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Ansie e paure del mondo di oggi
di Carlo Climati

Sono questi alcuni temi trattati nel Master in “Donna, cultura e società” dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Ansia, paura, attacchi di panico e stress. Ne ha parlato lo psichiatra Tonino Cantelmi nella sua conferenza al Master in “Donna, Cultura e Società” dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
“Se la paura è uno stato mentale, ma anche corporeo, di allarme generalizzato che si attiva nei confronti di una situazione minacciosa, l’ansia invece è una paura eccessiva che si può provare per un avvenimento che potrebbe avvenire nel futuro”, ha affermato Cantelmi.
“Altra parola molto utilizzata nel linguaggio comune - ha aggiunto lo psichiatra - è stress, termine con il quale dobbiamo intendere la reazione del nostro organismo di fronte ad un cambiamento che può essere legato ad eventi tristi, quali la morte di una persona cara, ma anche a situazioni positive che si affrontano per la prima volta, come il matrimonio o un nuovo posto di lavoro. L’angoscia, invece, è un tipo di ansia che non ha un oggetto riconoscibile. Di solito la persona angosciata sta male senza riuscire a spiegarsi il perché, senza avere un problema concreto, anche se spesso si possono trovare riferimenti nel presente o nel passato”.
Altra forma di ansia, ma più acuta, è l’attacco di panico, di cui soffre il 3% della popolazione italiana. Sudorazione, tachicardia, mancanza d’aria, sensazioni di sbandamento, vertigini, paura di morire, brividi o anche vampate di calore sono solo alcuni dei sintomi di questo disturbo che colpisce maggiormente le donne. E sono sempre le donne a soffrire di un’altra malattia, la bulimia. A parlarne durante il Master è stata Maria Adelaide Caponigro, psicologa di consultazione.
“La bulimia è una risposta emotiva a quanto non succede all’esterno e spesso riguarda donne in carriera, affermate professionalmente e socialmente, che vivono da sole e sono svuotate di affetto in quanto prive di relazioni significative”, ha commentato la psicologa. Questa ossessione del cibo, e allo stesso tempo il bisogno di corrispondere al modello ‘belle, magre e con il sorriso’, le porta a restituire tutto ciò che hanno ingurgitato.
A chiudere la giornata l’intervento della professoressa Nella Vespoli, che ha insegnato nei licei filosofia, pedagogia, psicologia, storia, lingua e letteratura italiana e latina. É stata proprio la relazione della professoressa Vespoli a dare il via al secondo modulo del Master dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, il cui filo conduttore è “La donna nella società”.
Ripercorrendo le tappe storiche, sociali e culturali che hanno generato il pensiero moderno, la docente ha affermato: “La modernità nasce dalla qualità del rapporto con la storia, un rapporto che è di consapevolezza della profondità del mondo antico. Riportare un’opera alla volontà dell’autore significa riportarla a quel tempo, a quella mentalità”.
Un’età, quella rinascimentale, dove predomina l’antropocentrismo, ha detto Nella Vespoli.
Mentre il Medio Evo è teocentrico, il Rinascimento vede l’uomo al centro, ma sempre in relazione con Dio. Lo stesso termine “Rinascimento” ha una matrice squisitamente religiosa.
Carlo Climati


GdS - 30 I 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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