguenze possibili. Comunque, in ultima analisi, il problema non é il MOIGE. Il problema é la bestemmia in diretta, l'allontanamento del bestemmiatore, la vostra petizione per far revocare il provvedimento.

PS In fin dei conti in quel bar dove la bestemmia é un intercalare frequente io, se capitava, ci andavo (e qualche volta invitavo ad una maggiore moderazione del linguaggio), ma se ero con i figli piccoli andavo da un'altra parte. In TV non vado da un'altra parte perché non mi aspetto certo una cosa del genere. Arriva, dà fastidio, a qualcuno dà molto più che fastidio, non mi va che i ragazzi abbiano questo messaggio, con la forza del monitor, ma non va neanche a me, e a tanti, praticanti o meno.
Come mai poi tanto autocontrollo su tanti aspetti, compresa la cisposità delle ciglia o la mimetizzazione del foruncolino, e non sul linguaggio e su una miriade di espressioni da trivio? Tornando alla bestemmia, siamo sicuri che si stata proprio involontaria? Stop".

GdS - 30 IV 2004 - www.gazzettadisondrio.it

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